Fastidiosa sensazione
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I fatti sono questi: diversi mesi fa ho partecipato ad una riunione in cui un referente del cliente ha detto “questa persona (della nostra società – ndSO) non va bene: continua a fare gli orari che vuole”. Il direttore lato cliente ha detto al mio capo “Questo l’abbiamo già salvato alcune volte: adesso me lo togli”. Dato che il posto in questione è più vicino a casa rispetto a Milano io, in separata sede, ho alzato la manina col mio capo e gli ho ricordato che (1) non mi sarebbe spiaciuto fare il lavoro del Tizio (il sistemista, come una volta) e (2) abito vicino al luogo di lavoro. Da quel momento non ho saputo più nulla finoa a quando, il mese scorso, il mio capo mi dice “tu sei sempre interessato ad andare là?” “Certo” rispondo io “se si può…”. Ora sono là, cioè qua. Una settimana di passaggio di consegne che Tizio, che o ci è o ci fa (“A me nessuno ha mai detto nulla”), ha chiaramente diluito, tanto che avrò visto sì e no il 25% del suo lavoro. Da domani Tizio non c’è (non è stato lasciato a casa ma il mio capo, che apprezzo moltissimo dal lato umano, gli ha trovato un altro nostro progetto su cui andare) ed io non so ho una vaga idea del suo lavoro, ma non ho nemmeno le password dei server. Sì, perché oggi il cliente ha avuto una riunione interna in cui io ero uno dei punti da discutere (non ho capito una cosa: se vado bene al direttore, perché il capo-sistemista può decidere di non darmi le password? E se non devo fare il sistemista, che cosa devo fare? Il tecnico “base”? Nessun problema, ma me lo si dica!). La sensazione che ho avuto oggi, mentre Tizio molto platealmente (è di indole mediterranea, diciamo così) riponeva le proprie cose in uno scatolone di cartone, è stata di essere quello che gli ha rubato il posto. Ora, so che non leggerà qui (ho preso varie precauzioni per far arrivare qui solo qualche collega e non pubblico mai link del blog su Feisbuc), ma vorrei ricordargli, come ho fatto ieri in auto, che se lui dopo 8 anni si è preso un calcio nel culo, non è mica per colpa mia. O è il cliente che si è stufato di lui, oppure è proprio lui che è stato pirla e non può pensare di andare e venire all’ora che vuole.
Nota a margine: oltre ad avere questi interrogativi lavorativi, non ho ancora ripreso a correre (ogni tanto la caviglia mi dà fastidio). E Firenze si avvicina. A questo punto sto mettendo da parte gli obiettivi cronometrici che mi ero dato e sto cominciando a pensare che già arrivare alla fine sarebbe un ottimo traguardo. Pur con 3 mesi di levatacce mattutine e fatiche varie. Ma, come si dice, è il viaggio e non la meta. O no?

Tecnica Arcana
November 12th, 2009 at 22:50
Non accampare scuse! Che tu arrivi primo, ultimo, non partecipi o peggio faccia la non competitiva di 3km con bambini urlanti e mamme ansimanti, il 28 e 29 SEI QUI o ti vengo a prendere di peso.
November 13th, 2009 at 10:48
Prendila come divertimento, lascia stare gli obiettivi cronometrici e goditi il viaggio…vedrai che farai meglio di ciò che pensi!
November 13th, 2009 at 18:23
Guarda non scrivo niente online ma ti dico solo che TUTTI quelli che come me hanno un contratto di collaborazione insomma a tempo ind che scade il 31 dicembre per voci di corridoio sanno che dal 1 gennaio saranno FREE ma nessuno ci ha ancora detto nulla sta crisi è stata una valanga nessun settore escluso , il tuo caso è stato diverso ma veramente tutti amici gentili etc poi quando si tratta di correttezza nel lavoro …
November 13th, 2009 at 23:53
Barbara non è per fare la vittima (so quanto sia importante il mio contratto a tempo indeterminato in questo momento) ma MOLTI di quei TUTTI che fanno i consulenti hanno un’auto più bella della mia, un cellulare più bello del mio, un portatile (magari Apple) e tutta una serie di cose che denotano uno stipendio più bello del mio. A volte può essere che il loro stipendio sia più alto perché più a rischio; spesso succede che questi, anziché risparmiare per il futuro, facciano “la bella vita”. Salvo poi piagnucolare se restano a piedi. Mi spiace ma nel 90% dei casi non riesco a provare pena/compassione per queste cicale.
November 15th, 2009 at 17:21
Sì, è il viaggio, non la meta.
E pensa alla ormai celeberrima opera d’arte “Il finlandese rompicoglioni”.