No, mi spiace, ma se state provando Google+ convinti che sia come Facebook vi dovete ricredere: è una cosa simile (come simili possono essere il telefono fisso e quello cellulare) ma diversa. Vediamo un po’ di cose, sotto forma di domanda/risposta, di Google+ anche in base a richieste di amici (naturalmente tutto è dettato dal mio utilizzo e posso benissimo sbagliare, nel qual caso “se sbalierò mi corigerete” (cit.)).
Domanda: Posso scrivere sulla tua bacheca?
Risposta breve: No.
Risposta di Sky One: No, e meno male.
Risposta seria: Perché vorresti scrivere qualcosa sulla mia bacheca (che si chiama stream)? Per farmi sapere qualcosa? Bene, allora scrivilo sulla tua bacheca dicendo che è solo per me (cioè invece di includere una cerchia, metti solo il mio nome): questa conversazione sarà limitata (vedrai la scritta Limited… cercala perché c’è!) solo a noi due, senza che tizio e caio ci possano ficcare il naso. Ah, in questo modo si evitano quelle puttanate di Facebook come “Mimì ti ha mandato un abbraccio, rispondile con questa applicazione” oppure “Jenny vuole essere tua vicina di Farmville”.
Domanda: Adelchi Battista mi ha aggiunto nelle sue cerchie ma io non voglio che veda il mio contenuto: com’è possibile? Dov’è la privacy?
Risposta breve: E sticazzi?
Risposta di Sky One: E nella vita reale come fai se Adelchi Battista va in giro dicendo che è tuo amico?
Risposta seria: In Google+ chiunque ti può aggiungere tra i propri conoscenti, proprio come nella vita reale un Adelchi Battista qualsiasi può andare in giro a dire che è tuo amico (e/o che ti si è trombato svariate volte). Però se tu non metti Adelchi Battista in alcuna cerchia, lui potrà vedere solo i tuoi post pubblici (cioè quelli non indicati come “Limited”): io sono stato aggiunto da Adelchi Battista (che non so nemmeno chi cazzo sia, come abbia visto me e perché mi abbia aggiunto), ma finché scriverò pensieri/aggiornamenti per gli amici e per le altre cerchie, Adelchi Battista non vedrà nulla di me. E’ una forma di SPAM? Sicuramente viene usata con questo intento: io aggiungo mezzo mondo per far vedere quanto sono figo, ma basta leggere solo gli stream di cerchie che ci interessano per eliminare il problema alla radice.
Domanda: Google+ è come Twitter?
Risposta breve: No.
Risposta di Sky One: Non hai capito un cazzo ne’ di Twitter ne’ di Google+
Risposta seria: Twitter è una cosa in primis “uno a tanti”: voglio far sapere una cosa a tanti amici, la mando via Twitter. E’ come se mandassi tanti SMS al costo di uno solo. Rispondere a un Tweet è più complicato di Google+ ma, soprattutto, in Twitter non ci sono opzioni sulla privacy: tu rendi disponibile il tuo Tweet al mondo. In Google+ puoi decidere a chi far sapere cosa.
Domanda: Quindi io ogni volta devo decidere con chi condividere quello che scrivo?
Risposta breve: Sì
Risposta di Sky One: Perché nella vita reale come fai: metti i manifesti con i cazzi tuoi con preghiera di leggerli solo ad un certo gruppo di amici?
Risposta seria: Sì, ma Google+ memorizza l’ultima condivisione, quindi se tu vuoi condividere alcune cose con le stesse persone, non devi cambiare nulla. E, contrariamente a Facebook, puoi vedere immediatamente mentre scrivi con chi stai condividendo il tuo materiale. Fai un piccolo sforzo e decidi chi può essere veramente interessato a quel tipo di cazzi tuoi: inutile condividere con il club podistico la gara di tuffi che hai vinto ieri, o no? Magari deleterio condividere con i colleghi le foto da ubriaco che ti hanno fatto alla Festa della Birra…
Insomma, Google+ secondo me si avvicina molto di più alla vita reale di quanto faccia Facebook: quanti di voi hanno contatti veri e duraturi con 100 amici? Quanti vogliono realmente sapere i cazzi di tutti quelli che, amici o meno, li hanno aggiunti a Facebook? Suvvia, siamo seri: vi interessa veramente, voyeurismo a parte, sapere cosa fa quella vostra compagna di classe delle medie che non avete sentito per 20 anni (“e se non ci siamo sentiti per 20 anni ci sarà anche un motivo, no?” – cit.)? La privacy di Google+ è, a mio avviso, anche migliore di quella di Facebook e lo dimostro con un esempio: a meno di restrizioni assurde e di configurazioni certosine delle proprie liste, su Facebook, nella vostra bacheca, appaiono anche i commenti che lasciate su bacheche di vostri amici. Quindi se io lascio un commento sulla bacheca di un mio amico che non ha configurato il proprio account in maniera stringente, voi che siete miei amici ma non suoi, potrete vedere comunque il mio commento, il post che l’ha generato e tutti gli altri commenti. Facciamo un esempio: supponiamo che io esca a cena con le amiche della piscina e che il giorno dopo un amico scriva sulla mia bacheca Facebook: “bella figa quella tua amica Silvia che c’era ieri sera e buono a sapersi che è un po’ troja”. Bene, Silvia potrebbe tranquillamente vedere il commento e incazzarsi, magari a ragione, con me. In Google+ questo non potrebbe succedere: l’amico dovrebbe solo avere l’accortezza di condividere la gioia unicamente con me e, nel caso in cui non lo facesse, sarebbe la sua bacheca e Silvia, mia amica ma non sua, non potrebbe vedere il commento.
Insomma: Google+ è diverso da Facebook. Non va usato come se fosse la stessa cosa e, comunque, sempre cum grano salis.
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