If you can’t run, then walk
(Dean Karnazes)
Se vi dicono che a correre non si fa fatica, stanno mentendo. Correre costa fatica ma la soddisfazione che vi “assalirà” dopo la doccia, sarà non solo sufficiente a compensare la fatica ma proseguirà per qualche giorno. Però vi succederà che mentre correte comincerà a farvi male questo o quel muscolo, il fegato, un piede, una caviglia; il mio guru dice “se ti fa male la tal cosa, spiegale che comandi tu e che il suo male non è un problema tuo”. Sacrosanto, ma traduciamolo: tenete duro e, salvo problemi gravi, il dolore passerà; certo, se il tallone della scarpa vi sta “smangiando” la pelle che c’è sul tendine d’Achille, forse è il caso di fermarsi e sistemare la cosa, ma se vi viene un po’ di mal di fegato, cominciate a fare qualche respiro profondo e dopo qualche minuto scoprirete che il dolore è molto diminuito (se non passato del tutto). La stessa cosa può succedere per un ginocchio o per altro; fate solo attenzione al fatto che quando il nostro corpo “è caldo” si sente meno il male, quindi è inutile fare i Rambo. Non fatevi però subito spaventare dal dolore o evitate che lo sconforto vinca e vi spinga allo stop; magari rallentate, analizzate bene la situazione e decidete. Trovo in questi momenti un parallelo con la vita: ci sono momenti di difficoltà che magari sembrano essere insormontabili. Che fare? Abbiamo due scelte: fermarci o analizzare e continuare. Chi vi scrive è stato, in un passato nemmeno troppo lontano, vicino al fermarsi e ringrazia tutti quelli che l’hanno incitato a non fermarsi ed a continuare a correre. Si rallenta, si analizza la situazione, prendono le contromisure e si continua. A piccoli passi (ma di questo parleremo un’altra volta), ma si continua.

Tecnica Arcana
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