Visto l’avvicinarsi delle elezioni politiche e visto che spesso ci dimentichiamo dei personaggi che ci comandano, ho deciso di inaugurare una nuova categoria con uno scritto di Marco Travaglio (tnx Mauri!). E’ abbastanza lungo, ma vi consiglio di prendere 10 minuti di tempo e di leggerlo: fa riflettere.
I valori della famiglia
di Marco Travaglio
Ah, la memoria. Oltre alla verve, nella telecatastrofe dell’altra sera, il Cavalier Bellachioma ha perduto anche la memoria. E, con quella, la riconoscenza per le decine di dipendenti, consulenti, avvocati suoi e delle sue aziende che tanto bene gli hanno voluto (e fatto) in questi anni 12 anni in Parlamento, alla Rai e negli altri luoghi pubblici dove Lui li ha amorevolmente sistemati. «Me ne ricordo solo tre», ha risposto a Prodi che glieli rammentava. Invece, mal contati, sono una sessantina. Azienda.
Gianni Letta, già vicepresidente Fininvest, e Aldo Brancher, già braccio
destro di Confalonieri, sono sottosegretari. Marcello Dell’Utri, giÃ
presidente di Publitalia e inventore di Forza Italia, è senatore, membro
del Consiglio d’Europa e direttore artistico del teatro Lirico di Milano.
Al seguito, tutta la corte di manager e venditori del Biscione: Enzo Ghigo (ex governatore del Piemonte), Giancarlo Galan (presidente del Veneto), i viceministri Gianfranco Miccichè e Antonio Martusciello, gli onorevoli Domenico Lo Iucco e Angelo Codignoni (padri cofondatori di FI), Romano Comincioli (anche compagno di scuola del Cavaliere), Paolo Del Debbio, Roberto Tortoli, Mario Valducci. Niccolò Querci, già segretario personale del Cavaliere, è deputato. L’ex segretaria Marinella Brambilla nel ’94 si insediò a Palazzo Chigi col principale. Il fiscalista del gruppo, il creativo Giulio Tremonti, è ministro dell’Economia. Un’altra pattuglia di Biscion Men s’è trasferita armi e bagagli alla Rai: Carlo Maria Petroni, capo della scuola quadri di FI, è nel Cda insieme a Giuliano Urbani, politologo del gruppo, già deputato e ministro: l’ex dirigente Mediaset Alessio Gorla è responsabile dei palinsesti; l’ex assistente del Cavaliere Deborah Bergamini è capo del Marketing strategico; Giancarlo Innocenzi, dirigente Mediaset, è stato sottosegretario e ora sta nell’Authority delle Comunicazioni; l’ex dirigente Publitalia Antonello Perricone divenne nel ’94 presidente della Sipra; Antonio Pilati, già consulente di Mediaset, è passato dall’Authority delle Comunicazioni e all’Antitrust (molti lo indicano come il vero ispiratore della legge Gasparri); Antonio Socci, già al Giornale, è stato vicedirettore di Rai2 e ora dirige la scuola di giornalismo Rai di Perugia. Il vicepresidente del Milan Adriano Galliani è presidente della Lega nazionale calcio. Giornali e tv. Dalle tv Mediaset arrivano Vittorio Sgarbi (già sottosegretario ai Beni culturali),Giuliano Ferrara (già ministro), Clemente J. Mimun (regalato prima al Tg2 poi al Tg1) e persino Cesare Cadeo (già assessore allo Sport alla provincia di Milano), mentre Mike Bongiorno è in lista d’attesa per il laticlavio.
Paolo Romani aveva una tv vicina al gruppo, Lombardia7, poi fallita: deputato. Dal Giornale che fu di Montanelli, han preso il volo Antonio Tajani (capogruppo all’Europarlamento), Livio Caputo (già deputato), Filippo Pepe (portavoce di Gasparri), Luca d’Alessandro e Marco Ventura (uffici stampa FI e Palazzo Chigi). Avvocati. Dalla discesa in campo, la pattuglia dei legali ad personam promossi parlamentari è una legione: Niccolò Ghedini, Gaetano Pecorella,Alfredo Biondi,Memmo Contestabile,Vittorio Dotti e Cesare Previti ("uno per gli affari legali, l’altro illegali", diceva Cristina Matranga). E poi Massimo Maria Berruti, ex finanziare e poi avvocato del Milan. Il legale di Previti, Michele Saponara. E quello di Dell’Utri, il compianto Enzo Trantino. Il civilista del Cavaliere e di Previti, Romano Vaccarella, è distaccato da due anni alla Corte Costituzionale. E il professor Agostino Gambino, che seguì la Fininvest nell’affare Mondadori, era uno dei tre "saggi" nominati nel ’94 per il conflitto d’ interessi (ovviamente dispersi), poi ministro delle Poste con Dini. Amici e parenti. Fedele alle amicizie,il Cavaliere non dimentica nessuno. Guido Possa, altro compagno di scuola e curatore di "Una storia italiana", è viceministro dell’Istruzione. Il medico personale che allunga la vita, Umberto Scapagnini, è sindaco di Catania. Lo scultore del mausoleo di Arcore, Pietro Cascella, fu candidato nel ’94. Il sondaggista Gianni Pilo fu deputato. Il vicino di casa ad Arcore Roberto Radice fu ministro. L’amico Tony Renis, in ottimi rapporti con alcuni mafiosi italoamericani, fu direttore artistico del festival di Sanremo. Gianstefano Frigerio, condannato per le tangenti di Paolo Berlusconi, è deputato. E Stefania Craxi,figlia dell’amico Bettino, lo diventerà presto, come la moglie di Pino Leccisi, il defunto ex-dc compagno di barca di Berlusconi e Previti (pure lui condannato). E poi i parenti: il gemello di Dell’Utri, Alberto, responsabile forzista nel Lazio; e Mariella Bocciardo, prima moglie di Paolo Berlusconi, new entry nelle liste forziste. La moglie di Giuliano Ferrara, Anselma Dall’Olio, è alla commissione ministeriale per il Cinema. Il figlio della segretaria di Gelli è stato appena assunto alla Rai. Poi ci sono i confratelli di Silvio, tessera P2 n.1816, che risultavano con lui nelle liste del Venerabile: Publio Fiori, Gustavo Selva, Fabrizio Cicchitto e Antonio Martino. Come dimenticarli, nel momento del bisogno?
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