Logo Background RSS

» Vita da pendolare

  • Avrei fatto prima a piedi
    By on December 21st, 2009 | Comments Off Comments

      Ci ho pensato, seriamente. Però non avevo le scarpe adatte e non è possibile attraversare il ponte galleggiante (altra storia tutta italiana) sul Po a piedi. No, perché impiegare 2 ore e mezza per fare 25 Km in treno è uno scandalo. A piedi, di solito, ci metto di meno.

      Ah, i ritardi facevano talmente schifo che il tabellone della stazione di Piacenza si rifiutava di mostrarli, andando ripetutamente in blocco e non visualizzando alcuna partenza. “Si prega di prestare attenzione alle comunicazioni sonore” diceva l’odiosa voce sintetica. E continuava a ripetere, alle 18 e 20 passate, che l’ES per Bari delle 16 e 20 oggi non è stato effettuato. Giusto nel caso vi foste rincoglioniti e steste ancora aspettando il treno dopo 2 ore.

    • Oggi
      By on September 22nd, 2009 | 3 Comments3 Comments Comments

      - stamattina sveglia alle 4 perché la cagna dei nostri vicini ha cominciato ad ululare e guaire; dei vicini (una vecchia e il figlio) nessuna traccia. Alle 4:20 ho provato a telefonargli ma niente. Alle 4:30 ho deciso che sarebbe stato inutile cercare di dormire e sono uscito a correre.
      - il tempo era molto umido, quindi le prestazioni della corsa ne hanno risentito (alla fine ho fatto 12 Km con un passo di 5’41″ ma faticando parecchio gli utlimi 3 Km fatti a 5’30″, 5’25″ e 5’20″).
      - decido di prendere il treno prima del solito perché ho parecchio lavoro da fare: treno soppresso.
      - fermano “un Bologna” ma è pieno come un uovo: mi siedo solo dopo Lodi e per puro culo.
      - devo rifare “un Ghost” perché chi ha riformattato il disco esterno l’ha fatto in NTFS e ci sono problemi (NB: se avete un disco USB e diversi sistemi operativi, non formattatelo mai in NTFS ma sempre in FAT32).
      …e sono solo le 10:30…

    • Buonumore in treno
      By on July 15th, 2009 | 2 Comments2 Comments Comments

        Ieri mattina sul treno c’erano due uomini sui 40 anni: uno cercava di fare le parole crociate e chiedeva aiuto all’altro. Vi assicuro che quello che scrivo è quanto realmente accaduto; mi sembrava di essere con Ale e Franz o con quello di Zelig che fa la “nimmistica”…!!!

        - “Fiume della Valtellina…”
        - “L’Adige!”
        - “Ma che cazzo dici… l’Adige…”
        - “Ah sì, scusa, mi sono confuso con il Trenino…”
        - “Ma dai, la Valtellina… che c’è stata anche quella innondazione… in quel paese…”
        - “In Valtellina c’è Sondrio… ma poi, che cazzo ne so… io sto pensando alle mie cose, non mi dare fastidio…”

        Dopo qualche secondo:
        - “Predone dei mari… Squalo! No, squalo non ci sta…”
        - “E sarà un altro animale: ce ne sono tanti nel mare! E comunque bisogna vedere cosa aveva in testa quello che ha scritto le parole crociate…!!!”

        Poco dopo:
        - “Arma degli indiani… Di 5 lettere…”
        - “Arco!”
        - “Ma sei scemo? Arco è di 4!”
        - (lentamente) “Ar-co… a erre ci o… sì è di quattro… Allora è
        scure”
        - “Ma gli indiani usavano la scure?”
        - “Come no? L’arco, le frecce e la scure”
        - “Allora scrivo scure…”

        E ancora (vi assicuro che facevo fatica a non sghignazzargli in faccia!!!!):
        - “Colore delle guance…”
        - “Ocra… terra… Ma poi che cazzo ne so io, sono cose da donne… Fard…”
        - “Ombretto…”
        - “Ma no, quello si mette sulle palpebre… E comunque bisogna vedere cosa aveva in testa quello che ha scritto le parole crociate…!!! E poi devi avere studiato… io della scuola non mi ricordo più niente… Mi ricordo il fiume della Russia, quello col nome corto: tu lo sai?”
        - “Fiume della Russia?”
        - “Sì”
        - “Col nome corto?”
        - “Sì”
        - “Ma non esiste… ma che cazzo dici…”
        - “Ob! Toh!” e gli fa il gesto dell’ombrello…

        - “Comunque scure è sbagliato… che cazzo mi hai detto… E’ ascia la parola giusta, non scure…!!!”
        - “Ascia, scure… sono uguali…”
        - “Eh no: l’ascia l’avevano gli indiani, la scure ce l’hanno quelli del Trentino, i tagliaboschi…”
        - “E quella di Zagor che è? ‘Na scure o un’ascia?”
        e via con una discussione sull’arma di Zagor.

        Triste perché eravamo quasi a Rogoredo e sarei dovuto scendere (ma stavo pensando alle cose più tristi della mia vita per non ridergli in faccia – intanto c’era tutto il resto del vagone che rideva!), arriva la perla:
        - “Nasce in testa…”
        - “Capello!”
        - “Ma che cazzo dici?”
        - “Eh, il capello non nasce in testa?”
        - “Sì, ma sarà idea, pensiero…”
        - “Ma anche il capello nasce in testa… E comunque bisogna vedere cosa aveva in testa quello che ha scritto le parole crociate…!!!”

        So che sembra una barzelletta, ma vi giuro che è verissimo: ho smesso di ridere in Duomo (dopo 15 minuti di metro) e se ci penso, mi metto ancora a ridere.

      • L’imbecille del treno
        By on February 3rd, 2009 | Comments Off Comments

          Ieri sera una bionda sostenuta di Codogno mi si siede di fianco (pestandomi un piede e facendo finta di niente) e chiacchera con una sua amica (che è di fronte a me). Dopo Secugnago passa il controllore e la bionda mostra un abbonamento che sta compilando sfoderando un sorrisone e dicendo “mi sono dimenticata di compilarlo… lo faccio adesso…”. Al che il controllore chiede perché l’abbonamento mensile non sia timbrato e la bionda si risente un po’, probabilmente perché capisce che il controllore non subisce il suo fascino: “Eh, stamattina era guasta la macchinetta” “E stasera a Milano?” “Eh… ha ragione… domani lo timbro”. Mi sembrava una normale dimenticanza ma alla bionda ha probabilmente dato fastidio fare la figuraccia con l’amica e subito dopo dice stizzita: “eh, stasera ero di corsa, figurati se mi devo anche fermare a timbrare l’abbonamento!”. Ecco, se ancora avevo qualche dubbio, mi è passato: è un’imbecille.

        • Ma guarda il tuo!
          By on September 10th, 2008 | 6 Comments6 Comments Comments

            Stamattina in treno salgono due ragazze e si siedono una di fronte a me e l’altra di fianco; quella di fianco comincia a dire a gran voce: “uffa, stamattina mi sono dimenticata da leggere… e ho l’emmepitre scarico….”. Al che io mi chiedo perché debba scassare le palle a me che sto leggendo una cosa nemmeno tanto leggera e che richiede un po’ di attenzione…
            Ignaro ero che la parte migliore dei discorsi di queste due phyae (una, quella di fronte, veramente gnocca – diamo a Cesare quel che è di Cesare) dovesse ancora arrivare…
            Phya: “Allora domani sera usciamo…”
            Molto Phya: “Domani?”
            P: “Sì, perché si trovano [i fidanzati - NdSO] per fare la scuadra del fantacalcio…”
            MP: “Ah… ma facciamo come l’anno scorso che passiamo a salutarli?”
            P: “Sì dai… poi ce ne andiamo…”
            Passa un po’ di tempo e…
            P: “Sai che ho scoperto che uno dei miei capi, quando la moglie esce si mette a giocare con la Playstation??? Ma che tristezza!!!!”
            MP la guarda con aria interrogativa…
            P: “Ma dai, ha quarant’anni!!!! Ma che triste!!!!!”
            Ora, a parte che mi sento quasi chiamato in causa, ma non ho capito: che il tuo moroso ti lasci da sola per andare a fare la squadra del fantacalcio (e qui ci vorrebbe un “mecojoni” in sottofondo) va bene, ma che l’altro giochi alla Playstation quando la moglie esce è triste????

          • L’unione fa il casino
            By on August 21st, 2007 | 3 Comments3 Comments Comments

              Una ragazza in treno non fa rumore.
              Due ragazze in treno fanno poco rumore.
              Tre ragazze in treno fanno rumore.
              Otto ragazze in treno in partenza per le vacanze in Spagna ti fanno rimpiangere il fatto che i finestrini siano bloccati e non si possano scaraventare giù dal treno (le ragazze, non i finestrini).

            • La sintesi delle ferrovie
              By on August 21st, 2007 | Comments Off Comments

                Scritta sulla porta dell’ufficio movimento della stazione di Casalpusterlengo: “Vietato l’ingresso ai non addetti al servizio”. Traduzione subito sotto: “Staff only”. Avevano finito le lettere adesive?

              • Ma allora sei di coccio!!!
                By on May 8th, 2007 | 4 Comments4 Comments Comments

                  Vado ad un’edicola per cercare Due Ruote con l’inserto:
                  Sky One: “Buon giorno, ha Due Ruote con l’inserto?”
                  Edicolanta: “Ho Quattroruote…”
                  Sky One: “No… Due Ruote… come questo ma quello con l’inserto…”
                  L’Edicolanta cerca e poi: “No, ho Quattroruote…”

                • Equivoco?
                  By on May 8th, 2007 | 1 Comment1 Comment Comments

                    Mentre stavo salendo sulla scala mobile (sì, io sulla scala mobile ci cammino, va bene?), una signora ha detto ad un’altra:
                    “Se non ce la fai, ti do’ una mano io a battere”

                  • Scuola di giornalismo
                    By on March 22nd, 2007 | 3 Comments3 Comments Comments

                      Come si diventa giornalisti? Come si scrive un articolo? Ci si documenta, ci si informa e poi si scrive, giusto? Ma anche no. Ieri ho inviato una lettera a Il Cittadino (un quotidiano locale del Lodigiano) ed oggi l’hanno pubblicata, con mia somma soddisfazione. Ma sempre nell’edizione odierna c’è un bell’articolo (firmato da una loro giornalista) sullo stesso fatto lamentato nella mia lettera; “e cosa vuoi di più?” penseranno i miei più attenti lettori. Il punto è che almeno il 70% dell’articolo è la mia mail. Non “richiama”, “riprende”: proprio “è”!
                      Non ci credete? Ecco la mia lettera (in basso a destra – quella dal titolo “Presi in giro dallo sgarbato capotreno”) e l’articolo.
                      Ditemi voi.

                    Advertisement