Gli allarmi meteo: chi li deve dare?
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Leggo su un noto sito meteo un comunicato che recita pressapoco così: “Noi l’avevamo detto che il Liguria sarebbe successo il finimondo, molte testate giornalistiche non ci hanno ascoltato: sono brutte, cattive e si devono vergognare”. Ora, a parte che seguendo da tempo il suddetto sito, spesso e volentieri vengono lanciati allarmi come “piogge forti” o “violenti temporali”, salvo poi essere ritrattati dopo poche ore. Sì, perché il limite maggiore di questo sito è nella previsione: un bravo meteorologo deve saper prevedere ciò che succederà e non solo mettere nero su bianco quello che è l’incrocio di vari modelli. Questa è la parte più difficile della meteorologia: conoscere il territorio, i microclimi e adattare al luogo i risultati dei modelli su larga scala (e c’è da dire che in Italia siamo parecchio in difficoltà a causa della conformazione del Paese: mari vicini a catene da 3/4 mila metri, zone come la Pianura Padana dove spesso la circolazione di aria è praticamente nulla, ecc.). Il sito in questione aggiorna molto spesso le proprie previsioni, così si può passare da una pioggia moderata a precipitazioni abbondanti (o il contrario) nel giro di 3 ore; aggiungiamo anche che non solo la quantità di neve al suolo viene data in millimetri (cioè si dice che cadranno 2,1 cm di neve) ma la quantità di pioggia prevista è addirittura espressa in decimi di millimetro (per oggi pomeriggio qui sono previsti 0,9 mm di pioggia). Ora, chiunque può certamente capire che queste sono mere estrapolazioni numeriche: già è difficile dire se cadranno 2 o 3 millimetri (i modelli universalmente riconosciuti danno, infatti, un intervallo), figuriamoci “2,4 millimetri”; la stessa cosa, naturalmente, vale per le previsioni nevose. Però il sito è accattivante (pubblicità ovunque e in dosi massicce a parte) ma, soprattutto, ha anche i comuni più piccoli: ecco che se io abito in un comune minuscolo ma trovo le previsioni del mio comune, sono tutto contento. Peccato che provando con un comune vicino, senza particolari differenze geografiche (cioè niente montagne o laghi in mezzo), i dati tra i due comuni varino di decimi di millimetri in caso di pioggia e di zero virgola qualcosa gradi per la temperatura: un’altra conferma, per come la vedo io, che si tratti solo di interpolazione numerica “spalmata” sulla carta geografica. Detto ciò, è anche importante capire che gli allarmi meteorologici non li devono dare i siti meteo, ma le autorità competenti (cosa confermata diversi anni fa durante un convegno da un illustre meteorologo): Sindaco, Presidente della Provincia, della Regione e su fino a Protezione Civile e ministri vari. Capisco che avere un Dipartimento della Protezione Civile che se cade un satellite dice “andate ai piani bassi” e se sale il fiume “andate ai piani alti” non è proprio il massimo della vita, ma queste persone hanno anche delle responsabilità civili e penali: che responsabilità ha un sito meteo se dice “piove poco” e poi diluvia? Nessuna. Idem per il contrario: gridando sempre “al lupo” (salvo zittirsi dopo poche ore quando si capisce che il lupo è da un’altra parte) va a finire che non ci si crede più, giusto? Informarsi è la prima regola, ma con un po’ di cervello e di attenzione: affidereste la vostra vita al vostro Sindaco? No, vero? E al vostro meteorologo preferito? Per quanto mi riguarda, no.

Tecnica Arcana
November 7th, 2011 at 14:49
io quelle mail di quel sito le cancello e basta. anche perché mi pare che venga aggiornato anche in base alle segnalazioni degli utenti…