La Val di Scalve

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Una piccola valle bergamasca nasconde insospettati tesori

In: Viaggi by admin 09/08/2009, 17:13


Famosa nell’antichità per la produzione del ferro, la Val di Scalve è una piccola vallata che parte da Darfo-Boario Terme e prosegue fino al Passo del Vivione (1828 m) quasi parallela alla Val Camonica. La strada che la percorre, la SS294 della Val di Scalve (ora “declassata” a strada provinciale) parte da Darfo-Boario Terme con una buona pendenza e delle belle curve; il manto stradale è buono e ci si può divertire a fare qualche piega. Dopo pochi chilometri, però, la valle si stringe e la strada si trova stretta tra il fiume Dezzo e la nuda roccia; proprio per questa conformazione che ricorda la Via Mala (la strada che scende dallo Spluga nel tratto svizzero), è detta Via Mala bergamasca. Cominciate qui a mollare l’acceleratore ed a gustarvi le pareti a picco, le gallerie (alcune non illuminate) costruite nella nuda roccia ed a cercare il fiume che scorre sotto di voi. Poco prima di Vilminore la valle si apre e la flora alpina si sostituisce alla dura roccia: nell’aria fresca si sente il profumo di legno bruciato per scaldare le piccole abitazioni degli altrettanto piccoli paesi che si attraversano (fortunatamente il turismo qui è ancora scarso e non ha portato con se’ le deturpazioni che si vedono in altre ben più rinomate vallate). Sempre con un filo di gas si arriva a Schilpario, il borgo più grande della Valle; approfittiamo delle panchine che si trovano nella piazza principale per gustarci il nostro pranzo. L’impressione che mi dà questo paese è di estrema tranquillità. Dopo pranzo proseguiamo in direzione del Passo del Vivione, a cui non arriveremo mai a causa della chiusura della strada (benchè sia aprile): la neve è solo ai margini ma è probabile che lo scarso traffico non giustifichi il passaggio di mezzi spazzaneve, quindi dopo qualche tornante parecchio stretto ed in corrispondenza di sentieri che portano alle miniere di ferro, un “new-jersey” ci sbarra la strada costringendoci ad invertire la rotta. Una rapida occhiata alla mappa e decido che anzichè proseguire per Paisco e scendere lungo la Val Camonica, possiamo tornare indietro per un’altra strada e passare dal Passo della Presolana. A Schilpario giriamo quindi a Sinistra verso Azzone e possiamo ammirare la vallata dall’alto (la strada scenderà con decisione solo poco prima di Azzone e dell’incrocio con la SS294) godendo di un percorso con alcune curve e con un buon fondo stradale. Tornati sulla SS294 svoltiamo a destra e poi a sinistra in direzione di Clusone; a parte qualche bel tornante iniziale che percorriamo con molta tranquillità a causa di un temporale che ci costringe ad andare piano, la strada non presenta nè particolari difficoltà nè una memorabile bellezza (o almeno, non me le ricordo io). Il Passo della Presolana me lo aspettavo più carino, ed invece mi ricorda molto quello dell’Aprica: piste da sci con una strada e dei parcheggi che le separano (anzi, diciamo che questo passo è migliore dell’Aprica perchè mancano tutte le attività commerciali che caratterizzano – in peggio – l’Aprica). Scendiamo verso Clusone e ci tuffiamo nella SS671 della Val Seriana, percorsa da molti motociclisti come se fosse una pista (è da notare il contrasto tra la quantità di moticiclisti/smanettoni presenti tra Clusone e Bergamo e quella dei mototuristi – giusto un paio – nella parte alta della Val di Scalve). Da Bergamo a Lodi decido di non passare per Treviglio ma di fare una capatina a Cassano d’Adda e costeggiando il fiume che scende dal Lago di Lecco fino a Rivolta per poi dirigermi verso casa. Questa può essere un’interessante alternativa, insieme a quella percorsa al mattino (e cioè Caravaggio e Romano di Lombardia), per evitare la drittissima SS42 che da Treviglio porta a Bergamo.

Chilometri percorsi: 280 circa



L’altimetria (clicca per ingrandire)

NB: l’itinerario presentato in figura è quello esattamento seguito e non quello pianificato “a tavolino”. Idem per il profilo altimetrico (nei punti in cui manca è dove il GPS non prendeva per gallerie o simili)

Link utili
Il portale della Val di Scalve

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Motociclista da sempre, cerco di coniugare la passione per la moto con la scoperta di nuovi luoghi lontano dal caos, l'osservazione per la natura e, perché no, la buona cucina regionale italiana.

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