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» Politica

  • Inceneritore, la lotta non si ferma: questa sera incontro al Santuario
    By on April 27th, 2011 | Comments Off Comments

      Il Comitato di Cattaneo confluisce in quello promotore dell’assemblea
      Inceneritore, la lotta non si ferma: questa sera incontro al Santuario

      Nasce stasera il Comitato cittadino contro l’impianto di trattamento rifiuti che la società israeliana Elcon vuole insediare a Casale. Dopo l’assemblea pubblica di sette giorni fa nel corso della quale sono emersi tutti i dubbi per l’ambiente e per la salute, oggi alle 21 nel Teatro Padre Carlo d’Abbiategrasso al Santuario dei Cappuccini di Casale si sono dati appuntamento tutti i cittadini che hanno aderito all’iniziativa.Formalmente la direzione dell’assemblea non sarà più tenuta, come la volta passata, da Federico Moro, segretario del Pd, ma da Sergio Conturbia, un cittadino che ha dato la sua adesione e che non è attivo in alcun partito politico. «Abbiamo sempre detto che il Pd avrebbe aderito a un comitato formato da cittadini, e che questo non sarebbe stato il nostro comitato – spiega Federico Moro -. Bisognava avviare l’iniziativa, ma una volta fatto, lasciamo volentieri la regia e l’organizzazione in mano a chi si sente di avere un ruolo nel no all’inceneritore. Come partito aderiamo volentieri a questa iniziativa perché la condividiamo».Analoga posizione è tenuta da Leopoldo Cattaneo, del Partito comunista dei lavoratori: diversi aderenti al Pcl hanno dato vita a un Comitato popolare contro l’inceneritore che si è mosso per una raccolta firme in modo da sottoporre al sindaco la richiesta di emanare un’ordinanza che vieti sul territorio di Casale impianti tossico-nocivi. La settimana scorsa gli esponenti del Comitato popolare hanno annunciato l’adesione al Comitato di cittadini. «Il nostro voleva essere un comitato di cittadini, se questo è un comitato di cittadini aderiamo più che volentieri – spiega Leopoldo Cattaneo -. Questa sera parteciperemo cercando di portare il nostro contributo. Quello che ci aspettiamo è che veramente l’iniziativa passi dalle mani dei partiti a quelle dei cittadini, e per questo ci adopereremo».Tra le azioni programmate, che saranno meglio definite questa sera, vi è sicuramente l’approfondimento tecnico dell’impianto, il proseguimento della raccolta firme per l’ordinanza e la raccolta firme per un referendum consultivo, ma anche la stesura di un ordine del giorno territoriale e delle osservazioni da presentare in Regione.B. A.

      (da Il Cittadino)

    • In molti però invocano maggiore chiarezza: «L’abbiamo saputo solo grazie al «Cittadino»
      By on April 22nd, 2011 | Comments Off Comments

        In molti però invocano maggiore chiarezza: «L’abbiamo saputo solo grazie al «Cittadino»

        Proseguire il lavoro del comitato tecnico, chiedere un consiglio comunale aperto e continuare con la petizione per l’ordinanza che blocchi insediamenti tossico-nocivi, spingere l’amministrazione a farsi parte attiva presentando proprie osservazioni in sede di valutazione di impatto ambientale: è l’agenda di lavoro del Comitato contro l’impianto, che ha debuttato in maniera informale e ancora poco strutturata mercoledì sera nel salone delle Acli con un’assemblea pubblica. Tantissima la gente accorsa, stipata in sala, sulle scale e persino nell’atrio, presente per conoscere e informarsi su un progetto che solo le pagine del «Cittadino» tre settimane fa hanno svelato essere potenzialmente pericoloso per la salute pubblica e per l’ambiente. «Se non fosse stato per «il Cittadino» – hanno affermato diversi residenti – non avremmo saputo nulla». In sala erano presenti molti amministratori ed ex amministratori di area centrosinistra, tra cui i consigliere provinciali Luca Canova e Gianfranco Concordati, il consigliere regionale Fabrizio Santantonio, diversi consiglieri comunali, ma anche amministratori ed ex amministratori di centrodestra, dall’assessore alla cultura Flavio Daino all’ex assessore al bilancio Antonio Spelta, all’ex capogruppo oggi fuoriuscito dal Pdl Antonio Palermo. In sala presenti anche diversi elettori di centrodestra e alcuni esponenti dell’area di sinistra più radicale. Così, avviato con una chiara matrice di centrosinistra, il Comitato nel corso della serata si è trasformato in un movimento trasversale pronto a raccogliere l’adesione di tutti quelli che vogliono dire no all’impianto di trattamento rifiuti liquidi che Elcon vuole insediare nell’area Lever alle porte di Casale.La serata ha preso l’avvio con l’introduzione di Federico Moro, segretario Pd di Casale che ha moderato l’incontro. Moro ha annunciato lo stop temporaneo al progetto dato da Regione Lombardia per la mancata presentazione della richiesta di Autorizzazione di impatto ambientale in provincia, specificando tuttavia che si tratta di un congelamento formale e per nulla definitivo.La parola è andata quindi ai tecnici. Luca Canova ha presentato il progetto dell’impianto riprendendo cifre, dati e persino parole della presentazione che la società Elcon ha predisposto per la Valutazione d’impatto ambientale, in uno sforzo di obiettività che è rimasto intatto per tutta l’esposizione. Diversi gli elementi di criticità: «La distanza dalle abitazioni varia da 128 metri a 550 metri nelle varie direzioni – ha esordito Canova -. Le emissioni totali annue al camino sono stimate per un totale che varia da 30mila 800 chili a 2mila chili nello scenario peggiore o in quello migliore previsto. Queste emissioni includono elementi metallici e non-metallici. Almeno sei degli 11 elementi emessi in atmosfera sono dichiaratamente tossici, cancerogeni e mutageni, tra cui piombo, nichel, cromo esavalente». Ne è seguita, a cura di Luca Velardita, una trattazione più specifica del rapporto tra alcuni inquinanti e le malattie dell’uomo, tumori in primis, e danni per l’ambiente.Ulteriori annotazioni sono arrivate nel corso del dibattito da parte di altri esponenti del comitato tecnico, ma anche da parte di specialisti che non avevano partecipato ai lavori preliminari, come l’osservazione di Pino Amadori a proposito delle «bombe in movimento» che saranno i 40 camion al giorno previsti in transito per l’impianto carichi di rifiuti da smaltire.Al neonato comitato, per il quale sono state raccolte le firme d’adesione, hanno già dato il loro appoggio diverse associazioni di volontariato e gruppi costituiti, oltre a un centinaio di cittadini. Tutti gli aderenti potranno intervenire ai lavori del comitato, la cui prima riunione è prevista per mercoledì sera prossimo sempre nel salone delle Acli.Andrea Bagatta

        (da Il Cittadino)

      • Inceneritore, una marea di no
        By on April 22nd, 2011 | Comments Off Comments

          Tanti i cittadini e i politici che hanno preso la parola nell’affollata assemblea pubblica di mercoledì sera
          Inceneritore, una marea di no
          Anche dal centrodestra arrivano ferme opposizioni

          «Nelle nostre valutazioni dobbiamo sempre considerare che il peso dei costi sociali di un intervento deve prevalere su qualsiasi tipo di beneficio. Lo dirò anche i colleghi dell’amministrazione comunale: la mia speranza è di rendere inutile l’esistenza di questo comitato». È arrivato così, a fine dibattito, il primo no di un esponente della giunta di Casalpusterlengo all’ipotesi di un inceneritore sull’area Lever. Flavio Daino, leghista, delegato alla cultura, in quel momento ha ricevuto l’applauso del pubblico del salone Acli. Quello stesso pubblico che solo qualche istante prima aveva rumoreggiato quando Daino aveva candidamente confessato che della questione che ha animato il dibattito politico locale nelle ultime settimane non si era mai parlato in giunta e lui, amministratore, aveva saputo della cosa solo dalle pagine de “il Cittadino”. «Sono venuto questa sera – ha aggiunto – per informarmi su una cosa che non conoscevo».E a dar la sensazione che in municipio l’informazione non fosse passata in maniera chiara neppure tra i banchi del centrodestra ci ha pensato anche un ex assessore intervenuto alla serata, Antonio Spelta, fino a qualche settimana fa delegato al bilancio: «Questa assemblea mi ha dato modo di conoscere ciò che non sapevo». Qualche segnale, in realtà, Spelta lo aveva raccolto già sul finire dell’anno scorso, ma solo in riferimento a un ipotesi di ampliamento del depuratore e a una nuova azienda che sarebbe venuta a «trattare acque, così era stato detto»: «Personalmente – ha poi rimarcato – sono contrario a questo progetto. Non sono disposto a barattare con la salute non trenta, ma neppure trecento posti di lavoro per far quadrare i conti di questo dissestato comune».Ma nonostante l’adesione di uomini del centrodestra, che potrebbe far presagire un no unanime all’intervento da parte del comune di Casale, il comitato non considera già chiuso il suo lavoro. Continuerà a lavorare fino al no ufficiale su questa vicenda, magari alzando il tiro: «Non bisogna sciogliersi – ha invitato Andrea Viani, segretario provinciale di Rifondazione comunista -. Questo comitato dovrà lavorare perché la Provincia si impegni a negare l’autorizzazione anche a tutti i futuri altri insediamenti pericolosi nel Lodigiano».Nel corso del dibattito, la massiccia partecipazione popolare certo, ma anche l’adesione di associazioni, partiti e rappresentanti di diversi schieramenti, ha archiviato il rischio che la protesta anti-inceneritore potesse targarsi solo come di sinistra. Anzi, in tanti hanno ribadito, come Mariano Mussida, medico ed ex assessore comunale, che «non deve diventare una questione di bandiera, ma di tutela della salute di tutti i cittadini». «Questo – ha aggiunto Antonio Palermo, capogruppo di Casale Domani – è il comitato di tutta la città; non facciamo l’errore di mettere una parte contro l’altra». L’obiettivo comune, aggiunge, è opporsi a questo impianto «che è solo l’ultimo attacco al Lodigiano». «Non è un comitato contro il sindaco – hanno sostenuto Ermanno Tarenzi e Cristian Canova, che domenica erano in piazza a raccogliere firme per una petizione a Parmesani – Vogliamo anzi aiutarlo e chiedergli di impegnarsi anche lui contro l’inceneritore». Ma non sono mancate critiche alle poche informazioni diffuse dal comune («dell’impianto abbiamo saputo solo dal Cittadino», hanno denunciato tutti) e a un atteggiamento che in tanti hanno letto come solo formale da parte della giunta: «Al sindaco – ha detto Leopoldo Cattaneo, capogruppo del Partito comunista dei lavoratori – chiediamo un’ordinanza che vieti l’insediamento a Casale di impianti tossico-nocivi sul territorio». Il comune si sarebbe potuto opporre dall’inizio, ha spiegato l’ex assessore di centrosinistra Alberto Labbadini: «Era già successo quando io ero in giunta e avevamo detto no a un’ipotesi simile». «Non è un problema di schieramenti – il commento dell’ex consigliere regionale Pd Gianfranco Concordati -, è un problema di logica e di buon senso». «Non cediamo a ragionamenti che barattano la salute col lavoro – l’analisi dell’ex vicensindaco Roberto Ferrari -. Non saremo più ricchi se Casale diventerà sede di un inceneritore».Renato Goldaniga

          (da Il Cittadino)

        • I comuni vicini: «L’impianto è un problema di tutti»
          By on April 22nd, 2011 | Comments Off Comments

            I comuni vicini: «L’impianto è un problema di tutti»

            Anche il territorio si mobilita contro l’inceneritore: all’assemblea pubblica indetta dal Comitato c’erano anche diversi sindaci e amministratori dei comuni vicini della Bassa, arrivati perché «l’impianto non è un problema solo di Casale ma di tutta la provincia». Da qui l’idea condivisa di preparare un testo comune, un ordine del giorno da far girare tra i vari consigli comunali per testimoniare la contrarietà a questo impianto, un po’ come avvenne con la centrale di Turano, un po’ come avvenne con la discarica di Senna.«Ci vogliono due giorni per convocare un consiglio comunale straordinario di fronte a fatti come questi, e noi siamo qui ad apprendere le cose da un comitato: ci vorrebbe un consiglio con la partecipazione di tutti, anche di quelli favorevoli che avrebbero modo di spiegare così le loro motivazioni – ha affermato l’ex sindaco di Senna, Luigi Zanoni, protagonista nella battaglia del paese, per il momento vinta, contro la discarica -. Un piccolo comune come il nostro ha trovato il modo di opporsi e presentare le nostre osservazioni tecniche, anche Casale deve fare lo stesso». «A chi mi chiede perché sono qui rispondo che ci sono perché c’ero per la centrale e c’ero per la discarica di Senna – ha spiegato Giuseppe Sozzi, sindaco di Brembio -. Nel mio paese in questi giorni in diversi mi hanno fermato per chiedere spiegazioni. A fine mese avremo un consiglio comunale aperto, spiegherò la situazione». Analoga presa di posizione arriva da Castiglione d’Adda: «Guarda caso questi impianti arrivano sempre nel Lodigiano, forse perché siamo in pochi e l’impatto per quanto duro sulla salute pubblica, difficilmente può essere calcolato su base scientifica – ha concluso Umberto Daccò, sindaco di Castiglione -. Tutti i comuni devono schierarsi per il no, e il modo migliore è che i consigli comunali possano votare un ordine del giorno congiunto».

            (da Il Cittadino)

          • «Quegli inquinanti nell’aria fanno paura»
            By on April 21st, 2011 | Comments Off Comments

              Oltre 200 presenti all’assemblea pubblica di ieri sera, i tecnici contestano le emissioni nocive del bruciatore
              «Quegli inquinanti nell’aria fanno paura»

              «Nessun allarmismo, ma qui c’è da preoccuparsi»: è con le parole dei tecnici del Comitato contro l’impianto che si sono probabilmente identificate le oltre 200 persone presenti ieri sera nel salone delle Acli di via Marsala. Un altro centinaio sono transitate per le Acli e poi hanno desistito per l’impossibilità di entrare nella sala, diverse decine si sono accalcate per le scale o hanno atteso nell’atrio sottostante.Un pubblico incuriosito, attento e silenzioso, solo a tratti rumoreggiante in corrispondenza di qualche passaggio più critico, ha seguito le relazioni dei tecnici, che hanno cercato di far emergere dubbi e perplessità piuttosto che dare risposte certe.La serata è stata introdotta da Federico Moro, segretario del Partito Democratico e consigliere di minoranza, che già aveva annunciato l’intenzione però di lasciare la veste politica per dare ai cittadini la guida del movimento contro il no all’impianto della Elcon. Diversi gli esponenti di centrosinistra presenti in sala, tra cui il segretario provinciale Mauro Soldati e il consigliere regionale di minoranza Antonio Santantonio, ma in prima fila c’erano anche l’assessore comunale alla cultura di Casale Flavio Daino, l’ex assessore Antonio Spelta, l’ex capogruppo del Pdl, oggi componente del gruppo autonomo Casale Domani, Antonio Palermo. Presenti membri di amministrazioni comunali della Bassa.Dopo l’annuncio della sospensione dell’iter autorizzativo, che ha suscitato qualche respiro di sollievo subito rimasto in gola però perché non è uno stop al progetto, la parola è passata ai tecnici. Luca Canova e Luca Velardita hanno illustrato il primo il progetto tecnico, il secondo l’impatto ambientale in generale e le possibili ricadute sulla salute pubblica. «Il diavolo sta nei dettagli sulle tematiche ambientali – ha spiegato Luca Canova -. Più che il progetto nel suo insieme, ci sono aspetti particolari che destano molte perplessità, e su queste rimangono i dubbi più seri».Per esempio, la rosa dei venti allegata al progetto della Elcon per ipotizzare le ricadute a terra degli inquinanti bruciati non è quella reale di Casale, ma quella di Tavazzano. Secondo il progetto, i venti spingono le emissioni lontano dall’abitato di Casale, secondo la rosa dei venti reale, le emissioni punterebbero dritte sul quartiere al di là della via Emilia, in via Adda, via Crema e zona Stazione. Dubbi riguardano poi i rifiuti in ingresso e conseguentemente gli inquinanti immessi in aria, piombo, nichel, cromo esavalente. Per tutti questi motivi «non si vuole fare allarmismo, ma qui c’è da preoccuparsi», come ha esordito Luca Velardita nella sua esposizione relativa alle possibili ricadute sulla salute. La serata è poi proseguita con un ricco dibattito che ha coinvolto diversi cittadini.A. B.

              (da Il Cittadino)

            • La Regione “congela” l’inceneritore
              By on April 21st, 2011 | Comments Off Comments

                La documentazione per l’impianto è incompleta, il consigliere Santantonio: «Questo atto però non blocca il procedimento»
                La Regione “congela” l’inceneritore
                Il Pirellone sospende la procedura di valutazione ambientale

                La Regione sospende la procedura di valutazione d’impatto ambientale per l’impianto di trattamento rifiuti della Elcon perché la documentazione è incompleta. I tecnici hanno dato 30 giorni alla società per l’integrazione dei documenti mancanti. Si tratta di una sospensiva tecnica che rallenta l’iter del progetto, ma non lo pregiudica. La notizia è stata data dal consigliere regionale di opposizione del Partito democratico, Fabrizio Santantonio, ieri sera a margine dell’assemblea pubblica del Comitato contro l’impianto che si è tenuta nel salone delle Acli di via Marsala.Elcon Italy ha presentato lo scorso 10 marzo la richiesta di valutazione d’impatto ambientale per l’impianto di trattamento rifiuti liquidi che intende installare alle porte di Casale, su un’area oggi di proprietà Lever. L’impianto tratterà rifiuti liquidi industriali e farmaceutici, e prevede una fase di scarico delle acque depurate in fognatura e una fase di termodistruzione dei residui gassosi, un bruciatore delle sostanze inquinanti non eliminate nel processo. Il 12 aprile i tecnici della Regione hanno scritto alla ditta israeliana notificando la sospensione della procedura di valutazione d’impatto ambientale perché «non risulta contestualmente attivata l’istanza di autorizzazione integrata ambientale» che doveva essere presentata alla provincia di Lodi, l’ente che poi avrà formalmente la responsabilità di autorizzare l’impianto. Mancando la richiesta di autorizzazione, i tecnici regionali non possono istruire la pratica. La richiesta di autorizzazione integrata ambientale dovrà essere presentata in provincia di Lodi entro 30 giorni dalla comunicazione, quindi entro la metà di maggio. Appena arriverà questa documentazione, la procedura potrà riprendere, mentre qualora la richiesta non fosse soddisfatta entro un mese la Regione provvederà ad archiviare la pratica. In realtà non si tratterà però di una bocciatura: infatti, in ogni momento la ditta potrà ripresentare i documenti corretti e far ripartire l’iter. La comunicazione alla ditta Elcon è stata spedita anche a provincia di Lodi e comune di Casale.«Mi sono occupato della vicenda perché la Regione è coinvolta e perché il territorio è coinvolto – spiega Fabrizio Santantonio -. Come consigliere regionale ho recepito la preoccupazione che si avverte nel territorio, mi sono messo in contatto con i responsabili tecnici e ho chiesto di essere tenuto aggiornato sulla vicenda. La sospensiva però non blocca il procedimento ma rilancia solo la palla nel campo degli imprenditori titolari dell’iniziativa».Tuttavia è proprio questo il momento delle scelte, secondo il consigliere regionale. «La vicenda inizia adesso perché adesso tutti gli enti sono a conoscenza, anche formale, del progetto – conclude Santantonio -. Dobbiamo aspettare le mosse degli imprenditori, ma al tempo stesso, senza enfasi e con raziocinio, è necessario analizzare il progetto».Andrea Bagatta

                (da Il Cittadino)

              • Inceneritore, assemblea contro l’impianto
                By on April 20th, 2011 | Comments Off Comments

                  Il progetto depositato in Regione, Provincia e Comune per la valutazione d’impatto ambientale, entro maggio le osservazioni
                  Inceneritore, assemblea contro l’impianto
                  Stasera il neonato comitato ha chiamato a raccolta la cittadinanza

                  Il Comitato contro l’impianto chiama a raccolta la cittadinanza: questa sera alle 21, nel salone Acli di via Marsala, si tiene la prima assemblea pubblica sull’impianto di trattamento rifiuti liquidi che la società israeliana Elcon vuole insediare in città, in un’area dello stabilimento Unilever. A promuoverlo è il neonato Comitato contro l’impianto.Lo stabilimento tratterà i rifiuti liquidi della lavorazione chimica e farmaceutica, e nel processo è previsto anche un bruciatore di post-combustione per eliminare nell’aria attraverso un camino di 40 metri i residui gassosi della lavorazione. Nei giorni scorsi si sono istituiti due comitati, già al lavoro nel fine settimana con raccolte firme destinate a chiedere al sindaco di emettere un’ordinanza per vietare gli insediamenti tossico-nocivi sul territorio e a convocare un referendum consultivo tra tutta la popolazione.A che punto è il progettoI colloqui tra i rappresentanti della Elcon e il comune proseguono da un anno e mezzo prima con l’ex assessore alle attività produttive Marzio Rossetti, poi con il sindaco Flavio Parmesani e con l’assessore all’ambiente Giuseppe Agello. Incontri sono stati fatti anche in provincia di Lodi sia con i tecnici sia con l’assessore provinciale all’ambiente Elena Maiocchi. Nonostante il tema sia stato affrontato in passato diverse volte con la stampa e nel consiglio comunale, nessuna parola era mai uscita a proposito di valutazioni tecniche o politiche relative a problemi ambientali, fino a quando «Il Cittadino di Lodi» tre settimane fa non ha sollevato un polverone svelando la vera natura dell’insediamento.Il progetto è oggi depositato in Regione, Provincia e Comune per la valutazione d’impatto ambientale, per la quale i termini delle osservazioni scadranno i primi di maggio. Dopo il parere dei tecnici regionali, incassato un eventuale sì, ci saranno ulteriori passaggi in conferenza di servizi con gli enti locali. Solo al termine di queste valutazioni tecniche e politiche, presumibilmente a fine estate, l’insediamento potrà avere o meno il via libera.L’incontro di questa seraL’incontro di questa sera ha come scopo quello di informare sul progetto e «di far confluire nel Comitato tutte le associazioni e le persone che intendono dire di no all’impianto proposto dalla Elcon». Diverse sono già state le adesioni sia da parte di singoli cittadini sia da parte di gruppi. Inoltre, Nei giorni scorsi si è riunito anche un primo tavolo tecnico composto da ingegneri, chimici, avvocati ed ecologisti, che sta valutando il progetto e che questa sera porterà in assemblea una relazione sullo stato di fatto dell’istruttoria e una prima valutazione sui contenuti del progetto. «Sono il nostro know how – fanno sapere gli organizzatori – E contrariamente a quanto stanno facendo Parmesani e la sua giunta, che aspettano il parere di altri, i nostri hanno preso in mano il progetto, lo hanno analizzato e ritengono già da ora di poter dire la loro sulle caratteristiche dell’impianto». E nel centrodestra?Ancora non è chiaro se esponenti della maggioranza di centrodestra aderiranno o meno alla serata e in generale se parteciperanno ai lavori del comitato. Esponenti della società civile vicini al centrodestra hanno già manifestato il loro interesse e l’approvazione per l’operazione se sarà davvero trasversale e dei cittadini. «Se nessuno vorrà mettere la bandierina politica sul comitato, credo che anche chi nel centrodestra vuole dire no all’impianto parteciperà ai lavori – spiega Antonio Palermo di Casale Domani, ex della maggioranza di centrodestra -. Dal punto di vista tecnico, l’impianto sarà sicuramente a posto. A mio avviso si deve dire di no politicamente a questo progetto e all’idea di sviluppo che porta con sé: non abbiamo bisogno del lavoro portato da insediamenti nocivi, ma di riqualificazione urbanistica e sviluppo vero». Tutti i dubbi dell’impiantoRisposte certe sui quesiti tecnici al momento ancora non ci sono, e solo dalla Regione arriveranno alcune certezze. E tuttavia, da una lettura critica della relazione al progetto, alcuni dubbi emergono con evidenza. Intanto l’impianto prevede diversi serbatoi per lo stoccaggio di sostanze chimiche, tra cui ammoniaca, a poche decine di metri da una fabbrica come la Lever e a un centinaio di metri dalle abitazioni. In secondo luogo, l’elenco dei rifiuti ammessi all’impianto è lunghissimo, e prevede di tutto un po’ da tutti gli ambiti industriali. In queste condizioni, senza sapere cosa entrerà davvero, è difficile dare credito alle ipotesi di emissioni fatte dalla società. E in ogni caso, basandosi proprio sulle ipotesi della Elcon, i quantitativi stimati di sostanze immesse nell’aria sono superiori a quelli accertati del termovalorizzatore di Piacenza. Infine le acque reflue: non è chiaro infatti se il depuratore di Casale sia in grado o meno di supportare i carichi di residui inquinanti chimici che si riverseranno nella rete fognaria della città. Andrea Bagatta

                  (da Il Cittadino)

                • Elcon, i segretari di maggioranza prudenti – Intanto è scattata la raccolta delle firme
                  By on April 19th, 2011 | Comments Off Comments

                    Elcon, i segretari di maggioranza prudenti
                    Intanto è scattata la raccolta delle firme

                    L’impianto di trattamento rifiuti della Elcon con un bruciatore dei residui gassosi della lavorazione non si farà se non saranno soddisfatte le esigenze di sicurezza e tutela della salute dei cittadini: a tre settimane dalle denuncia de “il Cittadino” e mentre la protesta si organizza in città, le segreterie dei partiti di maggioranza prendono posizione in maniera più netta rispetto alle prime uscite.«Ma non è cambiato niente rispetto alla prima presa di posizione – dice il segretario della Lega nord Giovanni Bruschi -. Aspettiamo il parere dei tecnici, poi diremo la nostra. È chiaro che se l’impianto non soddisferà i requisiti di sicurezza, non daremo un parere favorevole. Tuttavia se si vuole il lavoro a Casale, che manca ormai da trent’anni, bisogna accettare qualche rischio: l’importante è che sia contenuto e ragionevole. Per questo ci rimettiamo al parere dei tecnici regionali, e se non dà sicurezza, l’impianto non si farà. D’altra parte, ora che anche la Lever ha tutta questa attenzione all’ambiente, dov’era quando ha si è accordata con la Elcon per cedergli l’area? Non sapeva niente di quello che vogliono fare gli israeliani?»La ditta israeliana Elcon vuole impiantare uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti liquidi di processo industriale e farmaceutico nei capannoni ex Chiapparoli sull’area Lever, e per questo ha già un preliminare d’accordo. Entro quattro settimane i tecnici della Regione saranno chiamati a dare il loro parere sulla fattibilità tecnica dell’impianto. Secondo quanto diffuso da “il Cittadino”, l’impianto tratterà rifiuti liquidi farmaceutici con smaltimento finale e depurato nella rete fognaria casalina e con termodistruzione dei residui gassosi, emessi nell’aria con un camino da 40 metri.«Se non saranno soddisfatti i requisiti di sicurezza e di salute dei cittadini e non si daranno le sufficienti garanzie al proposito, il comune si schiererà contro l’impianto – è la certezza di Francesco Pesatori, commissario del Pdl -. Si tratterà di una valutazione tecnica e di opportunità politica. La politica deve fare scelte, ma per farle ha bisogno di avere gli elementi a disposizione. Per questo aspettiamo il parere dei tecnici, finora si è fatto soltanto allarmismo».Contraria l’Udc, che rispetta l’attesa per il giudizio tecnico, ma esprime chiaramente il proprio punto di vista. «Se l’impianto è come è stato presentato sulla stampa, bisogna dire di no – spiega il segretario Pietro Pea -. Per farlo però abbiamo bisogno che i tecnici ci dicano come è». Le garanzie arrivano dal sindaco Flavio Parmesani: «Garantisco che non ci sarà nessun impianto di incenerimento rifiuti, e qualsiasi altro tipo di attività industriale sarà autorizzata purché non crei pregiudizio ad ambiente e alla salute dei cittadini». Intanto, domenica mattina sono state raccolte le prime firme da parte dei comitati contrari all’impianto con l’obiettivo di chiedere un’ordinanza del sindaco per vietare insediamenti tossico-nocivi e per indire un referendum consultivo. Mercoledì sera, nel salone Acli, si terrà la prima attesa assemblea pubblica sull’argomento.A. B.

                    (da Il Cittadino)

                  • Sono due i comitati in campo per il “no” all’impianto Elcon
                    By on April 15th, 2011 | Comments Off Comments

                      Sono due i comitati in campo per il “no” all’impianto Elcon

                      La protesta contro il bruciatore e l’impianto di trattamento rifiuti liquidi della Elcon si organizza: dopo il comitato contro l’impianto a cui hanno già aderito alcuni partiti politici e associazioni ambientaliste e del volontariato sociale casalino, ora arriva anche il comitato popolare contro l’inceneritore. Diverse le strategie, ma unico lo scopo, quello di impedire l’insediamento degli israeliani della Elcon sull’area Lever, proprio alle porte di Casale: mentre il comitato contro l’impianto raccoglie le firme per un referendum consultivo, il comitato popolare contro l’inceneritore si prefigge una petizione perché il sindaco emetta un’ordinanza per vietare l’installazione su suolo cittadino di impianti tossico-nocivi. Entrambi i comitati, supportati in prima istanza da esponenti politici e consiglieri comunali di opposizione, non vogliono etichette partitiche e annunciano di lasciare la questione nelle mani di semplici cittadini, dichiarando peraltro la disponibilità a collaborare e anche a confluire in un unico gruppo di protesta. «All’impianto bisogna dire di no con fermezza perché gli inceneritori aumentano le diossine nell’aria, principale causa di tumori, di cui il Lodigiano ha un triste primato, nonché le micro e nanoparticelle, il Pm 10 e il Pm 25, che vengono inalate col respirare e ristagnano nei polmoni – spiegano i promotori del comitato -. Le forze politiche si dichiarano sempre tutte contrarie a questo tipo di impianti, ma poi nella realtà dei fatti nessun impianto è stato bloccato. Per questo diffidiamo di iniziative targate centrosinistra o delle rassicurazioni che arrivano dal centrodestra». E a spiegare meglio il concetto ci pensa il consigliere comunale del Partito comunista dei lavoratori Leopoldo Cattaneo, che aderisce al comitato popolare. «In passato sia sulla discarica di Casale sia sulla centrale di Bertonico abbiamo visto il rimpallo delle responsabilità e la contrarietà di tutti, ma alla fine questi impianti si sono fatti – spiega il consigliere -. Per questo diamo la nostra adesione volentieri al comitato popolare formato da cittadini, e invitiamo invece a diffidare dalle parole di centrodestra e centrosinistra. Chi invece dice no all’impianto sarà il benvenuto, e se c’è un altro comitato al lavoro saremo disponibilissimi a collaborare e fare iniziative insieme, a patto che il no sia convinto e non sia solo strumentale per qualche voto in più». Le prime iniziative dei due comitati sono previste per domenica, quando con banchetti in piazza si raccoglieranno le firme per il referendum e la petizione. Poi mercoledì sera, nel salone delle Acli, si terrà la prima assemblea pubblica del comitato contro l’impianto per spiegare il progetto della Elcon e confrontarsi con la cittadinanza.

                      (da Il Cittadino)

                    • Bruciatore, il comitato prepara l’assemblea
                      By on April 14th, 2011 | Comments Off Comments

                        Iniziativa del Pd
                        Bruciatore, il comitato prepara l’assemblea

                        Un’assemblea pubblica per illustrare alla cittadinanza il progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti presentato dalla società israeliana Elcon a Regione, Provincia e comune. A indirla però non è l’amministrazione comunale ma il Partito democratico di Casale insieme al Comitato contro l’impianto. L’incontro pubblico si terrà mercoledì sera prossimo, 20 aprile, nel salone delle riunioni delle Acli di via Marsala, e in quella sede si presenterà anche il primo nucleo di persone che condurranno i lavori del comitato, al quale nel frattempo stanno aderendo diverse associazioni casaline. Il Comitato contro l’impianto è la prima risposta concreta del malumore diffuso tra la popolazione dopo la denuncia del «Cittadino» a proposito dei reali contenuti del progetto.Presentato come un impianto di smaltimento delle acque reflue delle lavorazioni industriali chimiche e farmaceutiche, lo stabilimento che l’israeliana Elcon vorrebbe impiantare sull’area Lever alle porte della città prevede anche un bruciatore di post-combustione ovvero un forno per la termodistruzione dei residui gassosi del trattamento, con un camino di 40 metri ed emissioni sulla cui natura non è ancora stata fatta grande chiarezza. L’amministrazione comunale e la maggioranza di governo si è trincerata dietro l’attesa del giudizio tecnico dell’Arpa Lombardia chiamata alla valutazione d’impatto ambientale richiesta dalla società. Tuttavia, il termine per le osservazioni in regione si concluderà ai primi di maggio e ancora non è dato sapere se comune e provincia di Lodi presenteranno delle osservazioni o meno in merito all’impianto, che dal punto di vista strettamente normativo ovviamente riceverà un parere tecnico sulla base di quanto progettato.«La riunione di mercoledì prossimo sarà l’occasione per dire a tutti coloro che non vogliono questo impianto che è possibile dire no e che le istituzioni locali devono accompagnare la volontà della cittadinanza – spiega Federico Moro, segretario del Pd di Casale -. È importante l’adesione che si sta ricevendo dalle associazioni locali e dai singoli cittadini e anche i partiti dovranno essere in prima linea a supporto del Comitato».Già sabato e domenica a Casale e Zorlesco ci saranno i primi banchetti per pubblicizzare l’assemblea e per raccogliere le firme utili a chiedere l’indizione di un referendum consultivo per orientare le scelte dell’amministrazione.A. B.

                        (da Il Cittadino)

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