Il progetto depositato in Regione, Provincia e Comune per la valutazione d’impatto ambientale, entro maggio le osservazioni
Inceneritore, assemblea contro l’impianto
Stasera il neonato comitato ha chiamato a raccolta la cittadinanza
Il Comitato contro l’impianto chiama a raccolta la cittadinanza: questa sera alle 21, nel salone Acli di via Marsala, si tiene la prima assemblea pubblica sull’impianto di trattamento rifiuti liquidi che la società israeliana Elcon vuole insediare in città, in un’area dello stabilimento Unilever. A promuoverlo è il neonato Comitato contro l’impianto.Lo stabilimento tratterà i rifiuti liquidi della lavorazione chimica e farmaceutica, e nel processo è previsto anche un bruciatore di post-combustione per eliminare nell’aria attraverso un camino di 40 metri i residui gassosi della lavorazione. Nei giorni scorsi si sono istituiti due comitati, già al lavoro nel fine settimana con raccolte firme destinate a chiedere al sindaco di emettere un’ordinanza per vietare gli insediamenti tossico-nocivi sul territorio e a convocare un referendum consultivo tra tutta la popolazione.A che punto è il progettoI colloqui tra i rappresentanti della Elcon e il comune proseguono da un anno e mezzo prima con l’ex assessore alle attività produttive Marzio Rossetti, poi con il sindaco Flavio Parmesani e con l’assessore all’ambiente Giuseppe Agello. Incontri sono stati fatti anche in provincia di Lodi sia con i tecnici sia con l’assessore provinciale all’ambiente Elena Maiocchi. Nonostante il tema sia stato affrontato in passato diverse volte con la stampa e nel consiglio comunale, nessuna parola era mai uscita a proposito di valutazioni tecniche o politiche relative a problemi ambientali, fino a quando «Il Cittadino di Lodi» tre settimane fa non ha sollevato un polverone svelando la vera natura dell’insediamento.Il progetto è oggi depositato in Regione, Provincia e Comune per la valutazione d’impatto ambientale, per la quale i termini delle osservazioni scadranno i primi di maggio. Dopo il parere dei tecnici regionali, incassato un eventuale sì, ci saranno ulteriori passaggi in conferenza di servizi con gli enti locali. Solo al termine di queste valutazioni tecniche e politiche, presumibilmente a fine estate, l’insediamento potrà avere o meno il via libera.L’incontro di questa seraL’incontro di questa sera ha come scopo quello di informare sul progetto e «di far confluire nel Comitato tutte le associazioni e le persone che intendono dire di no all’impianto proposto dalla Elcon». Diverse sono già state le adesioni sia da parte di singoli cittadini sia da parte di gruppi. Inoltre, Nei giorni scorsi si è riunito anche un primo tavolo tecnico composto da ingegneri, chimici, avvocati ed ecologisti, che sta valutando il progetto e che questa sera porterà in assemblea una relazione sullo stato di fatto dell’istruttoria e una prima valutazione sui contenuti del progetto. «Sono il nostro know how – fanno sapere gli organizzatori – E contrariamente a quanto stanno facendo Parmesani e la sua giunta, che aspettano il parere di altri, i nostri hanno preso in mano il progetto, lo hanno analizzato e ritengono già da ora di poter dire la loro sulle caratteristiche dell’impianto». E nel centrodestra?Ancora non è chiaro se esponenti della maggioranza di centrodestra aderiranno o meno alla serata e in generale se parteciperanno ai lavori del comitato. Esponenti della società civile vicini al centrodestra hanno già manifestato il loro interesse e l’approvazione per l’operazione se sarà davvero trasversale e dei cittadini. «Se nessuno vorrà mettere la bandierina politica sul comitato, credo che anche chi nel centrodestra vuole dire no all’impianto parteciperà ai lavori – spiega Antonio Palermo di Casale Domani, ex della maggioranza di centrodestra -. Dal punto di vista tecnico, l’impianto sarà sicuramente a posto. A mio avviso si deve dire di no politicamente a questo progetto e all’idea di sviluppo che porta con sé: non abbiamo bisogno del lavoro portato da insediamenti nocivi, ma di riqualificazione urbanistica e sviluppo vero». Tutti i dubbi dell’impiantoRisposte certe sui quesiti tecnici al momento ancora non ci sono, e solo dalla Regione arriveranno alcune certezze. E tuttavia, da una lettura critica della relazione al progetto, alcuni dubbi emergono con evidenza. Intanto l’impianto prevede diversi serbatoi per lo stoccaggio di sostanze chimiche, tra cui ammoniaca, a poche decine di metri da una fabbrica come la Lever e a un centinaio di metri dalle abitazioni. In secondo luogo, l’elenco dei rifiuti ammessi all’impianto è lunghissimo, e prevede di tutto un po’ da tutti gli ambiti industriali. In queste condizioni, senza sapere cosa entrerà davvero, è difficile dare credito alle ipotesi di emissioni fatte dalla società. E in ogni caso, basandosi proprio sulle ipotesi della Elcon, i quantitativi stimati di sostanze immesse nell’aria sono superiori a quelli accertati del termovalorizzatore di Piacenza. Infine le acque reflue: non è chiaro infatti se il depuratore di Casale sia in grado o meno di supportare i carichi di residui inquinanti chimici che si riverseranno nella rete fognaria della città. Andrea Bagatta
(da Il Cittadino)
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