Elcon, i segretari di maggioranza prudenti
Intanto è scattata la raccolta delle firmeL’impianto di trattamento rifiuti della Elcon con un bruciatore dei residui gassosi della lavorazione non si farà se non saranno soddisfatte le esigenze di sicurezza e tutela della salute dei cittadini: a tre settimane dalle denuncia de “il Cittadino” e mentre la protesta si organizza in città, le segreterie dei partiti di maggioranza prendono posizione in maniera più netta rispetto alle prime uscite.«Ma non è cambiato niente rispetto alla prima presa di posizione – dice il segretario della Lega nord Giovanni Bruschi -. Aspettiamo il parere dei tecnici, poi diremo la nostra. È chiaro che se l’impianto non soddisferà i requisiti di sicurezza, non daremo un parere favorevole. Tuttavia se si vuole il lavoro a Casale, che manca ormai da trent’anni, bisogna accettare qualche rischio: l’importante è che sia contenuto e ragionevole. Per questo ci rimettiamo al parere dei tecnici regionali, e se non dà sicurezza, l’impianto non si farà. D’altra parte, ora che anche la Lever ha tutta questa attenzione all’ambiente, dov’era quando ha si è accordata con la Elcon per cedergli l’area? Non sapeva niente di quello che vogliono fare gli israeliani?»La ditta israeliana Elcon vuole impiantare uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti liquidi di processo industriale e farmaceutico nei capannoni ex Chiapparoli sull’area Lever, e per questo ha già un preliminare d’accordo. Entro quattro settimane i tecnici della Regione saranno chiamati a dare il loro parere sulla fattibilità tecnica dell’impianto. Secondo quanto diffuso da “il Cittadino”, l’impianto tratterà rifiuti liquidi farmaceutici con smaltimento finale e depurato nella rete fognaria casalina e con termodistruzione dei residui gassosi, emessi nell’aria con un camino da 40 metri.«Se non saranno soddisfatti i requisiti di sicurezza e di salute dei cittadini e non si daranno le sufficienti garanzie al proposito, il comune si schiererà contro l’impianto – è la certezza di Francesco Pesatori, commissario del Pdl -. Si tratterà di una valutazione tecnica e di opportunità politica. La politica deve fare scelte, ma per farle ha bisogno di avere gli elementi a disposizione. Per questo aspettiamo il parere dei tecnici, finora si è fatto soltanto allarmismo».Contraria l’Udc, che rispetta l’attesa per il giudizio tecnico, ma esprime chiaramente il proprio punto di vista. «Se l’impianto è come è stato presentato sulla stampa, bisogna dire di no – spiega il segretario Pietro Pea -. Per farlo però abbiamo bisogno che i tecnici ci dicano come è». Le garanzie arrivano dal sindaco Flavio Parmesani: «Garantisco che non ci sarà nessun impianto di incenerimento rifiuti, e qualsiasi altro tipo di attività industriale sarà autorizzata purché non crei pregiudizio ad ambiente e alla salute dei cittadini». Intanto, domenica mattina sono state raccolte le prime firme da parte dei comitati contrari all’impianto con l’obiettivo di chiedere un’ordinanza del sindaco per vietare insediamenti tossico-nocivi e per indire un referendum consultivo. Mercoledì sera, nel salone Acli, si terrà la prima attesa assemblea pubblica sull’argomento.A. B.
(da Il Cittadino)

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