Ah, ecco!
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Qualche giorno fa riceviamo una chiamata perché un prof. dal 10 dicembre non riesce a conettersi al sito xyz:3500 (sito del sindacato xyz che lui cura); proviamo e il sito xyz si vede benissimo, ma la porta 3500 sembra chiusa a chiave. Provo dal mio PC con proxy client (quindi girando intorno alle limitazioni sui siti che si possono o meno visitare ed alle porte chiuse) ma nulla; chiamo un sistemista, per avere una conferma, e lui addirittura prova dal suo PC di casa trovando la 3500 bella chiusa. Chiamo il prof. e spiego la situazione cercando di essere il più chiaro possibile, anche se alla domanda “e allora a chi mi devo rivolgere?” capisco che siamo in alto mare. Continuo la spiegazione e, terminata la telefonata, sono fiducioso che abbia capito tutto. Oggi ci arriva un’altra sua richiesta:
Facendo riferimento alla precedente richiesta n. …, come rappresentante del sindacato xyz insisto nel chiedere di poter tornare ad accedere al sito xyz:3500, [...] Esigo che si ponga fine a questa situazione intollerabile, che configura una vera e propria condotta antisindacale.
Mi chiamano dai Sistemi Informativi e mi passano la patata bollente; telefono al prof. che mi risponde piuttosto adirato… Lo lascio sfogare, gli rispiego tutto e dopo 8 minuti di telefonata ecco che ho l’illuminazione:
SO: “Ma professore, lei ha provato da un altro PC? Ha un PC a casa da cui provare?”
Prof.: “Io ho qui davanti un PC dell’università… a casa… e certo che ho provato e non riesco nemmeno da questo!”
Siccome non ci sono accessi remoti che passino di qui, faccio notare come non connettendosi da casa si abbia la conferma che il problema è del sito. A questo punto deve aver realizzato di aver scritto una cazzata e si scusa per “il tono da rimprovero” che ha avuto nella richiesta.
Prof.: “La ringrazio e spero di non sentirla… così significa che il problema è risolto”
Lo spero anche io, perché questa volta ho trattenuto le risate e gli insulti, ma in futuro chissà.

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