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Il centrodestra aspetta le prime valutazioni. E il Pd ironizza: «Sarà sicuramente a norma»

    • Il centrodestra aspetta le prime valutazioni. E il Pd ironizza: «Sarà sicuramente a norma»

      Anche la maggioranza batte un colpo: a distanza di quattro giorni dalla denuncia de «il Cittadino» sulle problematicità dell’impianto di trattamento rifiuti progettato dall’israeliana Elcon alle porte di Casale, finalmente ieri le segreterie politiche cittadine di Lega nord, Popolo della libertà e Udc hanno preso ufficialmente posizione. I partiti «garantiscono l’approfondimento della questione senza alcun tipo di pregiudizio, assicurando sin d’ora che saranno salvaguardate tutte le disposizioni di legge che tutelano la sicurezza e la salute dei cittadini nonché la salubrità dell’ambiente». E poi manca la valutazione tecnica, gli studi e le relazioni, di chi è competente per legge ad esprimersi, cioè Regione e Provincia. «Nel caso in cui tali garanzie non fossero riscontrabili – si legge nella breve nota – la nostra posizione sarà di contrarietà all’avvio dell’impianto». Una posizione di attesa che non piace al centrosinistra, all’attacco tutta settimana sulla scelta attendista dell’amministrazione e sulla scarsa, o nulla, informazione avuta in merito in passato. «È assurdo che l’amministrazione perda tutto questo tempo a fare valutazioni ed attendere responsi tecnici per un progetto che qualsiasi amministratore avveduto avrebbe già respinto al mittente – dice il consigliere provinciale del Pd Gianfranco Concordati, di Casale -. Il sindaco dice che andrà ad Haifa a vedere un analogo impianto. Ma Casale non è Haifa, che è sul Mediterraneo, in posizione ventilata, con il deserto alle spalle. Qui siamo in un’area già congestionata, con diversi insediamenti non tutti positivi per l’ambiente e la qualità dell’aria, con un’incidenza di tumori tra le più alte in Italia. Che qualcuno continui a perseverare su questa linea è assurdo, a meno che non si siano già presi degli impegni aldilà di ogni normale regola di comunicazione amministrativa e istituzionale». Dalla valutazione di merito alla polemica politica il passo poi è molto breve. «Sarebbe bene mettere la parola fine alla questione e cominciare a lavorare su obiettivi di sviluppo più compatibili – conclude Concordati -. L’impianto sarà sicuramente a norma e in regola con la legge, e ci diranno che gli inquinanti sono nei parametri e che non ci sono problemi. Se l’amministrazione si rifugia dietro alle valutazioni tecniche, sappiamo già come finirà. Certo mi chiedo dov’è finita la valorizzazione dei territori e dei prodotti tipici spinta dalla Lega».An. Ba.

      (da Il Cittadino)

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