Nei bar bagni aperti solo ai clienti: è polemica sulla pipì a pagamento
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Vietato fare pipì a Casale, se non a pagamento: è stato approvato in consiglio comunale il nuovo regolamento di polizia urbana da oltre 70 articoli, dall’ordine e quiete pubblica alla tutela della salute alla circolazione, ma il punto più dibattuto ha riguardato la libertà di accedere ai bagni degli esercizi pubblici.Il testo approvato in aula prevede tra l’altro che gli esercenti non hanno l’obbligo di mettere a disposizione i servizi igienici gratuitamente a chi non è avventore del locale, andando contro una prassi consolidata che invece lo prevedeva.«È una norma assurda perché cittadini di Lodi o di Codogno che passano da Casale sono costretti a consumare per fare pipì: e il comune non ha obblighi rispetto ai servizi igienici pubblici, soprattutto nelle aree di mercato? – ha chiesto il consigliere di minoranza Antonio Palermo -. Il comune si adegui e metta dei servizi igienici pubblici accessibili a tutti. Non ha senso mettere una norma su questo punto, basta il buon senso».La norma è stata inserita perché il Tar della Toscana così si è espresso in merito a una controversia sul tema. «Ma ormai si paga dappertutto, non vedo dove sia lo scandalo o il problema – ha ribadito il consigliere di maggioranza con delega alla sicurezza Giuseppe Carelli -. Il comune si adeguerà con bagni pubblici, ma intanto fissiamo una norma di civiltà a tutela dei gestori di esercizi pubblici».Tra le diverse posizioni e qualche scambio di battute, l’argomento è stato a lungo dibattuto, così come l’intero regolamento, che recepisce tra l’altro le vecchie ordinanze del sindaco su alcuni temi di civile convivenza dall’accattonaggio molesto al divieto di bivacco, introducendo nuovi aspetti come il divieto di esercitare l’attività di meretricio e, per i clienti, di contrattare prestazioni sessuali a pagamento. «Ma la Corte costituzionale ha decretato quelle norme incompatibili, non solo nella forma di ordinanza ma anche nel merito, e per questo faremo ricorso», ha dichiarato il consigliere del Partito comunista dei Lavoratori Leopoldo Cattaneo. Secondo la maggioranza invece la Corte si è espressa solo sullo strumento tecnico dell’ordinanza, lasciando libero campo su questi temi ai regolamenti comunali.«Il vecchio regolamento è durato più di 70 anni, forse ci sono altri strumenti per governare la civile convivenza, il dubbio è che sia stato fatto per recepire quelle ordinanze ormai fuori legge – ha concluso Angelo Pagani, capogruppo dell’opposizione di Casale Democratica -. Ci sono troppi obblighi e divieti che sembrano assurdi e lasciati troppo a libera interpretazione».And.Bag.
(da Il Cittadino del 15/02/2012)

Tecnica Arcana
February 15th, 2012 at 12:07
non capisco, a me pare che per legge i bar siano obbligati a concedere l’uso del bagno a chi ne abbia bisogno.
che poi sia educazione prendere un caffè o un pacchetto di caramelle, è un’altra cosa.