Precariato e memoria
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C’è una palese assenza di memoria storica e personale, l’incapacità di ricordarsi come stavano, vivevano, lavoravano i nostri genitori. Si vive una situazione peggiore della schiavitù. Il padrone degli schiavi pagava, comprava e possedeva uno schiavo, come fosse un trattore. E come tale lo manteneva, lo revisionava, aveva investito in un bene e doveva dargli un minimo da mangiare, cure mediche essenziali perché producesse. Ora neanche più quello, perché gli schiavi sono in affitto, anzi in leasing. Se uno si rompe, cosa gliene frega al padrone? Lo butta via e ne prende un altro. E gli schiavi a cottimo sono talmente tanti, che nessuno di loro può rivoltarsi, perché viene isolato, c’è un esercito per sostituirlo ed essere affittati. Dov’è la memoria? Nessuno si ricorda chi ha detto chi, cosa, quando. Abbiamo terabyte di stronzate ogni giorno rimpolpate, nessuno si ricorda dei manifesti che Bossi fece affiggere in tutto il Nord Italia con Berlusconi con su un cappuccio che portava la scritta P2. Manco i leghisti e quei pochi che lo rammentano se ne vergognano troppo per dirlo, però tutti sono aggiornatissimi sulla forma dell’anello che Sarkozy ha regalato a Carla Bruni. E’ un cancro che ci portiamo appresso.
(Francesco Di Gesù, in arte Frankie Hi-Nrg Mc)

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