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» computer

  • Se funziona non toccarlo!
    By on December 12th, 2007 | 9 Comments9 Comments Comments

      BIOS

      Mauri ha purtroppo scoperto a proprie spese una delle leggi base dell’informatica. La cosa vale soprattutto per i firmware: se volete fare un aggiornamento del firmware fate prima un backup di tutto! Se siete proprio convinti, tenete conto che, ad esempio aggiornando il BIOS della scheda madre, se qualcosa va storto proprio mentre state facendo l’aggiornamento, potete anche salutare per sempre la vostra scheda madre (nel senso che proprio la buttate!). Idem per i masterizzatori DVD. Per i PC portatili c’è il vantaggio che se dovesse andare via la corrente, c’è sempre la batteria. Il mio consiglio è che, a meno di importanti miglioramenti introdotti con un nuovo firmware o di eliminazione di grossi problemi, è sempre bene pensarci sopra non due, ma tre ed anche quattro volte prima di fare un aggiornamento. E, lo ripeto, farsi prima un backup.

    • Puzza de squajo
      By on November 28th, 2007 | Comments Off Comments

        Disconnected by 60nine

        Stamattina sono entrato nella camera dove abbiamo i computer ed ho sentito quella che il mio collega F. chiama puzza de squajo: è la classica puzza mista tra plastica e materiale elettrico che si ha quando qualcosa va in corto. Orrore, anzi: OVVOVE! Guardo il PC e vedo che il pannellino anteriore, che ieri sera era acceso, ora è spento. Do un’occhiata veloce sul retro e l’interruttore è su acceso, ma la puzza de squajo qui è più forte. Okay, così imparo a dire a Carlo che l’alimentatore che ho preso (e che all’epoca non mi era certo costato poco!) è una bomba. Sì, i suoi 3 anni di onorato servizio li ha fatti (col PC acceso quasi tutte le sere e giornate intere nei fine settimana), però dalla Thermaltake mi aspettavo di più. Stasera prima di cena l’ho smontato ed è proprio andato: la puzza è più forte ancora ed anche se non sembra esserci nulla di bruciato, non da’ segni di vita; una telefonata al papà elettricista in pensione mi conferma la cosa: andato ed impossibile da riparare, vista tutta l’elettronica che c’è dentro. Bene: captare novum alimentator necesse est. Dopo aver controllato su The 80 PLUS gli alimentatori che hanno una resa superiore all’80% (grazie sempre all’amico Carlo per la segnalaçao!) mi sono orientato verso l’Enermax ELT500AWT: qualcuno lo conosce? Avete altri alimentatori da consigliarmi? A me serve una cosa che eroghi 500 Watt e che sia abbastanza silenziosa. Mi spiace perdere il pannellino anteriore (ma magari lo tengo per regolare la velcoità della seconda ventola… devo vedere se riesco a collegarlo), però a questo punto non è che mi fidi più tantissimo della Thermaltake… Prima che qualcuno me lo chieda: il PC è sotto UPS che non ha avuto il benchè minimo problema. Spero solo che il colpo di grazia dell’alimentatore non si sia propagato nella scheda madre e verso altri componenti.

      • Solo 54% addicted
        By on November 19th, 2007 | Comments Off Comments

          54%How Addicted to Apple Are You?

        • Usare Linux in azienda
          By on November 16th, 2007 | Comments Off Comments

            Linux login

            Si può usare Linux a livello aziendale se il resto dell’azienda è dedicato a Windows? La risposta in buona sostanza è “dipende” o, comunque, non con un Linux puro. Lo scenario che prenderò in considerazione è quello di un dipendente, magari un tecnico come me, che vuole provare Linux nella vita lavorativa di tutti i giorni, senza che dall’azienda vengano fatte scelte ben precise circa l’abbandono dei sistemi Microsoft. La domanda alla base è: perchè passare a Linux se tutto il resto dell’ambiente è Windows? Per curiosità e perchè non si vuole essere usati dal computer ma essere noi ad usare lui per migliorare il nostro lavoro (più che altro la gestione del tempo). Sgombriamo il campo da possibili equivoci: se l’azienda utilizza prodotti specifici che girano sotto Windows e/o macro di Office, non sarà possibile avere solo Linux, ma c’è una mezza scappatoia.

            Gli applicativi Windows
            Se, come ho detto, ci sono applicativi particolari Windows-only o macro pesanti di Office (di Excel, la stampa unione di Word o dei DB fatti con Access) non sarà possibile migrarli a costo zero sotto il Pinguino. Ci sono aziende che fanno questo per lavoro [1] ma se, come è il nostro caso, siamo solo noi a voler provare il software libero, non sarà assolutamente possibile intraprendere questa strada. E allora? La risposta ai nostri problemi si chiama “virtualizzare”. Con ciò si intende far girare un programma (un altro sistema operativo – Windows – nel nostro caso) dentro una “scatola” che sta sul nostro sistema operativo. Semplifico al massimo: è un programma che mi consente di far girare Windows sotto Linux. Se la macchina su cui lavoriamo è abbastanza potente (ma tutto dipende da cosa dobbiamo far girare in Windows) possiamo tranquillamente farcela; supponiamo di dover utilizzare obbligatoriamente Office o qualche programma non pesante (lasciamo quindi stare grafica ed elaborazioni audio) dentro Windows: ci basterà installare il sistema operativo, fare gli aggiornamenti, mettere Office ed il gioco è fatto. Le “virtual machine” fanno anche da tramite per la rete, quindi avremo completa connessione alla rete (locale o Internet poco importa). Se vi state chiedendo che hardware serva per far andare Windows XP con Office 2003 in maniera decente (192 Mb di RAM e 5 Gb di disco dedicati), vi posso comunicare che sto usando questo ambiente sotto un Centrino 1400 MHz con 512 Mb di RAM e Windows gira bene. Ripeto: se dovete usare applicativi più pesanti potete aumentare la RAM e vedere se avete una CPU migliore; scordatevi, però, di poter usare questo metodo su di un vecchio PC (magari un Pentium III) riesumato con Linux per l’occasione.

            La rete
            La condizione peggiore è essere in un dominio Windows, con varie cartelle condivise su diversi server: sempre mediante la virtualizzazione non dovreste avere problemi. Però, prima di virtualizzare, io proverei a “mappare” le cartelle direttamente sotto Linux: la prima volta dovrete fare tutte le connessioni “a mano”, non potendo utilizzare il logon script di Windows, ma poi vi resterà l’icona e dovrete solo inserire la password. Anche per le condivisioni nascoste e/o amministrative non creano problemi e funzionano tranquillamente. Sinceramente non so come funzioni per le stampanti installate mediante coda (anche questa caricata dal logon-script): sicuramente conoscendo l’IP della stampante non avrete alcun problema. Sto considerando un ambiente di dominio “puro” (l’optimum per un sistemista Microsoft) e non dei singoli PC che condividono cartelle; se il vostro caso fosse questo non ci dovrebbero essere problemi a fare la stessa cosa che fate su Windows, naturalmente creando prima un utente locale che verrà utilizzato da chi si connetterà al vostro PC[2].

            L’hardware
            In questi ultimi anni le distribuzioni linux per desktop hanno fatto passi da gigante: mi ricordo che per installare una delle prime Red Hat era necessario iniziare via testo, magari ricompilare il kernel e fare una marea di aggiunte successive per far sì che il sistema vedesse tutte le periferiche. Oggi, per fortuna, non è (quasi) più così: io, ad esempio, ho installato Ubuntu 7.10 su di un IBM ThinkPad R40 e mi ha riconosciuto tutte le periferiche (sì, anche la scheda wireless)[3]. Installando Ubuntu 7.04 su di un Acer Veriton 3600G non ha comportato, anche qui, alcuno “smanettamento” post-installazione. Magari dovrete rimettere qualche driver (quelli della scheda video, molto probabilmente), ma nulla di grave anche su di un “assemblato” e non solo su di un computer “di marca”. Magari vale la pena informarsi prima (quello che di solito non manca per Linux è la documentazione) per vedere se ci sono incompatibilità note sul proprio hardware.

            Gli applicativi Linux
            Se quello che dobbiamo fare è usare la posta elettronica e scrivere documenti, Linux va più che bene ed è anche più sicuro di Windows (leggi “niente virus”). Vediamo qualche esempio:
            - posta elettronica: in Ubuntu c’è installato di default Evolution che è molto simile ad Outlook, anche se devo dire che non sempre risulta essere all’altezza del prodotto Microsoft (soprattutto nelle versioni 2003 e 2007), ma parlo diun utilizzo integrato di posta, calendario e liste di cose da fare;
            - scrittura, presentazioni e fogli di calcolo: sempre già installato c’è OpenOffice 2.3 che ha perso la pesantezza caratteristica delle prime versioni ed è diventato un po’ più snello (è sempre abbastanza lungo nel caricamento); pienamente compatibile (comprese alcune macro) con Office ha l’ottima possibilità di salvare in formato Office 2003 e di non toccare eventuali macro eventualmente presenti nel file;
            - PDF: nessun problema per la lettura, anzi in OpenOffice potete (già da tempo) creare dei PDF;
            - Messaggistica istantanea: aMSN, Pidgin (multiprotocollo – cioè lo potete utilizzare per MSN, ICQ, GTalk, ecc.) ed altri programmi (Skype comrpeso) girano perfettamente sotto Linux. Magari non avrete le emoticons tanto belle dei vostri amici (quelle non di sistema che MSN “passa” da un client all’altro se vengono inviate dal primo), ma per un uso più che dignitoso va benissimo.
            Altro non mi viene in mente, fatto sta che sempre rispetto al passato anche qui le cose sono migliorate e di molto: basti dire che per installare la maggior parte dei programmi si deve sempre meno ricorrere al “sudo apt-get install” fatto da terminale, ma basta andare nel gestore dei pacchetti (una sorta di “Installazione applicazioni” di Windows per vedere se sia disponibile il programma che si cerca.

            Conclusione
            Certo, installare Linux non è una cosa che a tutti conviene fare, visto che rimane necessario avere un minimo di pratica con i PC e capire cosa si sta facendo, ma se siete abbastanza “smanettoni” e non avete problemi di politiche aziendali per quanto riguarda i PC, direi che un’occhiata gliela potete benissimo dare. L’ultima versione di Ubuntu (ma anche per distribuzioni diverse è così) è anche un “Live CD”, cioè un CD che può essere inserito ed utilizzato senza dover installare nulla per vedere (1) se tutto l’hardware è compatibile e (2) se i programmi che ci sono di default possono iniziare a sopperire a quelle che sono le proprie esigenze. Rimane sempre valido il discorso della virtualizzazione, ma ricordate che non avrebbe alcun senso installare Linux, farci girare un altro sistema operativo dentro per poter utilizzare tutti e soli i programmi che usiamo di solito. L’obbiettivo deve essere, in primis, usare i programmi di Linux per il lavoro di tutti i giorni e, solo se non si trovano alternative, ricorrere alla virtualizzazione e non quello di far girare i programmi di Windows dentro Linux (magari sotto Wine – un programma che fa da “tramite” tra il software scritto per Windows ed il sistema operativo Linux – programma che per i software più banali va benissimo ma che spesso fallisce su quelli più complessi). Attenzione: Linux non è perfetto, ha anche lui i suoi problemi (minori di Windows, ma li ha). Firefox a me ogni tanto si impalla, così come Evolution ha bisogno che venga ripetuto qualche comando. Non sto cercando di convincervi ad installare Linux, non sarebbe nemmeno nella mia natura, sto solo dicendo che se qualcuno è curioso ci può provare perchè ci sono molti meno problemi che in passato.

            Note:
            [1]: cfr. Tecnica Arcana Telegrafica ep. 23
            [2]: attenzione che Linux, contrariamente a Windows, fa differenza tra maiuscole e minuscole (cioè è “case sensitive”) anche nel nome utente, per cui l’utente “skyone” è diverso da “Skyone” ed è diverso da “SkyOne”.
            [3]: l’unica cosa per cui mi ha fatto storie è stata il driver del modem, ma mi ha solo detto che stava utilizzando un driver proprietario.

          • Arrivato!
            By on November 8th, 2007 | 3 Comments3 Comments Comments

              Ubuntu 7.10

              Adesso devo decidere dove installarlo (vorrei provare sul portatile aziendale – qualcuno ha notizie di possibili problemi su un IBM Thinkpad R40?)

            • PC e deficienti
              By on November 7th, 2007 | 4 Comments4 Comments Comments

                Con i passi da gigante fatti dalla tecnologia, oggi come oggi anche un deficiente (proprio dal latino deficere, cioè uno a cui manca qualcosa) può usare un PC (o un Mac, non facciamo distinzioni). Il problema è, però, cosa ci fa col PC. Benchè un deficiente che usa il PC sia anche un vantaggio per me (mi procura il pane), quando vedo certe cose mi girano parecchio le palle. Oggi uno ha inoltrato a tutti gli indirizzi di posta di un sito che gestisco, la mail dei cuccioli di Golden Retriever. Una veloce ricerca mi ha confermato quello che temevo: la mail è del 2002. Sigh.

              • Ottima strategia!
                By on October 30th, 2007 | Comments Off Comments

                  Half head

                  Oggi, per l’ennesima volta (e dico ennesima perchè nonostante sia stato contattato il supporto UK e quello USA – quello italiano fa ridere, visto che c’è un commerciale che finge di essere un tecnico – i problemi di funzionamento del programma non sono stati risolti), ho litigato con un software ed avuto la conferma di quanto un’utonta sia, appunto, tale. Per evitare possibili casini pregressi, abbiamo installato il sw in una macchina virtuale appena creata, quindi pulita e senza fronzoli. L’utonta mi aveva detto dove scaricare il programma ma quando le dico che ho dei problemi perchè la rete è lenta (ed i sistemisti – peste li colga – negavano che ci fossero problemi sulla rete asserendo che probabilmente era quel sito ad essere lento) e sto tirando giù la versione X se ne esce con un (il corsivo è mio) “Ma scusa, perchè la scarichi che stamattina %sistemista_capo ha già tirato giù tutto? Tu non accedi a quella cartella?” “No” “Beh, comunque lui l’ha già scaricato (e sti cazzi? Se ti ho detto che non ci posso arrivare…)… e poi la X è vecchia, devi scaricare la Y” “Se mi dici dove la trovo… sul sito c’è solo la X…” “No, c’è la Y” “Okay, allora io sono davanti alla pagina di download: se mi dici da dove scarico la Y” “Sì… ah, aspetta che ho una telefonata sotto…”. Dopo un tempo in cui io faccio in tempo a scaricare (alla incredibile velocità di 5 kb/s) 18 Mb, installare il sw, connettermi al DB server, vedere che mi dice “io ho la Y e tu la X, se vuoi te la aggiorno” (ecco da dove arriva la Y, altro che dal sito!), aggiornare il programma, metterci a mano 3 patch e riprovare a connettermi, l’utonta richiama: “scusa, ma era importante (invece io sto qui con la fava in mano…): funziona?” “(A me sì, a tuo marito spero di no!) No… non va… mi sembra che faccia la stessa cosa di prima, anche se non dà più l’errore nel tal posto…” “E i template?” “Io non li vedo… dove dovrebbero essere?” “Guarda lì…” “No, non ci sono… Comunque non vanno nemmeno le animazioni in Flash…” “Ma quello è colpa del plug-in… e comunque è l’ultimo dei nostri problemi…” “(Come l’ultimo dei problemi? Ma se tutto è nato dal fatto che ‘ste cazzo di animazioni non vanno??!!?? Mi sono anche dovuto sorbire un esame intero a farvi da supporto per vedere se le risposte degli studenti erano giuste proprio perchè le animazioni non funzionavano!!??!!) A me sembra importante ‘sta cosa delle animazioni…” “No, no… e la licenza?” “E’ 30 giorni: non se l’è presa…” “Hai fatto la procedura per recuperarla dal tale PC?” “Ma se sul tuo PC hai installato tutto tu senza aspettarmi(idiota!) e ti sei fumata la licenza…” “No, non sul mio: su quello XY! Io giovedì ti ho mandato una mail con scritto come fare!!!” “Giovedì non mi hai mandato niente…” “No, no: te l’ho mandata! Adesso la cerco! Eccola qui… l’ho mandata a %sistemista_capo e %vice_direttore: non te l’hanno girata?” “No (ma in compenso mi stanno cominciando a girare altre cose…)” “Te la mando adesso…”. Mi manda la mail, perdo altri 10 minuti ad inserire uno stracazzo di licence-key alfanumerico-case-sensitive-di-merda che registra il programma. “L’ha presa” le dico. “Benissimo!” risponde “Allora adesso è licenziato!”. “Sì: abbiamo un programma registrato che non funziona” “Però è registrato correttamente”. Bene, brava, bis.

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