Inizialmente ero intenzionato ad andare a Lodi per firmare a favore dell’iniziativa di Grillo sul V2 day, poi ho riflettuto bene ed ho pensato che:
- la scelta del giorno è sbagliatissima e molto strumentale: se siamo qui oggi ed abbiamo possibilità di scegliere (tra la merda molle e quella secca, ne convengo) lo dobbiamo a chi nella Resistenza ha combattuto e, magari, anche perso la vita. Ho due cagate davanti, ma posso sceglierne una delle due (tre, quattro, cinque, …): se non ci fossero stati i partigiani (di sinistra e di centro) ora avremmo potuto scegliere solo la nostra stessa merda fatta dopo aver bevuto dell’olio di ricino. La memoria di chi ha combattuto anche per noi va rispettata e ricordata; dobbiamo tornare ad essere orgogliosi del nostro Paese ed è anche in questi momenti che un po’ di patriottismo bisogna tirarlo fuori (e lo dico da persona di sinistra – quella sinistra che forse non esiste più – ma con la bandiera italiana esposta sulla ringhiera del balcone). Perché non fare il V2-day il 1° maggio? Ve lo spiego io: perché i giovani, che seguono Grillo, del 25 aprile (con le sue deposizioni di fiori ed i suoi ricordi dei vecchi partigiani) se ne fottono, mentre al concerto del Primo Maggio a Roma ci vanno e, quindi, alla corte di Grillo ce ne sarebbero stati molti di meno.
- abolire il finanziamento pubblico all’editoria: perchè? Per fare in modo che solo chi ha soldi possa fare informazione? E quei piccoli editori che parlano male dei grandi, che fine fanno? Perché Grillo non ce lo spiega? Non sarebbe meglio dare sì un finanziamento ma sulle effettive copie vendute e non solo su quelle tirate? Eh, ma così anche gli edicolanti dovrebbero fare lo scontrino… No: basterebbero dei controlli volti ad evitare che si tirino copie e poi le si distruggano (invece di renderle) facendo finta di averle vendute. Ma è sicuramente più facile, come fa Grillo, cavalcare l’onda del malcontento e dire “i soldi sono nostri: basta darli a questi qui!”. Certo, anche a me fa schifo l’idea che i miei soldi vengano dati a qualche servo (di Berlusconi, ma non solo) e posso condividere l’abolizione dell’ordine dei giornalisti (che quando dovrebbe intervenire non lo fa e quando lo fa ridono polli, galline e financo le quaglie), ma lasciare l’informazione in mano a Repubblica, Corriere e gruppo Mondadori non farebbe che peggiorare le cose.
Mi piace la comicità di Grillo, mi è sempre piaciuta, me trovo che stia sempre di più andando contro le cose e non dando soluzioni; perché non comincia a dire “così non va bene, facciamo cosà?”? Certo, costa molta più fatica ma in questo modo guadagnerebbe altri sostenitori ai quali non basta sentir dire “è tutta una merda” e fermarsi lì. Troppo comodo così, caro Beppe.
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