Avete presente il corridoio Kiev-Lisbona, no? Ecco, fino a Lisbona non ci arriverà. Adesso vediamo se i principali mezzi di (dis)informazione italiani ne daranno notizia e sentiamo anche quali altre scuse i politici italiani (dal PD al PDL) tireranno fuori per ribadirne l’importanza.
» PD
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Nei bar bagni aperti solo ai clienti: è polemica sulla pipì a pagamento
Vietato fare pipì a Casale, se non a pagamento: è stato approvato in consiglio comunale il nuovo regolamento di polizia urbana da oltre 70 articoli, dall’ordine e quiete pubblica alla tutela della salute alla circolazione, ma il punto più dibattuto ha riguardato la libertà di accedere ai bagni degli esercizi pubblici.Il testo approvato in aula prevede tra l’altro che gli esercenti non hanno l’obbligo di mettere a disposizione i servizi igienici gratuitamente a chi non è avventore del locale, andando contro una prassi consolidata che invece lo prevedeva.«È una norma assurda perché cittadini di Lodi o di Codogno che passano da Casale sono costretti a consumare per fare pipì: e il comune non ha obblighi rispetto ai servizi igienici pubblici, soprattutto nelle aree di mercato? – ha chiesto il consigliere di minoranza Antonio Palermo -. Il comune si adegui e metta dei servizi igienici pubblici accessibili a tutti. Non ha senso mettere una norma su questo punto, basta il buon senso».La norma è stata inserita perché il Tar della Toscana così si è espresso in merito a una controversia sul tema. «Ma ormai si paga dappertutto, non vedo dove sia lo scandalo o il problema – ha ribadito il consigliere di maggioranza con delega alla sicurezza Giuseppe Carelli -. Il comune si adeguerà con bagni pubblici, ma intanto fissiamo una norma di civiltà a tutela dei gestori di esercizi pubblici».Tra le diverse posizioni e qualche scambio di battute, l’argomento è stato a lungo dibattuto, così come l’intero regolamento, che recepisce tra l’altro le vecchie ordinanze del sindaco su alcuni temi di civile convivenza dall’accattonaggio molesto al divieto di bivacco, introducendo nuovi aspetti come il divieto di esercitare l’attività di meretricio e, per i clienti, di contrattare prestazioni sessuali a pagamento. «Ma la Corte costituzionale ha decretato quelle norme incompatibili, non solo nella forma di ordinanza ma anche nel merito, e per questo faremo ricorso», ha dichiarato il consigliere del Partito comunista dei Lavoratori Leopoldo Cattaneo. Secondo la maggioranza invece la Corte si è espressa solo sullo strumento tecnico dell’ordinanza, lasciando libero campo su questi temi ai regolamenti comunali.«Il vecchio regolamento è durato più di 70 anni, forse ci sono altri strumenti per governare la civile convivenza, il dubbio è che sia stato fatto per recepire quelle ordinanze ormai fuori legge – ha concluso Angelo Pagani, capogruppo dell’opposizione di Casale Democratica -. Ci sono troppi obblighi e divieti che sembrano assurdi e lasciati troppo a libera interpretazione».And.Bag.
(da Il Cittadino del 15/02/2012)
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La manovra dei sacrifici? No, dei sacrifici dei soliti
La manovra del Presidente del Consiglio Mario Monti è “lacrime e sangue” (strana ‘sta cosa: da quando sono piccolo, le uniche tre costanti nel tempo sono (1) la guerra in Palestina, (2) le code tra Ronco Bilaccio e Barberino del Mugello e (3) le manovre “lacrime e sangue”) per tutti. Almeno così ci è stata presentata. Facciamo però due ragionamenti: da chi è stato eletto Monti? Dal Presidente della Repubblica, vivamente consigliato dai mercati. Quindi a chi deve rispondere Monti? Agli elettori? Certo che no: ai politici. Ecco allora il tira-e-molla sulla manovra. Tralasciamo le indiscrezioni, ma basiamoci sui fatti. La tassazione sui capitali scudati fa ridere polli, galline e gli altri animali da cortile: a fronte del 25-30% imposto dagli altri Paesi che hanno fatto un provvedimento simile, noi al 5% aggiungiamo addirittura l’1,5%: praticamente è un’incentivazione all’esportazione di capitali. Veniamo a problemi più vicini all’uomo della strada: il superbollo sulle auto di lusso. Ecco una bella tassa sopra i 185 KW (che, a spanne, fanno 251 CV): a prima vista uno direbbe “giusto: se hai un’auto sopra i 251 CV è sicuramente di lusso ed è giusto che paghi di più”. Sì, ma andiamo a vedere quali sono le auto sotto i 251 CV: AUDI Q7 V6 3.0 TDI tip. quattro edition (180 KW – € 65.794), BMW X6 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 71.793), Porsche Cayenne 3.0TD Tiptronic (180 KW – € 64.851), BMW X5 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 68.718), Mercedes GL 350 4Matic BlueTEC Sport 7 (155 KW – € 84.871), Mercedes S 250 CDI Biturbo Avantgarde (150 KW – € 89.157), BMW 730d Eccelsa autom. (180 KW – € 98.161). E queste sono solo alcune delle tante (facendo una veloce ricerca tra le auto aventi prezzo compreso tra i 60.000 ed i 100.000 Euro ne risultano 87). Ecco, queste auto non sono di lusso. Che lo raccontassero a chi ha 1000 Euro lordi di pensione e non se la vedrà rivalutata (cioè il costo della vita aumenta ma la pensione resta la stessa). A me sembra palese che anche Monti, forse ob torto collo, non vada a cercare veramente i soldi dove ci sono per non infastidire i potenti. O vogliamo parlare del ripristino dell’ICI a tutti tranne che a ChiesaCattolica®?
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Caso Elcon: «Nessuna decisione prima del parere della Regione»By Sky One on June 21st, 2011 | Comments Off
Sudditanza politica (la Provincia di Lodi è Lega-PDL, il Comune di Casalpusterlengo è Lega-PDL e la Regione Lombardia è Lega-
CL-PDL) oppure c’è qualcosa sotto (in termini di oneri che la Elcon darà a Comune e Provincia) che non ci vogliono dire?Inceneritore, il punto della situazione dopo i chiarimenti della Provincia
Caso Elcon: «Nessuna decisione prima del parere della Regione»La provincia non esaminerà la documentazione dell’impianto di trattamento rifiuti della Elcon prima che la Regione si esprima in merito. A comunicare la decisione della provincia di Lodi è stato l’assessore all’ambiente del comune di Casale Giuseppe Agello.«Abbiamo preso contatto con la provincia per capire a che punto era la valutazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e ci sé stato specificato che non ci sarà alcun esame ufficiale dei documenti prima che la Regione si esprima nel merito della richiesta di Valutazione d’Impatto Ambientale depositata nei loro uffici», ha spiegato Agello. La Elcon Italy, emanazione della società israeliana Elcon, aveva presentato una richiesta di Valutazione d’Impatto Ambientale per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti liquidi da insediare a Casale sull’area Lever. Dopo essere stata presentata per mesi come un’occasione di crescita per Casale in termini occupazionali e di insediamenti tecnologici, a fine marzo Il Cittadino aveva svelato la vera natura dell’impianto, che presenta notevoli criticità in termini di immissioni nell’aria attraverso procedimento di termodistruzione in un combustore e in termini di immissioni nel sistema fognario casalino, sia per quantità sia per sostanze scaricate. Da allora un movimento civico confluito poi nel comitato CasaleRespira ha costretto l’amministrazione a prendere posizione contro l’impianto e oggi a occuparsi della questione è proprio l’assessore Giuseppe Agello. «Come assessorato abbiamo cominciato a valutare la documentazione dal punto di vista tecnico, restando però in attesa dei giudizi ufficiali degli organismi competenti, regione Lombardia e provincia di Lodi: da alcuni primi riscontri a noi sembra che la documentazione presentata in provincia non sia perfettamente identica a quella della regione, e vedremo come e se questo fatto potrà influire – spiega Agello -. Con il presidente del consiglio Nicola Locatelli stiamo lavorando per un consiglio comunale aperto da tenersi prima delle vacanze estive, ma vorremmo avere qualche elemento in più da presentare».Intanto, dal comitato CasaleRespira, che ha superato le mille adesioni su Internet,arriva una polemica a proposito della festa dello sport di domenica: «L’amministrazione ci ha negato lo spazio per un banchetto di raccolta firme formalmente per consentire il regolare svolgimento della festa, ma che fastidio avremmo dato? – si legge in una nota del Comitato -. Speriamo si sia trattato solo di un incidente di percorso e confidiamo che in futuro, anche in occasione di manifestazioni, potremo essere presenti. Peraltro, abbiamo girato per gli stand delle associazioni a raccogliere firme e abbiamo riscontrato grande collaborazione da parte di tutti».
(da Il Cittadino)
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11 giugno 1984By Sky One on June 11th, 2011 | Comments Off

Cosa mi ricordo di quel giorno? 3 cose: il caldo, il rosso ed i pugni alzati.
Nonostante i miei fossero/siano comunisti, non mi hanno mai mangiato (forse i comunisti mangiano i bambini dei non comunisti?) ma mi hanno portato a qualche manifestazione e, soprattutto, al funerale di Enrico Berlinguer. Io che gironzolavo per la Sezione locale del PCI non avevo capito perché era stato così importante: avevo solo capito che era importante. I musi lunghi e le faccie tristi all’annuncio della sua morte mi facevano riflettere ma, da ragazzino, dopo 10 minuti pensavo ad altro. Ma torniamo a quel giorno: viaggio in autobus verso Roma dove arriviamo la mattina presto; andiamo subito in Piazza San Giovanni dove riusciamo a trovare posto proprio davanti alle transenne. La gente comincia ad arrivare ma non c’è ressa, non c’è nessuno che spinge, c’è anche poca gente che ha voglia di parlare se non per ricordare Berlinguer, anzi, il compagno Berlinguer. Avevo partecipato ad altre manifestazioni, ad altri scioperi, ma quando mio papà mi prende sulle spalle e mi chiede “c’è tanta gente?” gli posso solo rispondere “tantissima”, come non ne avevo mai vista prima. Il caldo comincia a farsi sentire prepotentemente ma tutti si sono premuniti con bottiglie d’acqua e cappellino (solitamente rosso). Ecco che arriva il feretro, parte l’applauso, il coro “Enrico, Enrico” sostituisce il bettere delle mani: non so nemmeno io perché ma mi giro verso la folla e vedo una distesa di pugni alzati e di bandiere del PCI che sventolano. Al momento mi ha solo colpito questa immagine, negli anni successivi mi ha commosso: tutte queste persone erano lì per un ideale, per rispetto dell’uomo Berlinguer prima ancora che del compagno Berlinguer.
Sono passati 27 anni e mi chiedo dove siano finite queste persone, dove siano finite le loro idee di politica e di onestà. E mi chiedo dove siamo finiti e dove sono finito anche io.
Un video della giornata. -
Impianto della Elcon, la guardia resta altaBy Sky One on May 18th, 2011 | Comments Off
La politica all’opera dopo la ripresa dell’iter
Impianto della Elcon, la guardia resta altaCasale La ripresa della procedura amministrativa per l’autorizzazione all’impianto Elcon di trattamento rifiuti liquidi industriali non stupisce a Casale e tutti continuano ad affilare le armi per impedire la sua realizzazione. Non c’è stato nessuno stupore per la ripresa dell’iter procedurale dell’impianto che la società israeliana Elcon vuole insediare a Casale in area Lever: tra gli addetti ai lavori, amministratori e membri del comitato cittadino, era considerato probabile che la questione non fosse finita, mentre tra la gente comune c’è difficoltà a capire gli sviluppi burocratici della vicenda.La Elcon aveva depositato una richiesta di Via o Valutazione d’impatto ambientale in Regione Lombardia il 10 marzo scorso, ma il 12 aprile i tecnici regionali avevano bloccato la procedura perché si erano accorti che non era stata depositata contestualmente la richiesta di Aia o Autorizzazione integrata ambientale in provincia di Lodi, dando tempo 30 giorni alla società per depositare la richiesta altrimenti la pratica sarebbe stata archiviata.Proprio sul filo di lana, l’11 maggio, la Elcon ha depositato la richiesta di Aia in Provincia di Lodi e quindi l’iter procedurale è ripreso da dove si era interrotto. «Abbiamo ricevuto per conoscenza la richiesta di Aia e come previsto dunque la procedura va avanti – dice il sindaco Flavio Parmesani -. Noi abbiamo comunicato all’azienda la presa di posizione di contrarietà all’impianto del consiglio comunale e abbiamo dato un indirizzo di giunta con il quale incarichiamo l’assessore all’ecologia Giuseppe Agello di coordinare le iniziative per dare seguito alla volontà del consiglio di impedire l’installazione dell’impianto, a partire dalla stesura di controdeduzioni tecniche».Anche in Provincia di Lodi la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale ha subito messo in moto gli uffici per la stesura di osservazioni tecniche all’impianto. In consiglio provinciale la discussone sull’impianto è arrivata solo sotto forma di interrogazione della minoranza (e non di mozione come erroneamente riportato ieri) ma la presa di posizione del presidente Pietro Foroni è stata chiara: l’impianto non serve e non è utile, quindi la provincia farà di tutto per dire no. E gli uffici sarebbero dunque al lavoro per la stesura di rilievi tecnici all’impianto. E tuttavia da più parti si fa notare come il no della politica possa essere tardivo: una volta arrivati alle richieste procedurali il rifiuto a una legittima operazione di un privato deve poggiare su solide basi tecniche. Per giunta, sul sito Internet di Regione Lombardia la pratica risulta tra quelle archiviate, ma non c’è dubbio che la richiesta di Aia alla provincia di Lodi abbia fatto ripartire l’iter burocratico.Intanto, il comitato cittadino CasaleRespira preannuncia iniziative per il fine settimana, raccolta firme e distribuzione di volantini, a Casale ma anche in alcuni centri vicini della Bassa.Andrea Bagatta
(da Il Cittadino)
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La Elcon adesso “bussa” alla ProvinciaBy Sky One on May 17th, 2011 | Comments Off
Avviato l’iter per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) sospeso ad aprile perché mancava proprio l’atto formale
La Elcon adesso “bussa” alla Provincia
La società presenta la richiesta per la costruzione dell’impiantoLa Elcon Italy rialza la testa e presenta la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla Provincia di Lodi per la costruzione dell’impianto di trattamento rifiuti alle porte di Casale. Riprende così l’iter amministrativo che era sospeso dallo scorso 12 aprile proprio perché alla documentazione mancava questa richiesta, che è poi l’atto formale con cui si darà o meno il via libera alla realizzazione dell’impianto.Il 10 marzo scorso la Elcon Italy, società italiana emanazione dell’israeliana Elcon, aveva presentato in regione Lombardia la richiesta di Valutazione d’impatto ambientale (Via) per l’impianto di trattamento rifiuti liquidi che vuole installare alle porte di Casale, su un’area di proprietà oggi della Lever. Il 12 aprile scorso i tecnici della Regione avevano comunicato la sospensione del procedimento proprio perché non era stata contestualmente presentata la richiesta di Aia. La sospensione avrebbe avuto durata di 30 giorni, dopodiché la pratica sarebbe stata archiviata. Da allora si è formalmente costituito il comitato civico CasaleRespira e la mobilitazione popolare ha portato il consiglio comunale di Casale a esprimere una netta e univoca contrarietà al progetto superando le perplessità di sindaco e maggioranza che avrebbero voluto attendere i pareri tecnici prima di esprimersi. Analoga contrarietà è arrivata anche dal consiglio provinciale dopo una mozione del centrosinistra che ha costretto la maggioranza a prendere posizione. In molti, a questo punto, speravano che la politica potesse esercitare pressioni sulla società israeliana affinché non presentasse più il documento mancante e la questione finisse in archivio senza ulteriori polemiche. Invece, a quanto si è appreso la società Elcon Italy ha presentato in data 11 maggio scorso la richiesta di Aia, rimettendo in moto di fatto l’iter amministrativo. La richiesta è arrivata agli uffici competenti della Provincia, e per conoscenza del comune di Casale, venerdì scorso. «Al momento posso solo confermare il pieno allineamento con quanto espresso più volte dal presidente della Provincia Pietro Foroni anche a nome della giunta provinciale, ovvero una totale contrarietà al progetto», è l’unico commento dell’assessore provinciale all’Ambiente Elena Maiocchi. Ma al di là della valutazione politica, sarà sul terreno tecnico che il progetto andrà fermato. A detta degli esperti, infatti, in presenza di un parere tecnico positivo sulla valutazione d’impatto ambientale, non è mai stata rifiutata un’autorizzazione integrata ambientale. Il rischio è quello di rivivere dunque esperienze già affrontate in passato, da ultimo con la vicenda della centrale Sorgenia di Turano-Bertonico: tutti contrari dal punto di vista politico, ma dal punto di vista tecnico non sussistono elementi per opporre il rifiuto a una legittima richiesta dei privati. Comune di Casale e Provincia di Lodi non hanno del resto presentato osservazioni tecniche al progetto, mentre le uniche arrivate, più di 50 pagine, sono proprio quelle del comitato CasaleRespira.Andrea Bagatta
(da Il Cittadino)
Per la prima volta faccio un commento: a cosa serve, e parlo del Sindaco Parmesani e dell’Amministrazione Provinciale, essere contrari se poi non si presentano osservazioni tecniche contro il progetto? L’ex Sindaco di Senna ha ben spiegato che il suo Comune si era attivato immediatamente con degli esperti per opporsi alla discarica. Qui le cose sono due: o sono immaturi per governare o sono incapaci.
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No del consiglio all’impianto ElconBy Sky One on April 30th, 2011 | Comments Off
Si è arrivati a una mozione unitaria dopo la discussione. Momenti di tensione quando si è parlato del 25 Aprile
No del consiglio all’impianto Elcon
Il voto in aula unanime sancisce «l’assoluta contrarietà»Il consiglio comunale dice un no definitivo all’impianto di trattamento rifiuti della ditta israeliana Elcon: l’assemblea cittadina riunita giovedì sera ha votato all’unanimità un documento che afferma «l’assoluta contrarietà» dell’organismo comunale e che impegna sindaco e giunta a sostenere questa volontà con tutte le azioni necessarie. Subito dopo il primo cittadino Flavio Parmesani ha dichiarato che si impegnerà «a rispettare il contenuto della mozione, tenendo informato il consiglio e il Comitato».È la presa di posizione netta che il Comitato chiedeva all’amministrazione dopo che un mese fa «il Cittadino» aveva svelato la reale natura dell’impianto progettato da Elcon mostrandone pericolosità e possibili ricadute su ambiente e salute. In consiglio erano presenti poco meno di 150 persone che hanno seguito il dibattito sull’impianto Elcon in modo civile, con un solo momento di protesta quando la maggioranza ha letto la propria mozione. Dopo che la minoranza aveva presentato l’ordine del giorno già approvato dal Comitato di cittadini, la maggioranza infatti aveva proposto una propria mozione di contrarietà all’impianto nella quale però si riconosceva il buon operato di sindaco e giunta e si condannava l’allarmismo ingiustificato diffuso tra la popolazione. Subito dai banchi di minoranza di Pd, Partito comunista dei lavoratori e Casale Domani è partita la richiesta di convergere su un documento unico, senza riferimenti alla politica «come richiesto a più riprese dal Comitato». Solo dopo una sospensione di 20 minuti e una riunione dei capigruppo, i consiglieri sono tornati sui banchi con la mozione unitaria che eliminava ogni valutazione politica e riprendeva di fatto il testo già approvato dal Comitato di cittadini.Sono arrivati quindi i commenti soddisfatti da parte di tutti, anche se, come ricordato dall’ex sindaco Angelo Pagani, «questo non può essere il punto d’arrivo, ma quello di partenza per evitare che l’impianto si faccia» dal momento che l’iter autorizzativo è comunque già avviato.La serata è stata animata da una palpabile tensione fin dall’inizio dell’assemblea. Il sindaco è stato accolto da una protesta silenziosa attuata in modo civile con cartelli inneggianti ai partigiani e da un invito chiaro: «L’inceneritore a Casal? Fora di ball». Ma quando il sindaco ha abbozzato la risposta all’interrogazione di Leopoldo Cattaneo, che gli chiedeva conto di quanto affermato in occasione del 25 Aprile e di una presunta parificazione tra nazisti e partigiani, diversi nel pubblico hanno rumoreggiato e sono arrivati anche alcuni pesanti insulti: «Fascista, dimettiti, sei lì grazie ai partigiani». Nessuno ha colto però la provocazione, e il dibattito è potuto proseguire in un clima teso, qua e là punteggiato di commenti anche vivaci del pubblico, ma sostanzialmente corretto. Il consiglio ha quindi approvato il piano triennale della biblioteca comunale e il regolamento per la tutela degli animali, ma si è chiuso in modo polemico: a mezzanotte e mezza le minoranze hanno abbandonato l’aula chiedendo di rimandare al giorno dopo gli ultimi due punti, in osservanza agli accordi presi in conferenza capigruppo. Accordi che il centrodestra ha negato decidendo di proseguire quindi con l’approvazione in solitaria delle modifiche alle fasce Isee per le tariffe dell’asilo nido e rimandando invece l’approvazione del bilancio consuntivo 2010. Andrea Bagatta
(da Il Cittadino)
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Consiglio, il “processo” a ParmesaniBy Sky One on April 29th, 2011 | Comments Off
Durante la seduta contestazioni e striscioni contro il sindaco per le vicende inceneritore e 25 Aprile
Consiglio, il “processo” a Parmesani“Föra di ball”: ma ad andarsene non deve essere l’extracomunitario di turno, ma il sindaco di Casale Flavio Parmesani. Infatti è con lo slogan tanto caro alla Lega quando si parla di stranieri che ieri sera il primo cittadino è stato accolto in consiglio comunale da cinque, sei cartelloni predisposti da un educato ma molto determinato pubblico. La protesta era incentrata sulla questione dell’impianto di trattamento rifiuti che la società Elcon vuole insediare nell’area Lever alle porte dell’abitato e sulla vicenda del 25 aprile, quando una frase del sindaco considerata ingiuriosa per la memoria dei partigiani ha scatenato una quasi rissa. La contestazione è stata estremamente civile, senza nemmeno una parola, in un significativo silenzio carico di tensione. Al momento in cui il presidente del consiglio Nicola Locatelli ha aperto i lavori dell’assemblea cittadina, quattro o cinque cittadini seduti in prima fila tra il pubblico hanno sollevato all’unisono i propri cartelloni scritti a mano, tutti inequivocabilmente a senso unico: “Sindaco dimettiti!” “Viva i partigiani”, e altro. Un altro cartello, appeso a una parete, riportava invece un quesito semplice: “Inceneritore a Casal? Föra di ball! Sindaco: capito la lingua?”.Nella sala, affollata di una settantina di persone, erano presenti diversi esponenti del Comitato, che avevano distribuito fuori dalla sala un volantino con la scritta: “La nostra salute non è negoziabile!”Poco prima del consiglio, davanti l’ingresso del comune, anche il Partito comunista dei lavoratori ha diffuso un volantino in cui si ricostruisce la vicenda del 25 Aprile e si annuncia la richiesta di dimissioni del sindaco.A. B.
(da Il Cittadino)
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«Il “no” della giunta non basta, ora si faccia sul serio»By Sky One on April 29th, 2011 | Comments Off
«Il “no” della giunta non basta, ora si faccia sul serio»
Il no di sindaco e maggioranza all’impianto della Elcon non è sufficiente: dopo la presa di posizione di ieri dell’amministrazione comunale, ora ci siano atti concreti, mentre il Comitato proseguirà il suo lavoro per portare osservazioni e opposizioni al procedimento in corso di valutazione in Regione. Così si è espressa l’assemblea di cittadini auto-convocata mercoledì sera al teatro dei Cappuccini per costituire il Comitato contro l’impianto di trattamento rifiuti che la società israeliana Elcon vuole insediare a Casale nell’area Lever. Oltre 300 le persone accorse. La serata è stata moderata da Sergio Conturbia. Dopo gli interventi dei tecnici e la solidarietà portata dai rappresentanti del comitato No alla discarica di Senna Lodigiana, la serata si è svolta come un grande dibattito pubblico in cui i cittadini hanno potuto dire la loro. Diverse le richieste portate dai cittadini al comitato in corso di formazione: proseguire nella raccolta firme per spingere il sindaco ad adottare un’ordinanza che vieti insediamenti tossico-nocivi a Casale, chiedere un consiglio comunale aperto e indire una grande manifestazione pubblica, aprire una campagna di comunicazione con volantini, manifesti e ogni altra iniziativa opportuna, continuare nel lavoro tecnico. «Ma è importante che ci sia anche un’azione politica del comune nel quale pure ci sono esponenti che si sono espressi sull’impianto con contrarietà», ha ricordato l’ex sindaco di Senna Luigi Zanoni.Analoga richiesta è stata formulata anche dal consigliere provinciale di minoranza Gianfranco Concordati: «Provincia e comune devono prendere iniziative politiche chiare e forti, sostenute da atti amministrativi». La preoccupazione però è che non siano sufficienti le parole della politica. «I partiti non sempre alle parole fanno seguire i fatti, e per questo è necessario che il comitato prosegua per la sua strada, e cercando di coinvolgere la popolazione», ha detto Cristian Canova. Anche perché la partecipazione avuta finora non è da disperdere. «Dobbiamo portare a casa il risultato di fermare l’impianto», ha riassunto Antonio Palermo. Tante le voci dei semplici cittadini che hanno manifestato preoccupazione per l’impianto e dubbi sulla vicenda, e hanno chiesto atti concreti all’amministrazione: «Il no di sindaco e amministrazione va bene, però ora facciano vedere che fanno sul serio».
(da Il Cittadino)

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