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» Pessimismo e fastidio

  • Sono due i comitati in campo per il “no” all’impianto Elcon
    By on April 15th, 2011 | Comments Off Comments

      Sono due i comitati in campo per il “no” all’impianto Elcon

      La protesta contro il bruciatore e l’impianto di trattamento rifiuti liquidi della Elcon si organizza: dopo il comitato contro l’impianto a cui hanno già aderito alcuni partiti politici e associazioni ambientaliste e del volontariato sociale casalino, ora arriva anche il comitato popolare contro l’inceneritore. Diverse le strategie, ma unico lo scopo, quello di impedire l’insediamento degli israeliani della Elcon sull’area Lever, proprio alle porte di Casale: mentre il comitato contro l’impianto raccoglie le firme per un referendum consultivo, il comitato popolare contro l’inceneritore si prefigge una petizione perché il sindaco emetta un’ordinanza per vietare l’installazione su suolo cittadino di impianti tossico-nocivi. Entrambi i comitati, supportati in prima istanza da esponenti politici e consiglieri comunali di opposizione, non vogliono etichette partitiche e annunciano di lasciare la questione nelle mani di semplici cittadini, dichiarando peraltro la disponibilità a collaborare e anche a confluire in un unico gruppo di protesta. «All’impianto bisogna dire di no con fermezza perché gli inceneritori aumentano le diossine nell’aria, principale causa di tumori, di cui il Lodigiano ha un triste primato, nonché le micro e nanoparticelle, il Pm 10 e il Pm 25, che vengono inalate col respirare e ristagnano nei polmoni – spiegano i promotori del comitato -. Le forze politiche si dichiarano sempre tutte contrarie a questo tipo di impianti, ma poi nella realtà dei fatti nessun impianto è stato bloccato. Per questo diffidiamo di iniziative targate centrosinistra o delle rassicurazioni che arrivano dal centrodestra». E a spiegare meglio il concetto ci pensa il consigliere comunale del Partito comunista dei lavoratori Leopoldo Cattaneo, che aderisce al comitato popolare. «In passato sia sulla discarica di Casale sia sulla centrale di Bertonico abbiamo visto il rimpallo delle responsabilità e la contrarietà di tutti, ma alla fine questi impianti si sono fatti – spiega il consigliere -. Per questo diamo la nostra adesione volentieri al comitato popolare formato da cittadini, e invitiamo invece a diffidare dalle parole di centrodestra e centrosinistra. Chi invece dice no all’impianto sarà il benvenuto, e se c’è un altro comitato al lavoro saremo disponibilissimi a collaborare e fare iniziative insieme, a patto che il no sia convinto e non sia solo strumentale per qualche voto in più». Le prime iniziative dei due comitati sono previste per domenica, quando con banchetti in piazza si raccoglieranno le firme per il referendum e la petizione. Poi mercoledì sera, nel salone delle Acli, si terrà la prima assemblea pubblica del comitato contro l’impianto per spiegare il progetto della Elcon e confrontarsi con la cittadinanza.

      (da Il Cittadino)

    • Bruciatore, il comitato prepara l’assemblea
      By on April 14th, 2011 | Comments Off Comments

        Iniziativa del Pd
        Bruciatore, il comitato prepara l’assemblea

        Un’assemblea pubblica per illustrare alla cittadinanza il progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti presentato dalla società israeliana Elcon a Regione, Provincia e comune. A indirla però non è l’amministrazione comunale ma il Partito democratico di Casale insieme al Comitato contro l’impianto. L’incontro pubblico si terrà mercoledì sera prossimo, 20 aprile, nel salone delle riunioni delle Acli di via Marsala, e in quella sede si presenterà anche il primo nucleo di persone che condurranno i lavori del comitato, al quale nel frattempo stanno aderendo diverse associazioni casaline. Il Comitato contro l’impianto è la prima risposta concreta del malumore diffuso tra la popolazione dopo la denuncia del «Cittadino» a proposito dei reali contenuti del progetto.Presentato come un impianto di smaltimento delle acque reflue delle lavorazioni industriali chimiche e farmaceutiche, lo stabilimento che l’israeliana Elcon vorrebbe impiantare sull’area Lever alle porte della città prevede anche un bruciatore di post-combustione ovvero un forno per la termodistruzione dei residui gassosi del trattamento, con un camino di 40 metri ed emissioni sulla cui natura non è ancora stata fatta grande chiarezza. L’amministrazione comunale e la maggioranza di governo si è trincerata dietro l’attesa del giudizio tecnico dell’Arpa Lombardia chiamata alla valutazione d’impatto ambientale richiesta dalla società. Tuttavia, il termine per le osservazioni in regione si concluderà ai primi di maggio e ancora non è dato sapere se comune e provincia di Lodi presenteranno delle osservazioni o meno in merito all’impianto, che dal punto di vista strettamente normativo ovviamente riceverà un parere tecnico sulla base di quanto progettato.«La riunione di mercoledì prossimo sarà l’occasione per dire a tutti coloro che non vogliono questo impianto che è possibile dire no e che le istituzioni locali devono accompagnare la volontà della cittadinanza – spiega Federico Moro, segretario del Pd di Casale -. È importante l’adesione che si sta ricevendo dalle associazioni locali e dai singoli cittadini e anche i partiti dovranno essere in prima linea a supporto del Comitato».Già sabato e domenica a Casale e Zorlesco ci saranno i primi banchetti per pubblicizzare l’assemblea e per raccogliere le firme utili a chiedere l’indizione di un referendum consultivo per orientare le scelte dell’amministrazione.A. B.

        (da Il Cittadino)

      • Un referendum per il bruciatore
        By on April 7th, 2011 | Comments Off Comments

          La gente potrebbe essere chiamata a esprimere un parere sull’impianto di trattamento dei rifiuti
          Un referendum per il bruciatore
          La proposta è arrivata dal Partito democratico locale

          Un referendum per dire sì o no all’impianto di trattamento dei rifiuti farmaceutici che l’israeliana Elcon vuole installare sull’area Lever alle porte di Casale: è la proposta del Partito democratico di Casale come prima iniziativa di mobilitazione popolare rispetto all’ipotesi del nuovo insediamento.Allo stato attuale la ditta israeliana Elcon ha presentato in Regione Lombardia lo studio per ottenere la valutazione d’impatto ambientale riferito al progetto di impianto di trattamento rifiuti liquidi provenienti dal settore chimico e farmaceutico. Il documento è stato presentato anche agli uffici comunali e provinciali. Nel progetto, secondo quando denunciato nei giorni scorsi dal «Cittadino», c’è anche la presenza di un bruciatore di residui gassosi della lavorazione, una sorta di inceneritore degli scarti gassosi dei rifiuti. Su questa denuncia da 10 giorni a questa parte si è scatenato in città un furioso dibattito tra chi è contrario e chi, come la giunta e la maggioranza, vuole aspettare il giudizio dei tecnici della regione.«Sull’ipotesi di localizzazione dell’impianto a due passi dal centro abitato, il Partito democratico propone l’indizione un referendum consultivo – si legge in un comunicato diffuso nella giornata di ieri dal Pd casalino -. È la prima delle iniziative che si intendono mettere in campo e che porterà a un’azione capillare di spiegazione delle motivazioni per cui la richiesta di Elcon non è sostenibile per la città». L’ipotesi referendum non è peregrina né provocatoria, visti i precedenti. Previsto dal regolamento comunale, il referendum consultivo è arma a cui già fece ricorso il Partito comunista dei lavoratori nel 2007 per chiamare la gente a opporsi al progetto di vendita degli edifici pubblici di piazza Repubblica prospettato dall’allora amministrazione di centrosinistra. Allora, il quorum del 50 per cento più uno fu mancato. Certo, un’arma estrema che rischia politicamente di essere a doppio taglio. Ma anche una decisione inevitabile per il Pd casalino. «Si sta componendo un comitato contrario alla realizzazione dell’impianto, ed è già emersa questa esigenza – conclude il comunicato -. Inoltre, non è pensabile che vi sia una decisione solo di poche persone: il futuro di questa città deve essere in linea con le aspettative dei suoi abitanti. Non siamo di fronte ad un fatto di ordinaria amministrazione. Da parte nostra abbiamo da subito sostenuto la contrarietà a questo progetto e ora vi sia il coraggio di confrontarsi con i casalini. Non si accampino scuse e si abbia il coraggio del confronto».Andrea Bagatta

          (da Il Cittadino)

        • Inceneritore, l’opposizione: «Rossetti spieghi ai cittadini»
          By on April 6th, 2011 | Comments Off Comments

            Inceneritore, l’opposizione: «Rossetti spieghi ai cittadini»

            Una gestione «irresponsabile» da parte dell’amministrazione nella vicenda dell’impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi che la società israeliana Elcon vorrebbe impiantare sull’area Lever alle porte della città. È il commento dell’opposizione di centrosinistra all’intervista di Marzio Rossetti, ex assessore alle attività produttive del comune di Casale che per primo nell’autunno del 2009 trattò con gli israeliani la possibilità di insediare quell’attività sull’area Lever. L’ex assessore chiedeva a tutti di avvicinarsi alla questione da un punto di vista diverso di quello legato all’allarme inceneritore degli ultimi giorni, valutando serenamente l’impianto come una possibilità di sviluppo per il territorio.«La dichiarazione dell’ex assessore Marzio Rossetti dimostra la gestione irresponsabile della vicenda Elcon da parte dell’amministrazione – dichiara l’ex vicesindaco Roberto Ferrari -. Il Comune stava trattando da un anno e mezzo questo tipo di insediamento ma nessuno ha sentito il dovere di informare le commissioni competenti, il consiglio comunale, la città». Per giunta, l’amministrazione nella persona del sindaco ha cercato di minimizzare l’attività portando in rilievo solo aspetti positivi e solo dopo che la faccenda è diventata di dominio pubblico ha cominciato a dare spiegazioni. «Il sindaco si dichiarava felice degli interlocutori e metteva in risalto gli aspetti positivi, e solo dopo la presentazione dei documenti in Regione, quando sono arrivati con un implicito via libera dell’amministrazione casalina, si è saputo grazie al “Cittadino” che quello è un inceneritore di sostanze pericolose – continua Ferrari -. Solo un malinteso senso di responsabilità può far pensare a Rossetti che sia giusto che Casale si faccia carico di rifiuti pericolosi, chimici e farmaceutici, prodotti altrove. Spero che la giunta non aspetti la valutazione d’impatto ambientale ma dica subito di no».Difficile aspettarselo dal momento che gli stessi partiti non prendono posizione nascondendosi dietro alle valutazioni di carattere tecnico. «I partiti devono dire che sviluppo del territorio vogliono, senza aspettare che i tecnici diano il loro parere – conclude il segretario del Pd Federico Moro -. La partita non è tecnica, ma politica. E a Rossetti dico soltanto di andare in giro casa per casa a raccontare ai casalini che lui è d’accordo con questo progetto, che vuole portare impianti di smaltimento rifiuti a Casale. Tra rifiuti, centrali e chimica, il Lodigiano ha già dato abbastanza».A. B.

            (da Il Cittadino)

          • Bruciatore, la verità di Rossetti «È un’opportunità da cogliere»
            By on April 5th, 2011 | Comments Off Comments

              Bruciatore, la verità di Rossetti «È un’opportunità da cogliere»

              Un’opportunità di distinzione del territorio che potrebbe diventare un’avanguardia europea nel trattamento dei rifiuti con soluzioni innovative, in regola e nel rispetto della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente. È la visione dell’ex assessore alle attività produttive del Comune di Casale Marzio Rossetti, l’uomo che per primo ha trattato con gli israeliani la possibilità di insediare sull’area Lever un centro di riciclaggio delle acque reflue derivate da processi industriali chimici e farmaceutici.«La politica non deve nascondersi dietro un dito: i rifiuti ci sono, e qualcuno li deve trattare – spiega Marzio Rossetti -. Tutti dicono di no a ogni tipo di impianto problematico, ma non è questa la strada. La strada, piuttosto, è quella di trasformare una questione delicata in un’opportunità per Casale e per l’intero territorio».Il tutto nel pieno rispetto della normativa vigente. «Ma per quello ci sono gli organismi di valutazione tecnica – continua Rossetti -. La politica deve assumersi il coraggio delle proprie responsabilità: se c’è un’occasione di crescita per il territorio, è giusto lasciarla andare perché è problematica o piuttosto bisogna affrontarla senza pregiudizi, sedendosi attorno a un tavolo per valutare tutti i pro e i contro? Lo sviluppo passa anche attraverso scelte difficili e impopolari. L’impianto proposto dagli israeliani della Elcon porterebbe una quarantina di posti di lavoro in gran parte qualificati, con un’eccellenza tecnologica di livello lombardo, nazionale e internazionale. Allora è meglio dire di no o è meglio dire sì, gestendo la questione in modo da avere tutte le rassicurazioni possibili?»L’assessore Rossetti entrò in contatto con l’emissario italiano della società nel primo autunno del 2009. Un incontro che chiarì subito la natura dell’intervento sull’area Lever, pur senza entrare nei dettagli tecnici dell’impianto. «Da allora abbiamo lavorato per dare risposte concrete agli israeliani, che le pretendevano prima di avviare l’iter autorizzativo – spiega Rossetti -. Noi abbiamo detto loro che eravamo interessati a sederci attorno a un tavolo e a valutare la questione senza pregiudizi di sorta, capendo la natura delicata dell’impianto, ma dando la nostra disponibilità a valutarla appieno».A quel punto Casale diventa la destinazione privilegiata per gli israeliani. All’inizio del 2010 cominciano i contatti anche con la provincia di Lodi per far conoscere l’impianto e valutare le reazioni politiche all’ipotesi di insediamento. Poi partono le trattative con Lever per l’acquisizione dell’area, che vanno per le lunghe, e in quel periodo Rossetti lascia l’assessorato alle attività produttive. «Ma l’idea che aveva supportato quell’operazione rimane valida – conclude Rossetti -. L’impianto di Elcon può essere un’opportunità per tutto il territorio. Da questo punto di vista va considerata e valutata».An.Ba.

              (da Il Cittadino)

            • «Così informeremo la popolazione»
              By on April 1st, 2011 | Comments Off Comments

                Nuovo affondo di Moro del Pd: «Incredibile che nei partiti di governi continuino a stare zitti»
                «Così informeremo la popolazione»
                Ieri vertice tra sindaco e maggioranza, continuano i malumori

                Informazione alla popolazione su procedure e tempi, attesa del giudizio tecnico prima di esprimere una valutazione politica: è questa la linea dell’amministrazione comunale di Casale a proposito del progetto di impianto di trattamento di rifiuti liquidi da realizzarsi alle porte di Casale, su area Unilever, da parte della società israeliana Elcon.Dopo che nei mesi scorsi del progetto si era parlato in modo generico e superficiale in giunta e una sola volta se ne era fatto accenno in consiglio comunale su richiesta di un esponente del Pd, ieri sera si è tenuta una riunione informativa con i consiglieri di maggioranza, Pdl e Lega. Non sono stati invitati l’Udc, il cui rappresentante in consiglio Pietro Pea è anche assessore, e Casale Domani di Antonio Palermo, che ha aderito ai finiani ed è ormai sempre più marginale rispetto alla maggioranza. Nel corso della riunione, il sindaco Flavio Parmesani ha invitato tutti a ragionare su cose concrete, quando ci sarà la valutazione d’impatto ambientale da parte della Regione, senza lasciarsi trascinare in allarmismi ingiustificati sull’onda dell’emotività. Diversi consiglieri e assessori, però, ancora ieri ribadivano come la comunicazione sia stata ampiamente insufficiente o del tutto assente, riconoscendo di non sapere nulla della questione, che era certamente sul tavolo del sindaco Flavio Parmesani e dell’assessore all’ambiente Giuseppe Agello. Probabile che anche l’assessore Luca Peviani, titolare dell’ecologia fino a novembre, fosse informato.«Ogni giudizio è sospeso in attesa di conoscere il parere tecnico della Regione Lombardia, che si esprimerà tramite l’Arpa – dice il primo cittadino -. Peraltro, abbiamo predisposto un veloce opuscolo informativo che sarà diffuso a tutte le famiglie di Casale nel quale spieghiamo tempi e modi delle decisioni, in modo da tranquillizzarli, non sul contenuto, ma sulle procedure che saranno scrupolose e attente».Ancora ieri era alta in città la preoccupazione per le scarse informazioni sul progetto. Ma le informazioni ci sono. «Il sindaco ci chiede come facciamo a parlare senza aver visto il progetto, ma il progetto è depositato in Regione e disponibile nel sistema informativo della valutazione d’impatto ambientale, e l’abbiamo visto – dice Federico Moro del Pd -. Noi parliamo con cognizione di causa, piuttosto la cosa che ci lascia però perplessi è il silenzio dei partiti di maggioranza di Casalpusterlengo. Dove sono? Vogliamo sapere dai segretari di Pdl, Lega e Udc cosa pensano di questo progetto e se sono d’accordo con questa linea di lavoro dell’Amministrazione Comunale».Maggiore informazione è richiesta anche da Antonio Palermo, transfuga dalla maggioranza e presidente commissione territorio, che nulla sapeva del progetto e che sospende il giudizio in attesa di conoscerlo.A. B.

                (da Il Cittadino)

              • “Bruciatore”: un camino alto 40 metri
                By on April 1st, 2011 | Comments Off Comments

                  Lo studio per l’impatto ambientale è depositato in Regione, Provincia e Comune e prevede una ciminiera per eliminare i liquidi nocivi
                  “Bruciatore”: un camino alto 40 metri
                  Primi dettagli del progetto dell’impianto di smaltimento rifiuti

                  Sarà un camino da 40 metri a convogliare nell’atmosfera le emissioni di gas e componenti organici volatili residuali della lavorazione dei rifiuti liquidi «provenienti da sole aziende site in Lombardia e prevalentemente facenti parte del gruppo farmaceutico».Lo si evince dallo studio di impatto ambientale depositato dalla società israeliana Elcon in Regione Lombardia, Provincia di Lodi e Comune di Casalpusterlengo. Dal camino di 40 metri d’altezza usciranno diversi tipi di emissioni in conseguenza del trattamento di ossidazione termica, ovvero la termodistruzione delle componenti inquinanti delle parti gassose dei rifiuti. Le parti solide o liquide, sotto forma di fanghi essiccati dal trattamento fisico-chimico, saranno convogliate alla termodistruzione in altri inceneritori o termovalorizzatori. Il camino di 40 metri è quello che consente la miglior resa con minori emissioni rispetto a camini di 35 e 30 metri per i quali sono state condotte le proiezioni.Lo studio dell’azienda prevede i valori di concentrazione e caratterizzazione delle emissioni in quattro scenari diversi: quello molto cautelativo e in pratica corrispondente al limite, uno cautelativo e probabile, uno più probabile derivato da misurazioni compiute nell’analogo impianto di Haifa in Israele e infine uno registrato ad Haifa ma di carattere più ottimistico. Quattro scenari con l’indicazione precisa delle emissioni: ossidi di azoti, polveri sottili, monossido di carbonio, biossido di zolfo, benzene. Ciascun componente non va mai oltre le soglie di pericolo per la salute umana in nessuno degli scenari tratteggiati, tranne in un singolo caso per gli ossidi di azoti nel calcole limite. La lavorazione prevede diverse fasi. I rifiuti liquidi in entrata arrivano principalmente dall’industria chimica, ma le categorie di rifiuto, secondo i parametri europei, per cui è richiesta l’autorizzazione all’impianto sono molto diverse l’una dall’altra. Inserito a livello di valutazione d’impatto ambientale nella sezione “trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti”, sottosezione “rifiuti non pericolosi”, lo studio elenca tutti i rifiuti ammessi all’impianto, qualora fosse autorizzato. Si va dai “rifiuti dell’industria lattiero-casearia” ai “rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi”, dai “rifiuti della raffinazione del petrolio, fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose” ai “rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di inchiostri per stampa”.Centinaia di voci per cui l’impianto sarà autorizzato, anche se «sono già in essere accordi commerciali che prevedono, in caso di realizzazione e messa in esercizio dell’impianto in esame, di raccogliere i rifiuti provenienti da sole aziende site in Lombardia e prevalentemente facenti parte del gruppo farmaceutico».Del trattamento si è già detto: i liquidi saranno trasportati con autobotti, lavorati in processo chimico-fisico in modo da ottenere una parte solida o liquida da smaltire poi come fanghi essiccati e una parte gassosa, da mandare al bruciatore di post-combustione per l’abbattimento finale delle sostanze inquinanti con relativa espulsione nel camino di 40 metri di vapore acqueo, anidride carbonica ed emissioni gassose.Nel processo saranno utilizzati reagenti per cui sono necessari stoccaggi di soda caustica al 48 per cento, acido fosforico all’85 per cento, acido solforico al 98 per cento, ipoclorito al 12 per cento, urea al 25 per cento o per ammoniaca. Altri serbatoi di stoccaggio sono previsti per le materie prime da smaltire, alcuni destinati specificamente a certi prodotti pericolosi o infiammabili.Andrea Bagatta

                  (da Il Cittadino)

                • «Inceneritore? Ma no, è un bruciatore»
                  By on March 31st, 2011 | Comments Off Comments

                    «Inceneritore? Ma no, è un bruciatore»
                    L’esercizio linguistico non tranquillizza sulla natura dell’impianto
                    (30 marzo 2011)
                    Inceneritore di Casale: i consulenti della ditta israeliana Elcon che vuole installare l’impianto sull’area Lever ex Chiapparoli cercano di tranquillizzare gli animi in merito al progetto di realizzazione di un inceneritore di rifiuti di lavorazioni chimiche e farmaceutiche alle porte della città.

                    Dopo un’ora di spiegazione, però, la sensazione è quella di un esercizio linguistico dentro al quale solo i tecnici possono leggere le cose per come stanno davvero.

                    È un inceneritore

                    È un inceneritore? «Tecnicamente no, sarà un bruciatore di post-combustione».

                    Smaltirà rifiuti dell’industria chimica e farmaceutica? «Sì, ma non solo, anche alimentare e comunque in base alle categorie ammesse».

                    Rischio di incidenti? «No perché l’impianto si fermerebbe completamente, anche se non esiste il rischio zero».

                    Esagerazione diossina? «L’impianto non rientra nella normativa Seveso sulle industrie pericolose, anche se non si può escludere la presenza di diossina, ma in quantità irrilevanti».

                    Emissioni inquinanti dal camino? «No, uscirà solo acqua e anidride carbonica, le sostanze inquinanti gassose saranno bruciate».

                    Bruciate da un inceneritore, e si torna al punto di partenza.

                    Questioni tecniche

                    «La valutazione d’impatto ambientale serve proprio a bilanciare le esigenze dell’azienda con quelle della comunità in un clima sereno e senza pregiudizi. E l’esito del parere non è scontato né in un senso né nell’altro» spiegano i tecnici dello studio Eidos di Cavenago d’Adda Andrea Clerici e Salvatore Castellana, che hanno redatto il piano per la valutazione ambientale, e il consulente Antonio Contessi rappresentante della ditta Elcon. Lo richiesta di valutazione è stata presentata a inizio marzo alla Regione Lombardia. La stessa documentazione è stato depositato anche in comune di Casale e in provincia di Lodi. In seguito ci saranno altri passaggi autorizzativi, tra cui una conferenza di servizi in cui i vari enti dovranno esprimere i propri pareri.

                    «Nell’impianto arriveranno rifiuti liquidi che saranno trattati con un procedimento chimico attraverso cui avverrà una separazione – continuano i tecnici -. Da una parte resteranno dei fanghi che saranno essiccati e andranno allo smaltimento nelle forme più opportune. Dall’altra si formeranno scarti gassosi che subiranno un processo di ossidazione termica, ovvero saranno bruciati nella fase di post-combustione».

                    Inceneritore sì o no?

                    È la parte incriminata del procedimento, l’inceneritore.

                    «Ma non si può parlare di inceneritore, perché qui si bruciano solo gli scarti gassosi del rifiuto, mentre l’inceneritore brucia il rifiuto intero – la giustificazione dei tecnici -. Nell’impianto in questione la combustione è l’ultimo tipo di abbattimento delle sostanze inquinanti, in modo da liberare nell’aria vapore acqueo e anidride carbonica. Il procedimento è analogo a quello delle lavorazioni industriali che producono questi rifiuti, ma con concentrazioni molto più basse, quindi molto meno pericolose». E non privo di aspetti positivi, secondo i consulenti: «Facciamo ecologia perché trattiamo e smaltiamo i rifiuti con il minimo impatto ambientale: l’impianto lavorerà i rifiuti liquidi senza incenerire il rifiuto all’ingresso, come fanno gli inceneritori, anzi l’impianto è proprio l’alternativa agli inceneritori. Lo facciamo creando una trentina di posti di lavoro e installandoci su un area già industriale».

                    Parmesani: «Vado in Israele»

                    Il sindaco Flavio Parmesani ha passato ieri buona parte della giornata a rassicurare cittadini e amministratori. «Ho ricevuto decine di mail di preoccupazione: un clima di allarme ingiustificato – spiega il sindaco -. Quando sarà il momento daremo massima trasparenza al progetto, anche in assemblea pubblica, e daremo i nostri pareri tecnici. Intanto, su invito dell’azienda, andrò a verificare un impianto analogo installato ad Haifa, in Israele».

                    La solidarietà di Foroni

                    Solidarietà a Parmesani per la notizia dell’inceneritore ritenuta infondata arriva dal presidente della provincia di Lodi Pietro Foroni: «Esprimo piena solidarietà, mia personale e di tutta la Giunta provinciale, al sindaco di Casalpusterlengo, Flavio Parmesani, e a tutti i suoi concittadini per la notizia circolata oggi in merito ad un presunto inceneritore a Casalpusterlengo sull’area Lever. E’ una notizia assolutamente falsa, infondata e priva di ogni verità».

                    Poi Foroni individua le responsabilità: «Sono esterrefatto nel vedere che, chiacchiere da bar siano veicolate da esponenti politici del centro-sinistra con l’unico scopo di alimentare notizie e paure totalmente false. Siamo abituati a tali atteggiamenti da parte del Partito democratico locale, così come siamo abituati a sentire il segretario provinciale Mauro Soldati che si preoccupa solo di far circolare notizie di questo tenore, con scopi dettati da interessi di partito che nulla hanno a che fare con la verità dei fatti. Soldati, dovrebbe invece preoccuparsi di rispondere alle nefandezze attuate dalla precedente Giunta Felissari, dove lui era assessore, in merito alla precaria amministrazione della società Eal. È incredibile che ancora oggi accadano fatti di questo genere».

                    Il Cittadino: «Nessuna smentita»

                    Infine, l’attacco del presidente della Provincia al nostro quotidiano: «Chi pubblica tali notizie dovrebbe preventivamente verificarne la veridicità le conseguenze sono perdita della credibilità e dell’attendibilità di stampa. Mi auguro che chi ha sbagliato faccia ammenda e si attivi immediatamente per tutelare i lettori con le dovute e necessarie smentite, scusandosi apertamente con tutte le Istituzioni ingiustamente ed immeritatamente coinvolte».

                    Anche a seguito di quanto illustrato nel corso della conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio di ieri a Casale, dal «Cittadino» fanno sapere, senza polemizzare, che non faranno ammenda né smentiranno nulla.

                    Andrea Bagatta

                    (da Il Cittadino)

                  • Inceneritore: qualcuno in giunta a Casale non sapeva
                    By on March 31st, 2011 | Comments Off Comments

                      Inceneritore: qualcuno in giunta a Casale non sapeva
                      (29 marzo 2011)
                      Né l’opposizione né buona parte della maggioranza sapevano o avevano capito di che cosa si stava parlando, e ora si specifica che se non ci saranno tutte le sicurezze del caso, l’impianto non si farà. Questa è l’unica certezza sull’impianto di trattamento di acque reflue dell’industria chimica e farmaceutica che la ditta israeliana Elcon vuole installare sull’area Lever ex Chiapparoli.

                      Maggioranza e minoranze sono investite dalle polemiche di questi giorni sulla possibilità che alle porte di Casale sia realizzato un impianto di trattamento rifiuti liquidi anche pericolosi, con tanto di “fase di termodistruzione” ovvero di incenerimento dei residui gassosi. Non tutta l’amministrazione però ne era al corrente, anzi gli unici ad aver potuto visionare il progetto con le relative specifiche tecniche sono il sindaco leghista Flavio Parmesani e l’assessore all’ecologia del Pdl Giuseppe Agello.

                      Diversi membri di giunta confermano che la questione non è mai stata discussa se non in modo veloce e superficiale, con l’indicazione di un generico trattamento di acque industriali che non rendeva giustizia alla complessità del caso.

                      «Gli assessori ne erano a conoscenza, anche se non nel merito perché si attende la relazione tecnica da parte della Regione Lombardia – ammette il sindaco Flavio Parmesani -.

                      Al momento non è stata data alcuna autorizzazione. Il comune non si è espresso in modo ufficiale a favore ma nemmeno può bocciare un progetto senza una valutazione tecnica. Il progetto è stato consegnato il 7 marzo e nessuno ha fatto richiesta degli atti, quindi mi chiedo sulla base di che cosa i consiglieri di minoranza sollevino le loro critiche. Quando ci sarà la relazione tecnica, allora si potrà discutere di fatti concreti. E se il parere tecnico dirà che non ci sono pericoli, non sarà un giornale a farci cambiare idea».

                      Della stessa opinione è l’assessore all’ecologia Giuseppe Agello. «Noi abbiamo già detto all’azienda che deve darci assicurazioni sul fatto che il rischio sia tendente a zero – ribadisce Agello -. In presenza di questa rassicurazione, confermata dai tecnici competenti, allora daremo un parere favorevole. È chiaro invece che se non ci saranno tutte le sicurezze e le rassicurazioni del caso, allora il nostro parere sarà negativo. Ma aspettiamo i tecnici».

                      Premure che arrivano fuori tempo massimo però, secondo la minoranza. «Forse era meglio se di questo progetto il sindaco avesse informato prima la città e il consiglio o pensa forse di presentarlo una volta terminata la conferenza di servizi? – afferma Federico Moro, segretario cittadino del Pd -. Qui manca l’abc del confronto e dell’informazione pubblica. I motivi di preoccupazione sono più che evidenti. L’impianto ha un camino di emissione che a qualcosa servirà pure: bruciare, ossidare, incenerire, essiccare fanghi, chiamatelo come volete ma il risultato è che quel camino emette qualcosa, e non è certo acqua minerale».

                      Un’interrogazione al sindaco sull’impianto era già stata fatta dal Pd a dicembre. Il sindaco rispose tra l’altro: « Tratta lo smaltimento di acque reflue e di quelle sostanze che sono i residui della produzione industriale considerate o sostanze speciali oppure sostanze speciali pericolose. Questa ditta mette in opera dei brevetti proprio per far sì che questi rifiuti possano essere trattati e resi innocui per l’ambiente, e quindi essere smaltiti secondo la normativa».

                      Andrea Bagatta

                      (da Il Cittadino)

                    • Un inceneritore a Casalpusterlengo?
                      By on March 31st, 2011 | Comments Off Comments

                        Riporto la notizia data da Il Cittadino:

                        Un inceneritore sull’area della Lever
                        Il progetto: bruciare rifiuti farmaceutici inquinanti
                        (28 marzo 2011)
                        Macché impianto per la pulizia delle acque industriali: sarà un vero e proprio inceneritore di rifiuti industriali, ossia di rifiuti tossici e nocivi, provenienti dal settore chimico e farmaceutico. Questo è ciò che sta per insediarsi a Casalpusterlengo, con il tacito assenso di maggioranza e opposizioni.

                        La notizia l’ha fornita Il Cittadino nei giorni scorsi: a Casale nei capannoni Lever si insedierà la società israeliana Elcon, che ha acquistato circa 20 mila metri quadrati con lo scopo di realizzare un’attività produttiva che darà lavoro a 35 persone.

                        È stato detto che il futuro impianto si occuperà di rifiuti liquidi industriali tramite un procedimento coperto da brevetto internazionale. Eseguirà un trattamento chimico-fisico per la pulizia delle acque industriali, perlopiù provenienti da attività farmaceutiche, con una capacità massima di lavorazione di 500 tonnellate al giorno per una potenzialità annua di 175 mila tonnellate.

                        Da qualche tempo a questa parte, però, le piccole aziende del Lodigiano e delle province vicine produttrici di rifiuti industriali nocivi stanno facendo circolare la voce che a partire dal prossimo autunno non avranno più problemi di smaltimento, perché “l’inceneritore” di Casale riceverà tutta la loro produzione.

                        Il processo di trattamento ipotizzato nell’area Lever prevede sostanzialmente una prima fase di trattamento chimico che produce un fango da sottoporre a essicazione in un forno, e successivamente una seconda fase di “strippaggio” della fase organica volatile, poi inviata alla cosiddetta “ossidazione termica”.

                        Mentre la prima fase, che si può definire di pretrattamento – sostengono gli esperti del settore – è costituita da un processo di natura chimico-fisica, oltre che da un trattamento termico di ossidazione-essicazione dei fanghi prodotti, la seconda fase è quella di maggiore impatto, sia a livello energetico che a livello di possibili ripercussioni ambientali.

                        Infatti quest’ultima fase prevede un’operazione di strippaggio, indirizzata a separare la maggior parte dei componenti volatili, che vengono inviati alla cosiddetta “ossidazione termica”: questa è un vero e proprio inceneritore di rifiuti. Di rifiuti industriali, contrassegnati da acque di scarico altamente inquinanti e pericolose.

                        Infatti gli esperti che hanno visionato il progetto dell’impianto che sta per insediarsi a Casalpusterlengo non hanno dubbi: dietro la dicitura “ossidazione termica” si nasconde in realtà un inceneritore. Si tratta di un trattamento di combustione di questa frazione di refluo, che potrà anche essere costituita da un elevato tenore di solventi organici di svariate tipologie, ed anche clorurati che, come è noto, possono determinare in fase di combustione la formazione di sostanze tra cui la diossina.

                        In poche parole, l’impianto che si insedierà a Casalpusterlengo sarà un inceneritore di rifiuti pericolosi e di sostanze che, in caso di malfunzionamento, potrebbero essere immesse nell’ambiente circostante con possibili gravi ripercussioni sull’uomo.

                        Di tutto questo probabilmente i cittadini di Casalpusterlengo e dei paesi vicini non ne sono a conoscenza. Ma in città qualcuno ne è al corrente. E finora ha taciuto.

                        R. C.

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