Logo Background RSS

Annullare la spinta all’auto-miglioramento

    • Una delle forze motrici nella vita di molti di noi è la necessità di migliorarsi.
      E’ una spinta incredibilmente penetrante: cerchiamo sempre di migliorarci e, se non ci riusciamo, è questa la cosa che dobbiamo migliorare.
      E’ ovunque, ma da dove proviene? Ultimamente dal modello occidentale di fare sempre di più, del “la vita è troppo corta”, delle necessità create ad hoc per poter consumare di più.
      Quindi, dov’è il problema? Il fatto che le persone cerchino sempre di migliorarsi sembrerebbe una bella cosa, ma dove ci porta? Quando si è contenti di ciò che si è? Ci viene detto che non è ancora abbastanza, che possiamo migliorare ancora di più e così… non ci sentiamo mai all’altezza.
      Il tutto indipendentemente dagli obbiettivi raggiunti. Puoi aver raggiunto centinaia di traguardi, ma i tuoi addominali sono scolpiti? Hai tette grandi e sode? Hai una pelle perfetta? Hai letto tutti i classici? Conosci i vini migliori, i pittori migliori ed ogni grande musicista della storia della musica classica, jazz e rock? Sei un imprenditore di successo? Sei un brillante scrittore? Parli diverse lingue ed hai viaggiato per tutto il mondo? Vivi in una casa perfetta? Sei un runner veloce ed hai corso una ultra-maratona? Sei un genitore perfetto? Sei capace di bilanciare lavoro e vita privata? Sai cucinare pietanze prelibate? Sai praticare yoga, meditare e fare giochi di prestigio? Prepari il miglior caffè o il tè più buono? Distilli birra? Sai recitare Shakespeare, Pirandello e Molière? Sei un dongiovanni, l’amico perfetto, l’amante perfetto, un marito romantico, un hacker e un programmatore, un esperto del fai-da-te, un grande conoscitore di investimenti finanziari? Il tuo telefono è bello come il suo o la tua borsa è preziosa come la sua? Hai degli stivali alla moda e una perfetta manicure? Fai volontariato o donazioni? La tua TV è grande quanto la sua? E ce l’hai abbastanza grosso?

      Non siamo mai all’altezza, mai perfetti, mai sicuri di noi stessi, mai abbastanza bravi, mai a nostro agio, mai soddisfatti, mai “sempre presenti”, mai contenti.

      Ecco, quindi, che acquistiamo prodotti auto-qualcosa, capi per l’esercizio fisico, gadget che ci fanno semtire più fichi, case ed auto più belle, borse e stivali più alla moda, plastiche chirurgiche, corsi ed insegnamenti auto-motivanti e così via. Senza mai fermarci, perché non siamo mai “abbastanza qualcosa”

      Soprattutto alla fine dell’anno, quando di solito si tirano le somme, scopriamo di non aver fatto qualcosa, di non essere riusciti dove altri ce l’hanno fatta, di non aver fatto quella dieta che fa stare tanto bene quella persona e se lei sta meglio, farà bene anche a me. C’è sempre qualcosa da fare “dopo”, un nuovo ritrovato che però quest’anno ci siamo persi; ma forse ce la faremo il prossimo anno.
      Forse nel 2012 raggiungeremo la perfezione.
      Oppure forse questa spirale finirà solo quando moriremo (anche la morte fa parte della vita, no?) ed odiamo fermarci perché abbiamo l’impressione di essere già morti.

      Cosa succederebbe, invece, se imparassimo ad essere felici con noi stessi? Con i nostri limiti e i nostri difetti? Sarebbe così orribile se fossimo solo contenti e non avessimo ogni minuto il bisogno di migliorarci? Saremmo solo dei pigroni oppure, essendo felici, faremmo cose che ci rendono ancora più felici anziché renderci solo migliori? E se, essendo felici, mostrassimo anche agli altri come essere felici a loro volta? Sembra assurdo, ma potrebbe essere l’inzio di una rivoluzione della felicità. La rivoluzione della soddisfazione.

      Pensa a come si semplificherebbe la tua vita: pensa a quanti libri di auto-motivazione hai letto, a quanti oggetti hai acquistato per sentirti meglio. Pensa a quante cose hai letto (magari online – sì anche questo vaneggiamento!) nella speranza di essere migliore. Pensa a quante cose fai perché ti senti fuori posto. Pensa a quanto tempo libero potresti avere e come potresti migliorare la tua mente senza l’assillo che manchi qualcosa alla tua vita. Con ciò non dico di cadere nell’ignoranza più becera, ma di non vivere nell’assillo che manchi qualcosa; vuoi imparare una cosa nuova perché ti interessa o per migliorare il tuo lavoro? Fallo, magari anche intensamente, magari anche con gli altri che ti dicono “sei pazzo”, ma fallo per te, perché ti piace e non perché la pubblicità dice che così sei più figo.

      Realizza che sei già perfetto. ed ora fai un bel sospiro di sollievo.
      La spinta al miglioramento serve solo a farti sentire inadeguato.

      ‘La soddisfazione è il tesoro più grande.’ ~Lao Tzu

    1. #1 Brain
      December 14th, 2011 at 14:28

      Caro mio, dopo oltre 40 anni di esperienza di vita ho capito che l’insoddisfazione è immanente alla condizione umana.

      Post ReplyPost Reply
    2. #2 Max
      December 14th, 2011 at 15:51

      Mi trovi pienamente d’accordo…spesso si tende ad identificarsi con ciò che si possiede, si da più peso all’avere che all’essere, sembra quasi che oggi valga il detto “Possiedo dunque sono”.
      Visto che stai diventando zen e che citi Lao Tzu……Uno degli “otto passi” dello yoga (il primo appunto) è lo Yama, cioè i i”comandamenti morali universali”. In questo principio vengono enunciati i 5 comportamenti etici dello yoga, uno di questi è “Aparigraha”, il distacco, l’astensione dalla bramosia del possedere, ed è quello che manca alle maggior parte delle persone oggigiorno. Si tende a cercare la perfezione, a circondarsi di “cose” per essere “migliori” degli altri, ma forse il modo più semplice per diventare una persona migliore è “essere una persona migliore”.

      Post ReplyPost Reply