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Dove va la maratona italiana?

    • Si è da poco conclusa la maratona dei campionati europei di Barcellona e la maratona italiana, ancora una volta, ha dimostrato il proprio “vorrei ma non posso”: la vittoria di uno svizzero (Viktor Röthlin a cui va un grandissimo applauso dopo tutti i guai di salute che ha passato e che fa ben sperare tutti noi infortunati), seguito a debita distanza da un atleta di casa (José Manuel Martínez) e da un russo (Dmitriy Safronov) che ha veramente “messo la quarta” dove gli altri erano già in affanno. Torniamo alla nazionale italiana: Stefano Baldini, il nostro uomo più titolato, si è ritirato al 23° Km, concludendo così una brillante carriera. Non conosco le ragioni che abbiano portato Baldini al ritorno in maratona dopo aver già annunciato il proprio ritiro e dopo le ultime prestazioni non porprio brillanti; dico solo che, sic stantibus rebus, avrebbe fatto meglio a non riprovarci proprio. Dispiace proprio (chi non ricorda l’arrivo vittorioso ad Atene nel 2004?), soprattutto a me per tre motivi: è mio coetaneo (è nato un mese e 10 giorni dopo di me), il suo libro è stato quello che mi ha iniziato alla corsa e poi anche lui è della piatta pianura, dimostrazione che quando uno ha le palle, poco importa che venga dal Kenya, dalla Somalia o dalla montagna. Complimenti al coraggio veramente grande di Baldini che avrebbe potuto smettere dopo qualche tronfo ed invece lo fa in sordina. Quarto arrivato (“subito dopo il podio” se siamo ottimisti o “il primo dei perdenti” se siamo pessimisti), Ruggero Pertile, un altro “nonnetto” (classe 1974) che ha cercato di tenere duro per tutta la gara, che ci ha fatto sognare con quella medaglia di bronzo (mai finirò di dire quanto portano sfiga i commentatori della Rai!) e che poi ha dovuto lasciare a vantaggio di Safronov. Settimo posto per Migidio Bourifa (classe 1969), undicesimo Ottaviano Andriani (anche lui 1974) e trentunesimo Daniele Caimmi (classe 1972). E i giovani? Dov’è il vivaio? C’è ma l’Italia ha preferito i “vecchi” per ben figurare in Coppa Europa, oppure i giovani non ci sono? In entrambi i casi c’è da riflettere…

    1. #1 AmicaB
      August 4th, 2010 at 02:58

      Io all’arrivo di Baldini ad Atene ho pianto come un vitellino.

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