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» economia

  • Ma invece di fare nuove strutture…
    By on agosto 23rd, 2012 | 1 Comment1 commento Comments

      …non sarebbe meglio sistemare quelle che ci sono già? Il governo prevede di iniziare un sacco di lavori, ma noi quotidianamente percorriamo strade piene di buche, prendiamo treni in ritardo (e fatiscenti), portiamo i nostri figli in scuole malconce (per le quali forniamo anche carta per le fotocopie, quando non addirittura carta igienica – in alcune zone i genitori si sono organizzati per re-imbiancare le aule!), paghiamo molto per servizi che valgono poco. Non sarebbe il caso, prima di tutto, di far funzionare a dovere ciò che già c’è anziché costruire nuove cattedrali nel deserto? A pensare male sembrerebbe che il governo voglia fare grandi favori alle grandi aziende costruttrici: ma non dovevano essere diversi, quasi fantomatici tecnici, dal governo di berlusconi?

    • Paese che vai, leggi che trovi. Per tutti ma non per Marchionne
      By on giugno 29th, 2012 | Commenti disabilitati Comments

        “Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l’attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali” (Sergio Marchionne)
        Ora, ma se io vado in Cina, non troverò delle leggi che esistono solo in Cina? Sicuramente sì (e forse è proprio per alcune di queste leggi che Marchionne ha inaugurato un nuovo stabilimento proprio là). Se io vado in Brasile, non ci saranno delle leggi tipicamente brasiliane?
        Supponiamo che abbia ragione quando dice “Allo stesso tempo, nei miei viaggi in Cina, negli Usa o altrove non vedo nessuno veramente interessato a questa decisione, non c’è nessuno che fa la fila per venire a investire in Italia. Non credo che cambierà nulla, si renderà solo tutto più complesso”, ma non ha ancora detto cosa farà la sua azienda (che in Italia c’è già e s’è presa una marea di soldi dallo Stato) che investimenti intenda fare. “Fabbrica Italia” è stata fatta, ha lasciato a casa un tot di persone (non riassumendo, guarda un po’, nemmeno un iscritto alla FIOM) col benestare del precedente ministro del lavoro, ma di piani di investimento neanche l’ombra.

      • Lisbona dice no alla TAV
        By on marzo 28th, 2012 | 1 Comment1 commento Comments

          Avete presente il corridoio Kiev-Lisbona, no? Ecco, fino a Lisbona non ci arriverà. Adesso vediamo se i principali mezzi di (dis)informazione italiani ne daranno notizia e sentiamo anche quali altre scuse i politici italiani (dal PD al PDL) tireranno fuori per ribadirne l’importanza.

        • Posto fisso? Sì, grazie!
          By on febbraio 2nd, 2012 | 5 Comments5 commenti Comments

            Il Presidente del Consiglio ha detto che il posto fisso è monòtono. Come sempre, generalizzare è male. Faccio il consulente informatico, quindi mi trovo a dover cambiare ogni tanto, cliente: non dovrei avere il posto fisso in una società di consulenza informatica? Andiamo avanti: dopo 20 anni di pendolarismo (prima treno, poi bus e poi ancora treno), con una media di viaggio di un’ora e 45 minuti all’andata ed altrettanti al ritorno (per fare dai 30 ai 60 Km, non pensate che viaggi in Frecciarossa!), da un paio d’anni sono a 20 Km da casa: auto e 30 minuti circa di viaggio. Farei male a sperare di restare qui per tutta la vita? Forse il prof. Monti non ha niente da fare a casa, ma vi assicuro che arrivare a casa un’ora prima è cosa notevole (anche partire un’ora dopo al mattino!). Oppure il prof. Monti pensa che, se adeguatamente retribuito, uno possa stare anche lontano da casa. Ecco, a me piace il mio lavoro, sul serio, ma io lavoro per vivere e non il contrario: la famiglia e qualche mio hobby (che magari c’entri anche col lavoro, non lo nego) sono la mia vita. Ma soprattutto, come mi ha fatto notare la deliziosa consorte, se io faccio un lavoro che mi piace in un ambiente di lavoro in cui mi trovo bene, perché dovrei cambiare? Questi economisti ci vogliono portare il modello di lavoro USA (massima flessibilità) senza voler tenere conto che in Italia un modello simile non è possibile: le infrastrutture fanno schifo (quindi come mi muovo da casa al lavoro se abito fuori città e/o se lavoro in una zona poco raggiunta dai trasporti pubblici?), la burocrazia impera (supponiamo di cambiare lavoro ogni 5 anni in posti diversi: significa che ogni 5 anni devo fare un nuovo mutuo?) ma, soprattutto, le aziende che chiedono capacità in un certo ruolo non sono così flessibili come, invece, pretendono dai lavoratori. Vi piacerebbe lavorare più di 48 ore la settimana come fa un terzo degli inglesi (contro una media europea di 40,3 ore) e poi ubriacarvi il sabato sera perché è l’unico svago che vi potete permettere? Vi siete mai chiesti perché negli USA lo stipendio viene dato ogni settimana e non mensilmente?

          • La manovra dei sacrifici? No, dei sacrifici dei soliti
            By on dicembre 7th, 2011 | 1 Comment1 commento Comments

              La manovra del Presidente del Consiglio Mario Monti è “lacrime e sangue” (strana ‘sta cosa: da quando sono piccolo, le uniche tre costanti nel tempo sono (1) la guerra in Palestina, (2) le code tra Ronco Bilaccio e Barberino del Mugello e (3) le manovre “lacrime e sangue”) per tutti. Almeno così ci è stata presentata. Facciamo però due ragionamenti: da chi è stato eletto Monti? Dal Presidente della Repubblica, vivamente consigliato dai mercati. Quindi a chi deve rispondere Monti? Agli elettori? Certo che no: ai politici. Ecco allora il tira-e-molla sulla manovra. Tralasciamo le indiscrezioni, ma basiamoci sui fatti. La tassazione sui capitali scudati fa ridere polli, galline e gli altri animali da cortile: a fronte del 25-30% imposto dagli altri Paesi che hanno fatto un provvedimento simile, noi al 5% aggiungiamo addirittura l’1,5%: praticamente è un’incentivazione all’esportazione di capitali. Veniamo a problemi più vicini all’uomo della strada: il superbollo sulle auto di lusso. Ecco una bella tassa sopra i 185 KW (che, a spanne, fanno 251 CV): a prima vista uno direbbe “giusto: se hai un’auto sopra i 251 CV è sicuramente di lusso ed è giusto che paghi di più”. Sì, ma andiamo a vedere quali sono le auto sotto i 251 CV: AUDI Q7 V6 3.0 TDI tip. quattro edition (180 KW – € 65.794), BMW X6 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 71.793), Porsche Cayenne 3.0TD Tiptronic (180 KW – € 64.851), BMW X5 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 68.718), Mercedes GL 350 4Matic BlueTEC Sport 7 (155 KW – € 84.871), Mercedes S 250 CDI Biturbo Avantgarde (150 KW – € 89.157), BMW 730d Eccelsa autom. (180 KW – € 98.161). E queste sono solo alcune delle tante (facendo una veloce ricerca tra le auto aventi prezzo compreso tra i 60.000 ed i 100.000 Euro ne risultano 87). Ecco, queste auto non sono di lusso. Che lo raccontassero a chi ha 1000 Euro lordi di pensione e non se la vedrà rivalutata (cioè il costo della vita aumenta ma la pensione resta la stessa). A me sembra palese che anche Monti, forse ob torto collo, non vada a cercare veramente i soldi dove ci sono per non infastidire i potenti. O vogliamo parlare del ripristino dell’ICI a tutti tranne che a ChiesaCattolica®?

            • Ci stiamo mangiando. Da soli.
              By on settembre 29th, 2011 | Commenti disabilitati Comments

                L’ISTAT ha pubblicato le proprie ultime statistiche sul reddito e c’è una cosa interessante:

                Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto al secondo trimestre del 2010.

                La spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 3,7% rispetto al secondo trimestre del 2010.

                Certo, è una statistica e, come tale, va presa con tutti i distinguo del caso. Però stiamo spendendo più di quello che guadagniamo, andando quindi ad intaccare i risparmi.

              • Il ritorno dell’usato?
                By on settembre 6th, 2011 | 3 Comments3 commenti Comments

                  Leggo che tra le nuove rapine ruberie estorsioni tasse del governo c’è l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Attenzione: non un nuovo scaglione come era stati inizialmente previsto, ma proprio un aumento. Questo porterà sì maggiori entrate nelle casse dello Stato ma, per il popolo comune, secondo me comporterà 2 semplici cose: diminuzione dei consumi e maggior evasione (dove possibile). Vediamo perché: prima di tutto i produttori che si vedranno aumentare i prezzi delle materie prime, rovesceranno a loro volta questo aumento sui consumatori finali, col risultato che serviranno più soldi per fare acquisti (e chi sta pensando “ma per gli alimentari non vale perché l’IVA è al 4%” si sbaglia, perché l’IVA al 4% vale per i generi di prima necessità e non per tutti gli alimentari). Secondariamente, supponiamo di chiamare un idraulico che, al termine del lavoro, ci dica: “sono 1000 euro; se vuoi la fattura c’è anche l’IVA, quindi sono 1210″. Ok, sono 10 euro in più, ma nel momento della crisi, anche 10 Euro possono far prendere una decisione piuttosto che un’altra.
                  Una possibile soluzione, non bella, non elegante, secondo me può essere il ritorno dell’usato. Siamo sicuri di avere bisogno dell’ultimo smartphone e che non vada bene anche il penultimo? Idem per il PC (o il Mac) e tante tante altre cose. Non dico di andare nei negozi di abiti usati (ma perché no?), ma per esempio di acquistare libri usati (o andare in biblioteca). Certo, non si può fare per tutto, però una mano può darla. O no?

                  PS: lo so che in questo modo l’economia non cresce, il PIL non si alza e il mercato langue, ma (1) io i soldi non li trovo per terra e (2) siamo sicuri di poter continuare una crescita economica infinita con risorse finite?

                • Ma dove?
                  By on agosto 7th, 2011 | Commenti disabilitati Comments

                    A parte l’assurdità di un presidente del consiglio che dice “comprate azioni delle mie aziende” e già per questo dovrebbe essere mandato a casa, prima guardate questo video e poi guardate il grafico e traetene le conclusioni:

                    (fare click 2 volte sull’immagine per ingrandirla)

                  • Il costo del pane
                    By on aprile 14th, 2008 | 2 Comments2 commenti Comments

                      Stamattina mi sono fermato dal prestinaio[1] a prendere 2 michette[2]: 90 centesimi! Ebbene sì: il pane nel centro di Milano costa 800 lire alla michetta. Non aggiungo altro perché mi vengono in mente solo insulti per chi ci governa (e chi commercia) anche dopo aver visto la puntata di ieri sera di Report.

                      [1] il panettiere per i barbari.
                      [2] la “rosetta” per i giargianesi.

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