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» Politica

  • Il genio che c’è in loro
    By on February 4th, 2012 | No Comments Comments

      Trovo che Piacenza sia una città godibile, sia dal punto di vista lavorativo che del tempo libero. L’unica cosa che veramente non comprendo sono certe scelte assurde circa la viabilità e/o le emergenze. Prendiamo il piano neve: si dice chiaramente che i cittadini devono contribuire e pulire i propri marciapiedi (giustissimo) ma si arriva ad un punto che veramente non capisco:

      Qualora il livello della neve superasse i 20 cm, le auto posteggiate sul ciglio della strada devono essere spostate per consentire il passaggio dei mezzi meccanici di sgombero.

      Okay, avete ragione: se si lasciano le auto parcheggiate, lo spazzaneve non riesce a pulire bene tutta la carreggiata e le auto si trovano in difficoltà ad uscire a causa del mucchio di neve provocato dal mezzo antineve. Ma secondo gli amministratori locali, con una spanna di neve si deve spostare l’auto (cosa semplicissima con una spanna di neve per terra) per parcheggiarla non si sa dove (già perché o si ha un parcheggio pubblico – e gratuito! – vicino a casa, oppure si parcheggia su un altro ciglio e si torna al punto iniziale). O forse l’intento degli amministratori piacentini è quello di creare un simpatico trenino di auto che vanno a zonzo per la città pressando la neve, intraversandosi e creando un festosissimo rosario di bestemmie da far venire il mal di testa al buon Dio?

    • Posto fisso? Sì, grazie!
      By on February 2nd, 2012 | 5 Comments5 Comments Comments

        Il Presidente del Consiglio ha detto che il posto fisso è monòtono. Come sempre, generalizzare è male. Faccio il consulente informatico, quindi mi trovo a dover cambiare ogni tanto, cliente: non dovrei avere il posto fisso in una società di consulenza informatica? Andiamo avanti: dopo 20 anni di pendolarismo (prima treno, poi bus e poi ancora treno), con una media di viaggio di un’ora e 45 minuti all’andata ed altrettanti al ritorno (per fare dai 30 ai 60 Km, non pensate che viaggi in Frecciarossa!), da un paio d’anni sono a 20 Km da casa: auto e 30 minuti circa di viaggio. Farei male a sperare di restare qui per tutta la vita? Forse il prof. Monti non ha niente da fare a casa, ma vi assicuro che arrivare a casa un’ora prima è cosa notevole (anche partire un’ora dopo al mattino!). Oppure il prof. Monti pensa che, se adeguatamente retribuito, uno possa stare anche lontano da casa. Ecco, a me piace il mio lavoro, sul serio, ma io lavoro per vivere e non il contrario: la famiglia e qualche mio hobby (che magari c’entri anche col lavoro, non lo nego) sono la mia vita. Ma soprattutto, come mi ha fatto notare la deliziosa consorte, se io faccio un lavoro che mi piace in un ambiente di lavoro in cui mi trovo bene, perché dovrei cambiare? Questi economisti ci vogliono portare il modello di lavoro USA (massima flessibilità) senza voler tenere conto che in Italia un modello simile non è possibile: le infrastrutture fanno schifo (quindi come mi muovo da casa al lavoro se abito fuori città e/o se lavoro in una zona poco raggiunta dai trasporti pubblici?), la burocrazia impera (supponiamo di cambiare lavoro ogni 5 anni in posti diversi: significa che ogni 5 anni devo fare un nuovo mutuo?) ma, soprattutto, le aziende che chiedono capacità in un certo ruolo non sono così flessibili come, invece, pretendono dai lavoratori. Vi piacerebbe lavorare più di 48 ore la settimana come fa un terzo degli inglesi (contro una media europea di 40,3 ore) e poi ubriacarvi il sabato sera perché è l’unico svago che vi potete permettere? Vi siete mai chiesti perché negli USA lo stipendio viene dato ogni settimana e non mensilmente?

      • La Marcegaglia si fa bella. Col culo degli altri.
        By on January 18th, 2012 | 3 Comments3 Comments Comments

          Emma Marcegaglia, presidentessa di Confindustria, ha dichiarato che gli imprenditori sono pronti a discutere «senza preconcetti» con Governo e Sindacati su tre temi: flessibilità in entrata, ammortizzatori sociali e flessibilità in uscita. Ora, la flessibilità in entrata la pagano i lavoratori: precarietà del posto di lavoro che viene, oltretutto, pagata meno (in altri paesi il precario prende più soldi proprio perché oggi lavora e domani chissà). Gli ammortizzatori sociali li paga lo Stato (o, meglio, tutti noi che paghiamo le tasse). La flessibilità in uscita la pagano ancora i lavoratori: se tu mi puoi licenziare facilmente, noi sei certo tu ad avere dei problemi, ma sono io che mi devo ricercare un posto di lavoro. Sarebbe come se io fossi pronto a discutere senza preconcetti del prezzo delle sigarette: non fumando, m’importa assai di quanto le vogliono far pagare… Quello che la Marcegaglia evidenzia senza accorgersene è proprio la mentalità imprenditoriale italiana: privatizzazione del profitto, possibilmente senza il rischio d’impresa, e statalizzazione delle perdite (cassa integrazione, mobilità, ecc.). Quando a 20 anni sei troppo giovane ed a 45 sei troppo vecchio per un posto fisso, mentre i luminari dell’economia ci dicono che dobbiamo lavorare fino a 70 anni per non pesare sulle generazioni future, c’è qualcosa che non va a monte.

        • Secessione: perché non fanno un referendum invece di parlare a vanvera?
          By on January 5th, 2012 | No Comments Comments

            Mi è venuta una semplice riflessione: molto spesso i leghisti parlano di secessione, del Nord che se ne vuole andare e di persone stufe di pagare i soldi al Sud. Supponiamo che tutti coloro che nelle ultime elezioni regionali hanno votato Lega siano per la secessione: ci sono 1.117.227 di lombardi che vogliono lasciare l’Italia. Ma quanti sono, in realtà, questi secessionisti? Il 26,20% del totale degli elettori. Segno che c’è il 73,80% degli elettori lombardi che non vuole la secessione (o la considera l’ultima delle priorità). Ma se, invece, i leghisti sono così convinti che tutte queste persone che vogliono andarsene (e dove?) ci siano, perché non fanno una bella raccolta di firme e poi un bel referendum? Forse perché sparare cazzate è ancora gratis? (A proposito di “sparare”: non li avete dimenticati, vero, i 300.000 fucili sempre caldi di Bossi?)

          • I soldati U.S.A. hanno lasciato l’Iraq
            By on December 19th, 2011 | No Comments Comments

              Mi piace ricordarli così

            • L’Italia: 60 milioni di abitanti. Ognuno per se’
              By on December 11th, 2011 | No Comments Comments

                Oggi scendono in piazza le donne del movimento (anche se non ho capito se ci sia un tale movimento) “Se non ora, quando?”. Lunedì ci dovrebbe essere lo sciopero di due/quattro ore indetto dai sindacati confederali. Tralasciando la manifestazione di gennaio della Lega, mi rivolgo al centro-sinistra (anche se le donne che manifestano oggi dovrebbero essere super partes – alla prima manifestazione partecipò anche Giulia Bongiorno, che non è ne’ di sinistra ne’ di centro…): ma non riuscite proprio ad accordarvi e fare una grande unica manifestazione sui temi comuni? Le donne manifestano contro la condizione di inferiorità (sul lavoro, nei servizi, ecc.) in cui loro sono tenute. I sindacati manifestano contro la riforma delle pensioni e per i posti di lavoro. Il PD manifesta per le proprie idee. SEL anche. L’IDV pure. Ma prendiamo dei punti comuni, che ci sono, ed organizziamo una protesta su quelle cose. Altrimenti se gli studenti protestano per avere una scuola migliore, le donne per contare di più, i pensionati contro le pensioni da fame, i lavoratori per continuare a lavorare e così via (ognuno naturalmente si limita ai propri interessi), è logico che chi è al potere (politico ma anche economico) ha gioco facile: affronta poche decine di migliaia di persone alla volta. Ma se per esempio un governo si trovasse ad avere in piazza 5 milioni di persone che chiedono le stesse cose, riuscirebbe a dare qualche contentino? Ah, e mi raccomando: un servizio d’ordine serio, dato che i cretini ci sono sempre (sia tra gli estremisti che tra quelli pagati/istigati dal potere per creare problemi in modo da screditare l’immagine di chi manifesta). Chiedo troppo?

              • La manovra dei sacrifici? No, dei sacrifici dei soliti
                By on December 7th, 2011 | 1 Comment1 Comment Comments

                  La manovra del Presidente del Consiglio Mario Monti è “lacrime e sangue” (strana ‘sta cosa: da quando sono piccolo, le uniche tre costanti nel tempo sono (1) la guerra in Palestina, (2) le code tra Ronco Bilaccio e Barberino del Mugello e (3) le manovre “lacrime e sangue”) per tutti. Almeno così ci è stata presentata. Facciamo però due ragionamenti: da chi è stato eletto Monti? Dal Presidente della Repubblica, vivamente consigliato dai mercati. Quindi a chi deve rispondere Monti? Agli elettori? Certo che no: ai politici. Ecco allora il tira-e-molla sulla manovra. Tralasciamo le indiscrezioni, ma basiamoci sui fatti. La tassazione sui capitali scudati fa ridere polli, galline e gli altri animali da cortile: a fronte del 25-30% imposto dagli altri Paesi che hanno fatto un provvedimento simile, noi al 5% aggiungiamo addirittura l’1,5%: praticamente è un’incentivazione all’esportazione di capitali. Veniamo a problemi più vicini all’uomo della strada: il superbollo sulle auto di lusso. Ecco una bella tassa sopra i 185 KW (che, a spanne, fanno 251 CV): a prima vista uno direbbe “giusto: se hai un’auto sopra i 251 CV è sicuramente di lusso ed è giusto che paghi di più”. Sì, ma andiamo a vedere quali sono le auto sotto i 251 CV: AUDI Q7 V6 3.0 TDI tip. quattro edition (180 KW – € 65.794), BMW X6 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 71.793), Porsche Cayenne 3.0TD Tiptronic (180 KW – € 64.851), BMW X5 xDrive 30d Futura autom. (180 KW – € 68.718), Mercedes GL 350 4Matic BlueTEC Sport 7 (155 KW – € 84.871), Mercedes S 250 CDI Biturbo Avantgarde (150 KW – € 89.157), BMW 730d Eccelsa autom. (180 KW – € 98.161). E queste sono solo alcune delle tante (facendo una veloce ricerca tra le auto aventi prezzo compreso tra i 60.000 ed i 100.000 Euro ne risultano 87). Ecco, queste auto non sono di lusso. Che lo raccontassero a chi ha 1000 Euro lordi di pensione e non se la vedrà rivalutata (cioè il costo della vita aumenta ma la pensione resta la stessa). A me sembra palese che anche Monti, forse ob torto collo, non vada a cercare veramente i soldi dove ci sono per non infastidire i potenti. O vogliamo parlare del ripristino dell’ICI a tutti tranne che a ChiesaCattolica®?

                • Per adesso stappiamo una bottiglia di quello buono, poi si vedrà
                  By on November 13th, 2011 | 4 Comments4 Comments Comments

                    Ci aspettano sicuramente momenti difficili sul campo economico: Monti è un economista e credo non si farà molti scrupoli su aumenti delle tasse (reintroduzione dell’ICI sulla prima casa in primis? Una patrimoniale?). Quello che però spero sia un punto di svolta è contro la classe politica del malaffare sbandierato, della disonestà come naturalezza, della furbizia (nel senso peggiore del termine) come modo di vivere. Sono stufo di essere quello pirla perché sono onesto e rispetto le regole, anche solo stare in coda in auto mentre c’è chi sbisciola sulla corsia di fianco ed invece di girare come dovrebbe, va dritto fregando tutti noi che siamo in fila. Potrebbe andare peggio? Certo, “potrebbe piovere!”, no? Intanto godiamoci questo momento nella speranza che la spocchia dei vari La Russa, Gasparri, Lupi, Capezzone, Santanché e compagnia cantante resti solo un triste ricordo.

                    Speriamo anche che certe promesse vengano mantenute:

                    (via Nonleggere questo blog)

                  • Gli allarmi meteo: chi li deve dare?
                    By on November 7th, 2011 | 1 Comment1 Comment Comments

                      Leggo su un noto sito meteo un comunicato che recita pressapoco così: “Noi l’avevamo detto che il Liguria sarebbe successo il finimondo, molte testate giornalistiche non ci hanno ascoltato: sono brutte, cattive e si devono vergognare”. Ora, a parte che seguendo da tempo il suddetto sito, spesso e volentieri vengono lanciati allarmi come “piogge forti” o “violenti temporali”, salvo poi essere ritrattati dopo poche ore. Sì, perché il limite maggiore di questo sito è nella previsione: un bravo meteorologo deve saper prevedere ciò che succederà e non solo mettere nero su bianco quello che è l’incrocio di vari modelli. Questa è la parte più difficile della meteorologia: conoscere il territorio, i microclimi e adattare al luogo i risultati dei modelli su larga scala (e c’è da dire che in Italia siamo parecchio in difficoltà a causa della conformazione del Paese: mari vicini a catene da 3/4 mila metri, zone come la Pianura Padana dove spesso la circolazione di aria è praticamente nulla, ecc.). Il sito in questione aggiorna molto spesso le proprie previsioni, così si può passare da una pioggia moderata a precipitazioni abbondanti (o il contrario) nel giro di 3 ore; aggiungiamo anche che non solo la quantità di neve al suolo viene data in millimetri (cioè si dice che cadranno 2,1 cm di neve) ma la quantità di pioggia prevista è addirittura espressa in decimi di millimetro (per oggi pomeriggio qui sono previsti 0,9 mm di pioggia). Ora, chiunque può certamente capire che queste sono mere estrapolazioni numeriche: già è difficile dire se cadranno 2 o 3 millimetri (i modelli universalmente riconosciuti danno, infatti, un intervallo), figuriamoci “2,4 millimetri”; la stessa cosa, naturalmente, vale per le previsioni nevose. Però il sito è accattivante (pubblicità ovunque e in dosi massicce a parte) ma, soprattutto, ha anche i comuni più piccoli: ecco che se io abito in un comune minuscolo ma trovo le previsioni del mio comune, sono tutto contento. Peccato che provando con un comune vicino, senza particolari differenze geografiche (cioè niente montagne o laghi in mezzo), i dati tra i due comuni varino di decimi di millimetri in caso di pioggia e di zero virgola qualcosa gradi per la temperatura: un’altra conferma, per come la vedo io, che si tratti solo di interpolazione numerica “spalmata” sulla carta geografica. Detto ciò, è anche importante capire che gli allarmi meteorologici non li devono dare i siti meteo, ma le autorità competenti (cosa confermata diversi anni fa durante un convegno da un illustre meteorologo): Sindaco, Presidente della Provincia, della Regione e su fino a Protezione Civile e ministri vari. Capisco che avere un Dipartimento della Protezione Civile che se cade un satellite dice “andate ai piani bassi” e se sale il fiume “andate ai piani alti” non è proprio il massimo della vita, ma queste persone hanno anche delle responsabilità civili e penali: che responsabilità ha un sito meteo se dice “piove poco” e poi diluvia? Nessuna. Idem per il contrario: gridando sempre “al lupo” (salvo zittirsi dopo poche ore quando si capisce che il lupo è da un’altra parte) va a finire che non ci si crede più, giusto? Informarsi è la prima regola, ma con un po’ di cervello e di attenzione: affidereste la vostra vita al vostro Sindaco? No, vero? E al vostro meteorologo preferito? Per quanto mi riguarda, no.

                    • La minaccia dell’inceneritore è stata fugata dai cittadini
                      By on October 27th, 2011 | No Comments Comments

                        La minaccia dell’inceneritore di rifiuti farmaceutici tossico nocivi della società israeliana Elcon a Casalpusterlengo è stata fugata grazie alla testardaggine, alla caparbietà, alla determinazione di un gruppo di cittadini che non hanno ceduto alle strategie di abbassamento della tensione, di screditamento e di, in alcuni casi, passiva rassegnazione delle istituzioni politiche locali.
                        Il cuore della nostra città può continuare a battere, grazie alle iniziative ad ampia partecipazione cui sono stati invitati i cittadini del lodigiano, che non il loro impegno e la loro presenza hanno reso pubblico ed evidente il dissenso della popolazione all’insediamento di tale impianto sul nostro territorio.
                        Per ribadire la contrarietà all’impianto si sono mobilitati i cittadini, tutti, non solo quelli riconducibili al comitato: se la battaglia è stata vinta è stato anche grazie ai passaparola tra vicini di casa, alle discussioni con i conoscenti al mercato o mentre ci si incontrava con le buste della spesa da portare a casa.
                        Elcon avrebbe minato anche questi piccoli gesti quotidiani, ledendo una routine che ci avrebbe privato delle cose più importanti per ogni essere vivente: un’aria pura da respirare, un’acqua pura da bere.
                        Noi di Casalerespira, in particolare, non ci siamo mai dati per vinti, nonostante le continue voci di rassegnato assenso o illusoria speranza che tutto fosse in qualche modo già scritto.
                        Ognuno di noi ha contribuito a questo traguardo secondo le proprie possibilità, in modo volontario, senza chiedere nulla in cambio se non la propria salute difesa e salvaguardata, per sé e per i propri cari e per tutte le persone che, purtroppo, hanno dimostrato anche disinteresse e di non avere a cuore questa battaglia.
                        Sono stati per noi 7 mesi di lavoro intenso, accompagnanti da frustrazioni e gioie, speranze e disillusioni, in cui si sono incontrate persone differenti, provenienti da ambiti culturali diversi, che hanno messo a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze, la propria volontà per il bene comune: chi le proprie conoscenze in ambito tecnico, ingegneristico, chimico, chi il proprio linguaggio, chi semplicemente, ma non meno importante, si è rimboccato le maniche e ha raccolto firme o distribuito volantini.
                        Tutti i cittadini ci hanno messo la faccia. Ognuno è stato quella piccola goccia che ha contribuito a creare la nostra grande onda, il nostro grande “No all’inceneritore” che ora ha trovato la propria strada… lontano, lontano da qui!

                        Comitato Casalerespira

                        Inutile dire che, adesso, la Provincia di Lodi si fa bella dicendo che il merito è tutto degli amministratori. Al momento non ho tempo di riassumere le cose, ma basta ricordare che il 30 marzo, il Presidente Foroni (Lega) dichiarava che la notizia era “assolutamente falsa”. Il Vicegovernatore Gibelli (Lega) ad agosto aveva affermato che “Nei contenuti, il vicegovernatore ci ha spiegato che qualora dal punto di vista tecnico-normativo Elcon presentasse un progetto a regola d’arte, allora non ci sarebbero strumenti per fermarlo.” (fonte). Il Sindaco Parmesani (Lega), invece, dopo aver accettato a malincuore di emettere un’ordinanza contro l’inceneritore (spinto più dal Coordinatore del PDL Pesatori che dalle 400 e rotte persone che lo chiedevano durante un consiglio comunale aperto), aveva disertato le ultime manifestazioni pubbliche organizzate dal Comitato Casalerespira. Io non credo che tutti siano rinsaviti, come non credo che abbiano lavorato così tanto in silenzio (soprattutto perché quando è stato il turno di abolire la Provincia di Lodi, il Presidente Foroni non è stato certo zitto!); credo che la vittoria sia di quei cittadini che hanno detto esplicitamente “no” a questo impianto e che si sono impegnati in questa causa, indipendentemente dal colore politico di ognuno. Un ringraziamento, quindi, a chi ci ha messo faccia e tempo e ci ha creduto. Un cordiale vaffanculo, invece, a chi non si è sbattuto ed ha predicato “tanto lo fanno lo stesso”. Tiè.

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