Sempre più spesso cerco di pensare positivo. Anche ieri sera. Mi immaginavo già di ritorno davanti al PC a compilare quel form, oppure ad andare oggi nel tale negozio per compilare (a mano) un altro form. E invece no. Invece non si sa. Non c’è da preoccuparsi, ma non si sa. Ma vaffanculo.
» corsa
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Vorrei ma non possoBy Sky One on November 20th, 2008 | 3 Comments
Stamattina prima serie di ripetute brevi della mia vita (6x500m): dopo le prime 4 mi sono ritrovato nella condizione di voler andare più forte rispetto a quanto stessi facendo ma registrare l’impossibilità delle gambe al compimento dell’ordine. Devo dire che non è stata una bella situazione.
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La mia prima 9 Km
Oggi ho partecipato alla mia prima 9 Km (rigorosamente non competitiva) a Carpi grazie a Max (con la partecipazione della sua deliziosa mogliettina) e di una supporter speciale. Che dire? Benché ci siano alcune cose da sistemare (migliorare la durata ed evitare la partenza a cannone, ad esempio), devo dire di essere soddisfatto: fare 9 Km in 48’29″ (5’18″ al Km) per me che ho sempre faticato a correre per più di 400 m (giusto prima che Max mi attaccasse la malattia della corsa avevo fatto una prova e dopo 3 minuti mi era apparso l’arcangelo Michele sul cancello della scuola media) penso sia una discreta prova. Ottimo anche il pranzo atto a recuperare le energie spese (tutto merito di Max & Stefy!) che, per un giorno, ci ha fatto mettere da parte la dieta (eh sì, perché stiamo cercando di perdere peso – 4,8 Kg dal 31 agosto ad oggi).
Qui il percorso della 9 Km:

Ora incrociamo le dita per un lunedì carico di notizie che spero siano solo positive.
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Il dolore arriva a ondateBy Sky One on September 26th, 2008 | 3 Comments
If you can’t run, then walk
(Dean Karnazes)Se vi dicono che a correre non si fa fatica, stanno mentendo. Correre costa fatica ma la soddisfazione che vi “assalirà” dopo la doccia, sarà non solo sufficiente a compensare la fatica ma proseguirà per qualche giorno. Però vi succederà che mentre correte comincerà a farvi male questo o quel muscolo, il fegato, un piede, una caviglia; il mio guru dice “se ti fa male la tal cosa, spiegale che comandi tu e che il suo male non è un problema tuo”. Sacrosanto, ma traduciamolo: tenete duro e, salvo problemi gravi, il dolore passerà; certo, se il tallone della scarpa vi sta “smangiando” la pelle che c’è sul tendine d’Achille, forse è il caso di fermarsi e sistemare la cosa, ma se vi viene un po’ di mal di fegato, cominciate a fare qualche respiro profondo e dopo qualche minuto scoprirete che il dolore è molto diminuito (se non passato del tutto). La stessa cosa può succedere per un ginocchio o per altro; fate solo attenzione al fatto che quando il nostro corpo “è caldo” si sente meno il male, quindi è inutile fare i Rambo. Non fatevi però subito spaventare dal dolore o evitate che lo sconforto vinca e vi spinga allo stop; magari rallentate, analizzate bene la situazione e decidete. Trovo in questi momenti un parallelo con la vita: ci sono momenti di difficoltà che magari sembrano essere insormontabili. Che fare? Abbiamo due scelte: fermarci o analizzare e continuare. Chi vi scrive è stato, in un passato nemmeno troppo lontano, vicino al fermarsi e ringrazia tutti quelli che l’hanno incitato a non fermarsi ed a continuare a correre. Si rallenta, si analizza la situazione, prendono le contromisure e si continua. A piccoli passi (ma di questo parleremo un’altra volta), ma si continua.

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