Emma Marcegaglia, presidentessa di Confindustria, ha dichiarato che gli imprenditori sono pronti a discutere «senza preconcetti» con Governo e Sindacati su tre temi: flessibilità in entrata, ammortizzatori sociali e flessibilità in uscita. Ora, la flessibilità in entrata la pagano i lavoratori: precarietà del posto di lavoro che viene, oltretutto, pagata meno (in altri paesi il precario prende più soldi proprio perché oggi lavora e domani chissà). Gli ammortizzatori sociali li paga lo Stato (o, meglio, tutti noi che paghiamo le tasse). La flessibilità in uscita la pagano ancora i lavoratori: se tu mi puoi licenziare facilmente, noi sei certo tu ad avere dei problemi, ma sono io che mi devo ricercare un posto di lavoro. Sarebbe come se io fossi pronto a discutere senza preconcetti del prezzo delle sigarette: non fumando, m’importa assai di quanto le vogliono far pagare… Quello che la Marcegaglia evidenzia senza accorgersene è proprio la mentalità imprenditoriale italiana: privatizzazione del profitto, possibilmente senza il rischio d’impresa, e statalizzazione delle perdite (cassa integrazione, mobilità, ecc.). Quando a 20 anni sei troppo giovane ed a 45 sei troppo vecchio per un posto fisso, mentre i luminari dell’economia ci dicono che dobbiamo lavorare fino a 70 anni per non pesare sulle generazioni future, c’è qualcosa che non va a monte.
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Secessione: perché non fanno un referendum invece di parlare a vanvera?By Sky One on January 5th, 2012 | No Comments
Mi è venuta una semplice riflessione: molto spesso i leghisti parlano di secessione, del Nord che se ne vuole andare e di persone stufe di pagare i soldi al Sud. Supponiamo che tutti coloro che nelle ultime elezioni regionali hanno votato Lega siano per la secessione: ci sono 1.117.227 di lombardi che vogliono lasciare l’Italia. Ma quanti sono, in realtà, questi secessionisti? Il 26,20% del totale degli elettori. Segno che c’è il 73,80% degli elettori lombardi che non vuole la secessione (o la considera l’ultima delle priorità). Ma se, invece, i leghisti sono così convinti che tutte queste persone che vogliono andarsene (e dove?) ci siano, perché non fanno una bella raccolta di firme e poi un bel referendum? Forse perché sparare cazzate è ancora gratis? (A proposito di “sparare”: non li avete dimenticati, vero, i 300.000 fucili sempre caldi di Bossi?)
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L’Italia: 60 milioni di abitanti. Ognuno per se’By Sky One on December 11th, 2011 | No Comments
Oggi scendono in piazza le donne del movimento (anche se non ho capito se ci sia un tale movimento) “Se non ora, quando?”. Lunedì ci dovrebbe essere lo sciopero di due/quattro ore indetto dai sindacati confederali. Tralasciando la manifestazione di gennaio della Lega, mi rivolgo al centro-sinistra (anche se le donne che manifestano oggi dovrebbero essere super partes – alla prima manifestazione partecipò anche Giulia Bongiorno, che non è ne’ di sinistra ne’ di centro…): ma non riuscite proprio ad accordarvi e fare una grande unica manifestazione sui temi comuni? Le donne manifestano contro la condizione di inferiorità (sul lavoro, nei servizi, ecc.) in cui loro sono tenute. I sindacati manifestano contro la riforma delle pensioni e per i posti di lavoro. Il PD manifesta per le proprie idee. SEL anche. L’IDV pure. Ma prendiamo dei punti comuni, che ci sono, ed organizziamo una protesta su quelle cose. Altrimenti se gli studenti protestano per avere una scuola migliore, le donne per contare di più, i pensionati contro le pensioni da fame, i lavoratori per continuare a lavorare e così via (ognuno naturalmente si limita ai propri interessi), è logico che chi è al potere (politico ma anche economico) ha gioco facile: affronta poche decine di migliaia di persone alla volta. Ma se per esempio un governo si trovasse ad avere in piazza 5 milioni di persone che chiedono le stesse cose, riuscirebbe a dare qualche contentino? Ah, e mi raccomando: un servizio d’ordine serio, dato che i cretini ci sono sempre (sia tra gli estremisti che tra quelli pagati/istigati dal potere per creare problemi in modo da screditare l’immagine di chi manifesta). Chiedo troppo?
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La manovra dei sacrifici? No, dei sacrifici dei soliti
La manovra del Presidente del Consiglio Mario Monti è “lacrime e sangue” (strana ‘sta cosa: da quando sono piccolo, le uniche tre costanti nel tempo sono (1) la guerra in Palestina, (2) le code tra Ronco Bilaccio e Barberino del Mugello e (3) le manovre “lacrime e sangue”) per tutti. Almeno così ci è stata presentata. Facciamo però due ragionamenti: da chi è stato eletto Monti? Dal Presidente della Repubblica, vivamente consigliato dai mercati. Quindi a chi deve rispondere Monti? Agli elettori? Certo che no: ai politici. Ecco allora il tira-e-molla sulla manovra. Tralasciamo le indiscrezioni, ma basiamoci sui fatti. La tassazione sui capitali scudati fa ridere polli, galline e gli altri animali da cortile: a fronte del 25-30% imposto dagli altri Paesi che hanno fatto un provvedimento simile, noi al 5% aggiungiamo addirittura l’1,5%: praticamente è un’incentivazione all’esportazione di capitali. Veniamo a problemi più vicini all’uomo della strada: il superbollo sulle auto di lusso. Ecco una bella tassa sopra i 185 KW (che, a spanne, fanno 251 CV): a prima vista uno direbbe “giusto: se hai un’auto sopra i 251 CV è sicuramente di lusso ed è giusto che paghi di più”. Sì, ma andiamo a vedere quali sono le auto sotto i 251 CV: AUDI Q7 V6 3.0 TDI tip. quattro edition (180 KW – € 65.794), BMW X6 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 71.793), Porsche Cayenne 3.0TD Tiptronic (180 KW – € 64.851), BMW X5 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 68.718), Mercedes GL 350 4Matic BlueTEC Sport 7 (155 KW – € 84.871), Mercedes S 250 CDI Biturbo Avantgarde (150 KW – € 89.157), BMW 730d Eccelsa autom. (180 KW – € 98.161). E queste sono solo alcune delle tante (facendo una veloce ricerca tra le auto aventi prezzo compreso tra i 60.000 ed i 100.000 Euro ne risultano 87). Ecco, queste auto non sono di lusso. Che lo raccontassero a chi ha 1000 Euro lordi di pensione e non se la vedrà rivalutata (cioè il costo della vita aumenta ma la pensione resta la stessa). A me sembra palese che anche Monti, forse ob torto collo, non vada a cercare veramente i soldi dove ci sono per non infastidire i potenti. O vogliamo parlare del ripristino dell’ICI a tutti tranne che a ChiesaCattolica®?
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Per adesso stappiamo una bottiglia di quello buono, poi si vedràBy Sky One on November 13th, 2011 | 4 Comments
Ci aspettano sicuramente momenti difficili sul campo economico: Monti è un economista e credo non si farà molti scrupoli su aumenti delle tasse (reintroduzione dell’ICI sulla prima casa in primis? Una patrimoniale?). Quello che però spero sia un punto di svolta è contro la classe politica del malaffare sbandierato, della disonestà come naturalezza, della furbizia (nel senso peggiore del termine) come modo di vivere. Sono stufo di essere quello pirla perché sono onesto e rispetto le regole, anche solo stare in coda in auto mentre c’è chi sbisciola sulla corsia di fianco ed invece di girare come dovrebbe, va dritto fregando tutti noi che siamo in fila. Potrebbe andare peggio? Certo, “potrebbe piovere!”, no? Intanto godiamoci questo momento nella speranza che la spocchia dei vari La Russa, Gasparri, Lupi, Capezzone, Santanché e compagnia cantante resti solo un triste ricordo.

Speriamo anche che certe promesse vengano mantenute:

(via Nonleggere questo blog)
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Gli allarmi meteo: chi li deve dare?
Leggo su un noto sito meteo un comunicato che recita pressapoco così: “Noi l’avevamo detto che il Liguria sarebbe successo il finimondo, molte testate giornalistiche non ci hanno ascoltato: sono brutte, cattive e si devono vergognare”. Ora, a parte che seguendo da tempo il suddetto sito, spesso e volentieri vengono lanciati allarmi come “piogge forti” o “violenti temporali”, salvo poi essere ritrattati dopo poche ore. Sì, perché il limite maggiore di questo sito è nella previsione: un bravo meteorologo deve saper prevedere ciò che succederà e non solo mettere nero su bianco quello che è l’incrocio di vari modelli. Questa è la parte più difficile della meteorologia: conoscere il territorio, i microclimi e adattare al luogo i risultati dei modelli su larga scala (e c’è da dire che in Italia siamo parecchio in difficoltà a causa della conformazione del Paese: mari vicini a catene da 3/4 mila metri, zone come la Pianura Padana dove spesso la circolazione di aria è praticamente nulla, ecc.). Il sito in questione aggiorna molto spesso le proprie previsioni, così si può passare da una pioggia moderata a precipitazioni abbondanti (o il contrario) nel giro di 3 ore; aggiungiamo anche che non solo la quantità di neve al suolo viene data in millimetri (cioè si dice che cadranno 2,1 cm di neve) ma la quantità di pioggia prevista è addirittura espressa in decimi di millimetro (per oggi pomeriggio qui sono previsti 0,9 mm di pioggia). Ora, chiunque può certamente capire che queste sono mere estrapolazioni numeriche: già è difficile dire se cadranno 2 o 3 millimetri (i modelli universalmente riconosciuti danno, infatti, un intervallo), figuriamoci “2,4 millimetri”; la stessa cosa, naturalmente, vale per le previsioni nevose. Però il sito è accattivante (pubblicità ovunque e in dosi massicce a parte) ma, soprattutto, ha anche i comuni più piccoli: ecco che se io abito in un comune minuscolo ma trovo le previsioni del mio comune, sono tutto contento. Peccato che provando con un comune vicino, senza particolari differenze geografiche (cioè niente montagne o laghi in mezzo), i dati tra i due comuni varino di decimi di millimetri in caso di pioggia e di zero virgola qualcosa gradi per la temperatura: un’altra conferma, per come la vedo io, che si tratti solo di interpolazione numerica “spalmata” sulla carta geografica. Detto ciò, è anche importante capire che gli allarmi meteorologici non li devono dare i siti meteo, ma le autorità competenti (cosa confermata diversi anni fa durante un convegno da un illustre meteorologo): Sindaco, Presidente della Provincia, della Regione e su fino a Protezione Civile e ministri vari. Capisco che avere un Dipartimento della Protezione Civile che se cade un satellite dice “andate ai piani bassi” e se sale il fiume “andate ai piani alti” non è proprio il massimo della vita, ma queste persone hanno anche delle responsabilità civili e penali: che responsabilità ha un sito meteo se dice “piove poco” e poi diluvia? Nessuna. Idem per il contrario: gridando sempre “al lupo” (salvo zittirsi dopo poche ore quando si capisce che il lupo è da un’altra parte) va a finire che non ci si crede più, giusto? Informarsi è la prima regola, ma con un po’ di cervello e di attenzione: affidereste la vostra vita al vostro Sindaco? No, vero? E al vostro meteorologo preferito? Per quanto mi riguarda, no.
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Siamo servi degli USA?
Non conosco bene i fatti riguardanti l’omicidio di Meredith Kercher (le mie conoscenze si limitano a quanto strillato da giornali e TV e dalla visione di “Amanda Knox: murder on trial in Italy” molto dalla parte dell’americana), però mi sento di voler fare qualche considerazione:
- è strano che le due sentenze (di primo grado e di appello) siano così distanti tra loro: 26 anni (ad Amanda Knox e 25 a Raffaele Sollecito) in primo grado ed assoluzione in appello sono, secondo me, il segno che c’è qualcosa che non torna. Significa che ci sono talmente tante prove a favore dell’accusa e della difesa o vuol dire che una delle due giurie ha giudicato un po’ ad cazzum? Perché non si può dire: “le prove sono confuse, dobbiamo rifare tutto”, oppure “non possiamo emettere un verdetto serio”?
- Rudy Guede, l’unico che abbia scelto il rito abbreviato, è stato giudicato colpevole di concorso in omicidio. Dato che Knox e Sollecito sono stati assolti, insieme a chi avrebbe commesso omicidio Guede?
- il Dipartimento di Stato USA, anche nella persona di Hillary Clinton, è pesantemente intervenuto nella vicenda: che abbia influenzato la corte del processo d’appello?
- Amanda Knox, essendo libera, è tornata subito negli USA: credete che si farà rivedere per il processo in Cassazione?
Guardiamo qualche precedente:
- Roma, 2004: un incendio in un hotel provocato da due turiste statunitensi, provocò la morte di 3 persone e il ferimento di 5: le turiste fuggirono immediatamente a casa.
- Iraq, 2005: Nicola Calipari venne ucciso a colpi di mitragliatrice nelle fasi finali della liberazione di Giuliana Sgrena: tutti assolti i militari USA che spararono contro l’auto.
- Val di Fiemme, 1998: un aereo militare pilotato Richard Asbhy tranciò i cavi della funivia del Cermis provocando 19 morti (diciannove eh). Assolto.Pensate anche solo a pensare di fare voi una cosa come quelle riportate qui sopra negli USA: risultato?
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Ci stiamo mangiando. Da soli.By Sky One on September 29th, 2011 | Comments Off
L’ISTAT ha pubblicato le proprie ultime statistiche sul reddito e c’è una cosa interessante:
Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto al secondo trimestre del 2010.
La spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 3,7% rispetto al secondo trimestre del 2010.
Certo, è una statistica e, come tale, va presa con tutti i distinguo del caso. Però stiamo spendendo più di quello che guadagniamo, andando quindi ad intaccare i risparmi.
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Il ministro dell’istruzione che è ignoranteBy Sky One on September 24th, 2011 | 5 Comments
Che una persona non possa sapere tutto di tutto è normalissimo.
Che un ministro debba conoscere la propria materia è, secondo me, un dovere.
Che un ministro dell’istruzione debba quanto meno informarsi prima di scrivere certe cose è un obbligo.
Ecco cosa scrive Maria Stella Gelmini, ministra dell’istruzione, riguardo la scoperta del CERN sulla velocità dei neutrini:Ufficio Stampa
Roma, 23 settembre 2011
Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.
Secondo la ministra, quindi, esiste un tunnel tra il CERN di Ginevra e i laboratori del Gran Sasso. Tunnel lungo 730 Km e che è costato 45 milioni di Euro (per forza, provate voi a fare una galleria di 730 Km!). Che popolo di pirla che siamo: ci stiamo mettendo anni per fare la variante di valico quando abbiamo fatto una galleria di 730 Km senza che nessuno se ne accorgesse.
Ancora una volta questo governo dimostra la propria pochezza, la propria ignoranza e la propria inadeguatezza. -
Il satellite che cade e il solito metodo “all’italiana”
Capisco che la Protezione Civile non voglia generare allarmismo, ed è anche giusto: al momento le probabilità che un frammento dell’UARS cada sull’Italia sono dell’1,5%, quindi parecchio scarse. Allo stesso modo, le probabilità che uno di questi frammenti colpisca te (sì, proprio te) è di uno su qualche miliardo. Però trovo parecchio assurdo il modo con cui viene gestita questa cosa da Dipartimento della Protezione Civile: i consigli sono, secondo me, decisamente assurdi.
visto che i frammenti, impattando sui tetti degli edifici, potrebbero causare danni, perforando i tetti e i solai sottostanti, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici
Quindi, io che abito all’ultimo piano, stasera devo scegliere se andare a dormire in cantina o da qualche amico/parente che, però, non sia nelle mie stesse condizioni?
Infine, all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti.
Già, che pirla: ma quale dormire! Stanotte stiamo svegli (almeno tra le 3:34 e le 4:12) e ci mettiamo sotto una porta di un muro portante: siamo sempre all’ultimo piano, ma dovremmo essere protetti.
Ma solo io ci vedo una cosa assurda? O non c’è pericolo, e allora vanno bene queste indicazioni, oppure il pericolo c’è e non dico di evacuare tutti, ma si dovrebbero allestire dei centri (nei piani bassi delle scuole, per esempio) per chi abita in alto e questa notte vuole stare più tranquillo. Inoltre, caro Gabrielli, dire che non si evacua nessuno “anche perché dovremmo evacuare 20 milioni di persone” non è una giustificazione. Come al solito, essendoci una piccola possibilità che la cosa accada, nessuno si prende la briga di dire “non c’è problema” (come è anche giusto che sia – ad ognuno le proprie responsabilità), ma nessuno fa qualcosa di per lo meno serio. Ultima nota a margine: è piacevole notare come la NASA tenga a sottolineare che il satellite non cadrà sul suolo USA; come al solito gli ammerigani fanno come il Marchese del Grillo.
AGGIORNAMENTO: la NASA dice che il satellite ha rallentato la propria discesa. C’è quindi qualche possibilità che qualche detrito cada sul suolo degli Stati Uniti. Resta l’idea che siano come il Marchese del Grillo.
Nota: i brani quotati sono presi dal sito della Protezione Civile Italiana, il cui server al momento sta già facendo i capricci: chissà stasera…





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