I cinque colli

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montcenis

No, non voglio raccontare di una parziale gita a Roma, ma di un giretto sulle Alpi francesi partendo da Torino. Lo spunto per il nome deriva dal fatto che in francia i passi alpini si chiamano Col, cioè “colle”.

In: Viaggi by admin 09/08/2009, 15:56

Lasciamo Torino durante una bella giornata e facciamo rotta verso il Colle del Moncenisio percorrendo tutta la SS25 della Val di Susa. La strada comincia a salire e le curve si susseguono con un ritmo nè troppo blando nè troppo serrato quasi come se i romani che 700 anni prima di Cristo costruirono questa via avessero già in mente i moderni centauri. Ad un certo punto si arriva ad un pianoro (in cui c’è sempre vento!) che è solo il preludio alla salita finale con i suoi tornanti e la strada che verso valle ha le caratteristiche pietre miliari bianche. Ad un certo punto il panorama si apre e vediamo il lago in tutta la sua bellezza; difficile trovare una giornata limpidissima quassù per poter rendere in foto tutta la magia che questo luogo trasmette. Sembra piccolo ma quando si osservano bene le dimensioni dei camper parcheggiati sul bordo del lago, si realizza che è tutt’altro che un modesto bacino idrico! Dopo aver passato il Col du Mont Cenis (2081 m) la discesa si presenta ampia ed i tornanti sono ben distanziati tra loro: si ricomincia la danza. Attenzione solo ai piccoli rappezzamenti del manto stradale che si presentano molto scivolosi anche con fondo asciutto. Questo è l’unico appunto che posso fare alle strade francesi che, per il resto, sono ben curate. Scendiamo passando accanto a villaggi con dei cartelli sulla strada che ci invitano a visitarli (chissà quando anche noi italiani impareremo a valorizzare come si deve il nostro territorio!) e ad una fortezza fatta a strati sopra una montagna. Ci superano alcuni motard francesi che si affrettano a salutarci abbassando il piede destro (classico saluto che si fa quando si supera – poco conosciuto in Italia) e ne incrociamo altri, tra i quali due che io saluto per primo ma che non mi rispondono; osservo meglio e vedo che sono due Gendarmi motorizzati! Arriviamo a Modane che mi immaginavo totalmente diversa; non so perchè ma mi aspettavo di trovare una cittadina molto industrializzata ed invece mi sembra essere proprio a misura d’uomo, diciamo simile ad Aosta, tanto per capirci. Proseguiamo sulla N6 fino a Saint-Michel-de-Maurienne dove svoltiamo a sinistra sulla D902 (Route du Galibier ) che ci porta prima al Col du Télégraphe (1600 m) e poi lungo un’ampia vallata. A Valloire realizziamo che proprio in questo fine settimana è in corso un campionato di quad: questi fastidiosissimi mezzi ed i loro guidatori ci rompono le scatole sia durante la sosta per il pranzo (in cui passano rombando come degli ATR-72 in decollo), sia durante la successiva salita al Galibier (portando parecchia ghiaia sulla strada). Fortunatamente si fermano appena prima dell’ultimo pezzo di strada stretto e curvoso (lasciate assolutamente perdere la galleria, ma svoltate a destra verso la cima!!!) che percorro immaginandomelo come si vede durante il Tour de France stracolmo di gente che lascia appena un corridoio per i ciclisti. Dall’alto del Col du Galibier (2642 m) la vista è notevole da ambo i lati. Un gruppo di motociclisti francesi si ferma a guardare il tratto che poi loro, come noi, percorreranno in discesa. Scendiamo lungo la N91(Route des Grandes Aples) ed il caldo comincia a farsi sentire; apprezzo sempre il comportamento degli automobilisti francesi che quando hanno una moto alle spalle accostano a destra per agevolare il sorpasso alla due ruote. Inutile dire che i sorpassi più impegnativi sono quelli delle auto italiane. Nonostante Briançon sia a 1200 metri, fa un caldo terribile; l’attraversiamo in fretta per puntare al Colle del Monginevro che con i suoi 1854 m fa da preludio al Colle di Sestrière (2035 m) che raggiungiamo non senza divertimento: sulla salita al Sestrière un figlio di papà con BMW spider cerca di “spingermi” (cioè mi sta molto vicino alle chiappe). Da come affronta le curve deduco che conosce la strada, quindi è del tipo peggiore: crede di essere sulla pista di casa. Vediamo. Resto sempre in sicurezza ma aumento leggermente il ritmo e dopo qualche curva è là, dietro un paio di auto che non riesce a superare. Bye bye fighetto. Il Sestrière, con i suoi lavori ancora in corso nonostante la fine delle Olimpiadi sia passata da tempo e con la sua solita “lattina” obrobriosa, mi lascia sempre una certa tristezza nel cuore. Scendiamo e l’unica parte degna di nota è la sosta a Pragelato proprio di fronte agli impianti per il salto con gli sci: maestosi! Si scende sempre di più evitando le file e superando qualche turista del sabato che pare cercare le giraffe da quanto va piano… Ritorniamo a Torino dopo aver percorso circa 340 Km e, per quanto mi riguarda, con i soliti panorami impressi in modo indelebile nel cervello.

Mappa

Altimetria

Qui tutte le foto

L’itinerario nel formato per Motorrad Tourenplaner ed in quello per Navigon Navigator 5 che ho diviso in tre parti per poterlo utilizzare con le mappe dell’Italia e della Francia che possono essere caricate una alla volta. Se volete convertirlo per altri navigatori (ad esempio TomTom), vi consiglio TrackCon 2 di Manfred Seibel (freeware ed anche se solo in tedesco, molto facile da utilizzare).

Attenzione: sia l’itinerario riportato nella carta iniziale che l’altimetria qui sopra non sono dei dati programmati “a tavolino”, ma è il reale itinerario fatto durante il giro e registrato mediante il GPS. Ci possono essere, quindi, degli errori, delle inversioni lungo la strada, ecc.

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Motociclista da sempre, cerco di coniugare la passione per la moto con la scoperta di nuovi luoghi lontano dal caos, l'osservazione per la natura e, perché no, la buona cucina regionale italiana.

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