
Si può usare Linux a livello aziendale se il resto dell’azienda è dedicato a Windows? La risposta in buona sostanza è “dipende” o, comunque, non con un Linux puro. Lo scenario che prenderò in considerazione è quello di un dipendente, magari un tecnico come me, che vuole provare Linux nella vita lavorativa di tutti i giorni, senza che dall’azienda vengano fatte scelte ben precise circa l’abbandono dei sistemi Microsoft. La domanda alla base è: perchè passare a Linux se tutto il resto dell’ambiente è Windows? Per curiosità e perchè non si vuole essere usati dal computer ma essere noi ad usare lui per migliorare il nostro lavoro (più che altro la gestione del tempo). Sgombriamo il campo da possibili equivoci: se l’azienda utilizza prodotti specifici che girano sotto Windows e/o macro di Office, non sarà possibile avere solo Linux, ma c’è una mezza scappatoia.
Gli applicativi Windows
Se, come ho detto, ci sono applicativi particolari Windows-only o macro pesanti di Office (di Excel, la stampa unione di Word o dei DB fatti con Access) non sarà possibile migrarli a costo zero sotto il Pinguino. Ci sono aziende che fanno questo per lavoro [1] ma se, come è il nostro caso, siamo solo noi a voler provare il software libero, non sarà assolutamente possibile intraprendere questa strada. E allora? La risposta ai nostri problemi si chiama “virtualizzare”. Con ciò si intende far girare un programma (un altro sistema operativo – Windows – nel nostro caso) dentro una “scatola” che sta sul nostro sistema operativo. Semplifico al massimo: è un programma che mi consente di far girare Windows sotto Linux. Se la macchina su cui lavoriamo è abbastanza potente (ma tutto dipende da cosa dobbiamo far girare in Windows) possiamo tranquillamente farcela; supponiamo di dover utilizzare obbligatoriamente Office o qualche programma non pesante (lasciamo quindi stare grafica ed elaborazioni audio) dentro Windows: ci basterà installare il sistema operativo, fare gli aggiornamenti, mettere Office ed il gioco è fatto. Le “virtual machine” fanno anche da tramite per la rete, quindi avremo completa connessione alla rete (locale o Internet poco importa). Se vi state chiedendo che hardware serva per far andare Windows XP con Office 2003 in maniera decente (192 Mb di RAM e 5 Gb di disco dedicati), vi posso comunicare che sto usando questo ambiente sotto un Centrino 1400 MHz con 512 Mb di RAM e Windows gira bene. Ripeto: se dovete usare applicativi più pesanti potete aumentare la RAM e vedere se avete una CPU migliore; scordatevi, però, di poter usare questo metodo su di un vecchio PC (magari un Pentium III) riesumato con Linux per l’occasione.
La rete
La condizione peggiore è essere in un dominio Windows, con varie cartelle condivise su diversi server: sempre mediante la virtualizzazione non dovreste avere problemi. Però, prima di virtualizzare, io proverei a “mappare” le cartelle direttamente sotto Linux: la prima volta dovrete fare tutte le connessioni “a mano”, non potendo utilizzare il logon script di Windows, ma poi vi resterà l’icona e dovrete solo inserire la password. Anche per le condivisioni nascoste e/o amministrative non creano problemi e funzionano tranquillamente. Sinceramente non so come funzioni per le stampanti installate mediante coda (anche questa caricata dal logon-script): sicuramente conoscendo l’IP della stampante non avrete alcun problema. Sto considerando un ambiente di dominio “puro” (l’optimum per un sistemista Microsoft) e non dei singoli PC che condividono cartelle; se il vostro caso fosse questo non ci dovrebbero essere problemi a fare la stessa cosa che fate su Windows, naturalmente creando prima un utente locale che verrà utilizzato da chi si connetterà al vostro PC[2].
L’hardware
In questi ultimi anni le distribuzioni linux per desktop hanno fatto passi da gigante: mi ricordo che per installare una delle prime Red Hat era necessario iniziare via testo, magari ricompilare il kernel e fare una marea di aggiunte successive per far sì che il sistema vedesse tutte le periferiche. Oggi, per fortuna, non è (quasi) più così: io, ad esempio, ho installato Ubuntu 7.10 su di un IBM ThinkPad R40 e mi ha riconosciuto tutte le periferiche (sì, anche la scheda wireless)[3]. Installando Ubuntu 7.04 su di un Acer Veriton 3600G non ha comportato, anche qui, alcuno “smanettamento” post-installazione. Magari dovrete rimettere qualche driver (quelli della scheda video, molto probabilmente), ma nulla di grave anche su di un “assemblato” e non solo su di un computer “di marca”. Magari vale la pena informarsi prima (quello che di solito non manca per Linux è la documentazione) per vedere se ci sono incompatibilità note sul proprio hardware.
Gli applicativi Linux
Se quello che dobbiamo fare è usare la posta elettronica e scrivere documenti, Linux va più che bene ed è anche più sicuro di Windows (leggi “niente virus”). Vediamo qualche esempio:
- posta elettronica: in Ubuntu c’è installato di default Evolution che è molto simile ad Outlook, anche se devo dire che non sempre risulta essere all’altezza del prodotto Microsoft (soprattutto nelle versioni 2003 e 2007), ma parlo diun utilizzo integrato di posta, calendario e liste di cose da fare;
- scrittura, presentazioni e fogli di calcolo: sempre già installato c’è OpenOffice 2.3 che ha perso la pesantezza caratteristica delle prime versioni ed è diventato un po’ più snello (è sempre abbastanza lungo nel caricamento); pienamente compatibile (comprese alcune macro) con Office ha l’ottima possibilità di salvare in formato Office 2003 e di non toccare eventuali macro eventualmente presenti nel file;
- PDF: nessun problema per la lettura, anzi in OpenOffice potete (già da tempo) creare dei PDF;
- Messaggistica istantanea: aMSN, Pidgin (multiprotocollo – cioè lo potete utilizzare per MSN, ICQ, GTalk, ecc.) ed altri programmi (Skype comrpeso) girano perfettamente sotto Linux. Magari non avrete le emoticons tanto belle dei vostri amici (quelle non di sistema che MSN “passa” da un client all’altro se vengono inviate dal primo), ma per un uso più che dignitoso va benissimo.
Altro non mi viene in mente, fatto sta che sempre rispetto al passato anche qui le cose sono migliorate e di molto: basti dire che per installare la maggior parte dei programmi si deve sempre meno ricorrere al “sudo apt-get install” fatto da terminale, ma basta andare nel gestore dei pacchetti (una sorta di “Installazione applicazioni” di Windows per vedere se sia disponibile il programma che si cerca.
Conclusione
Certo, installare Linux non è una cosa che a tutti conviene fare, visto che rimane necessario avere un minimo di pratica con i PC e capire cosa si sta facendo, ma se siete abbastanza “smanettoni” e non avete problemi di politiche aziendali per quanto riguarda i PC, direi che un’occhiata gliela potete benissimo dare. L’ultima versione di Ubuntu (ma anche per distribuzioni diverse è così) è anche un “Live CD”, cioè un CD che può essere inserito ed utilizzato senza dover installare nulla per vedere (1) se tutto l’hardware è compatibile e (2) se i programmi che ci sono di default possono iniziare a sopperire a quelle che sono le proprie esigenze. Rimane sempre valido il discorso della virtualizzazione, ma ricordate che non avrebbe alcun senso installare Linux, farci girare un altro sistema operativo dentro per poter utilizzare tutti e soli i programmi che usiamo di solito. L’obbiettivo deve essere, in primis, usare i programmi di Linux per il lavoro di tutti i giorni e, solo se non si trovano alternative, ricorrere alla virtualizzazione e non quello di far girare i programmi di Windows dentro Linux (magari sotto Wine – un programma che fa da “tramite” tra il software scritto per Windows ed il sistema operativo Linux – programma che per i software più banali va benissimo ma che spesso fallisce su quelli più complessi). Attenzione: Linux non è perfetto, ha anche lui i suoi problemi (minori di Windows, ma li ha). Firefox a me ogni tanto si impalla, così come Evolution ha bisogno che venga ripetuto qualche comando. Non sto cercando di convincervi ad installare Linux, non sarebbe nemmeno nella mia natura, sto solo dicendo che se qualcuno è curioso ci può provare perchè ci sono molti meno problemi che in passato.
Note:
[1]: cfr. Tecnica Arcana Telegrafica ep. 23
[2]: attenzione che Linux, contrariamente a Windows, fa differenza tra maiuscole e minuscole (cioè è “case sensitive”) anche nel nome utente, per cui l’utente “skyone” è diverso da “Skyone” ed è diverso da “SkyOne”.
[3]: l’unica cosa per cui mi ha fatto storie è stata il driver del modem, ma mi ha solo detto che stava utilizzando un driver proprietario.
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