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» running

  • Un w/e di movimento (o “Chi si ferma è perduto”)
    By on October 20th, 2008 | 3 Comments3 Comments Comments

      Non c’è che dire, quello appena trascorso è stato un fine settimana discretamente movimentato:
      - sabato mattina mi sono svegliato poco prima dell’alba, ho indossato gli abiti del runner (o rAnner) ed ho cominciato ad andare per il percorso prestabilito: l’unico suono, complice la giornata pre festiva, è quello del mio cardiofrequenzimetro che mi detta il tempo. Correndo su di una strada sterrata sento la differenza del fondo e noto come questo sia molto più morbido dell’asfalto: probabilmente mi sono rincretinito del tutto! Oltrepasso una stalla in cui stanno già mungendo delle mucche ed il profumo (alcuni direbbero “odore” ma in questo caso non è sgradevole) del fieno, delle mucche e del latte mi fa tornare ragazzino quando andavo ad aiutare F. in cascina. Continuo a trotterellare notando anche che alcune officine meccaniche sono già aperte prima delle 8; a Somaglia (quella in provincia di Lodi: non è che io sia andato fino in Africa!) percorro un viale alberato con molte foglie secche e anche qui sono l’unico elemento “di disturbo”. Mi ripropongo di tornare a fare una foto ma la pioggia del sabato mattina credo abbia rovinato la bellezza del luogo. Percorrendo una salita mi meraviglio di come le mie pulsazioni non aumentino ma restino nella soglia anaerobica; strada di campagna e qualche giro in paese per fare cifra tonda. I numeri dicono 14 Km in un’ora e 25 minuti: pensavo peggio, soprattutto perché non sono stravolto.
      - sabato mattina facciamo le consuete commissioni, giocando anche al Superenalotto: dal momento che state leggendo ciò che io scrivo, credo abbiate capito che non abbiamo vinto niente.
      - sabato pomeriggio cazzeggio un po’ e poi vado a comprare l’insalata per l’orto: la signora da cui mi rifornisco mi offre qualche pianta (già matura ad essere sinceri) e mi dice “le prenda tutte: gliele regalo! Almén gò pü da bagnala, che son stràca!”. Torno a casa con circa 30 piantine di insalata; alcune le metto nell’orto coadiuvato dalla mogliettina, mentre altre le regalerò allo SkyPapà.
      - domenica gita in moto: non dico molto perché è un po’ un segreto, comunque abbiamo fatto 540 Km senza essere distrutti (tempo passato in moto: 5 ore e 36 minuti). Sono sempre più convinto di aver fatto un’ottima scelta prendendo Makoto.
      - stamattina avevo in programma di fare 12 Km, ma mi sono alzato con un po’ di male ai muscoli della coscia, quindi mi sono limitato ai canonici 9.

    • La mia prima 9 Km
      By on October 12th, 2008 | 1 Comment1 Comment Comments

        Oggi ho partecipato alla mia prima 9 Km (rigorosamente non competitiva) a Carpi grazie a Max (con la partecipazione della sua deliziosa mogliettina) e di una supporter speciale. Che dire? Benché ci siano alcune cose da sistemare (migliorare la durata ed evitare la partenza a cannone, ad esempio), devo dire di essere soddisfatto: fare 9 Km in 48’29″ (5’18″ al Km) per me che ho sempre faticato a correre per più di 400 m (giusto prima che Max mi attaccasse la malattia della corsa avevo fatto una prova e dopo 3 minuti mi era apparso l’arcangelo Michele sul cancello della scuola media) penso sia una discreta prova. Ottimo anche il pranzo atto a recuperare le energie spese (tutto merito di Max & Stefy!) che, per un giorno, ci ha fatto mettere da parte la dieta (eh sì, perché stiamo cercando di perdere peso – 4,8 Kg dal 31 agosto ad oggi).
        Qui il percorso della 9 Km:
        9 Km Carpi

        Ora incrociamo le dita per un lunedì carico di notizie che spero siano solo positive.

      • Il dolore arriva a ondate
        By on September 26th, 2008 | 3 Comments3 Comments Comments

          If you can’t run, then walk
          (Dean Karnazes)

          Se vi dicono che a correre non si fa fatica, stanno mentendo. Correre costa fatica ma la soddisfazione che vi “assalirà” dopo la doccia, sarà non solo sufficiente a compensare la fatica ma proseguirà per qualche giorno. Però vi succederà che mentre correte comincerà a farvi male questo o quel muscolo, il fegato, un piede, una caviglia; il mio guru dice “se ti fa male la tal cosa, spiegale che comandi tu e che il suo male non è un problema tuo”. Sacrosanto, ma traduciamolo: tenete duro e, salvo problemi gravi, il dolore passerà; certo, se il tallone della scarpa vi sta “smangiando” la pelle che c’è sul tendine d’Achille, forse è il caso di fermarsi e sistemare la cosa, ma se vi viene un po’ di mal di fegato, cominciate a fare qualche respiro profondo e dopo qualche minuto scoprirete che il dolore è molto diminuito (se non passato del tutto). La stessa cosa può succedere per un ginocchio o per altro; fate solo attenzione al fatto che quando il nostro corpo “è caldo” si sente meno il male, quindi è inutile fare i Rambo. Non fatevi però subito spaventare dal dolore o evitate che lo sconforto vinca e vi spinga allo stop; magari rallentate, analizzate bene la situazione e decidete. Trovo in questi momenti un parallelo con la vita: ci sono momenti di difficoltà che magari sembrano essere insormontabili. Che fare? Abbiamo due scelte: fermarci o analizzare e continuare. Chi vi scrive è stato, in un passato nemmeno troppo lontano, vicino al fermarsi e ringrazia tutti quelli che l’hanno incitato a non fermarsi ed a continuare a correre. Si rallenta, si analizza la situazione, prendono le contromisure e si continua. A piccoli passi (ma di questo parleremo un’altra volta), ma si continua.

        • L’elastico
          By on September 17th, 2008 | 2 Comments2 Comments Comments

            Stamattina ha vinto l’elastico. Quell’elastico che, mentre corri, cerca di tirarti sul divano di casa. Ecco, dopo 6 Km (a 5,35 min/Km) ho ceduto, complici alcuni doloretti, e sono tornato a casa. Adesso mi sto dando del pirla.
            Precisazione: i “doloretti” di cui parlo erano solo un po’ di mal di coscia e di fegato (segno di cattiva respirazione), nulla che non si potesse combattere. Che pirla.

          • ASICS Cumulus 9
            By on September 1st, 2008 | 5 Comments5 Comments Comments


              Ebbene sì: mi sono deciso ad acquistare un paio di scarpe decenti da running, visto che le New Balance che utilizzavo erano decisamente dure per corricchiare sull’asfalto (non posso parlare di “correre” in quanto sono ancora al “3′ di camminata + 15′ di corsa per 3 volte”). Mi sono informato e la scelta era caduta su ASICS o Mizuno, anche a seconda del consiglio del venditore; ecco, qui mi sono un po’ arenato, perché andare in un grande negozio per acquistare le prima scarpe mi lasciava un po’ dubbioso: se ti capita di trovare il commesso bravo sei a posto ma in caso contrario sei messo male (sia per i soldi buttati via, sia per eventuali problemi alle zampe). Non conoscendo a fondo la materia, ho preferito cercare qualche negozio specifico e cercando su Google la mia scelta è andata a Jolly Sport di Piacenza; sabato sono quindi andato lì insieme alla Moje e devo dire di essere rimasto piacevolmente impressionato. Da quanto ho capito il negozio è gestito da padre e figlio e quest’ultimo fa mezze maratone, quindi si intende della materia; altra cosa molto importante è che non mi ha dato l’idea di quello che vuole venderti l’ultima scarpa alla moda, anzi al momento ha lo sconto del 30% sui modelli della scorsa stagione e mi ha principalmente proposto quelli. Certo, mi ha anche fatto provare la ASICS Rider, ma quando gli ho espresso la mia titubanza sul prendere un modello così professionale di scarpa, mi ha dato ragione. Beh, ho provato almeno 6 tipi di scarpe diverse (tutte di categoria A3) e neutre (mi ha confermato che la mia corsa è neutra, nonostante i piedi abbastanza piatti che ho) senza venire indirizzato verso un modello o un altro e fornendomi chiarimenti rispetto ai miei dubbi. Ad un certo punto avevo una ASICS al piede sinistro e una Mizuno a quello destro!!! Alla fine sono uscito con un paio di dorate ASICS Cumulus 9 pagate 87 euro. Ripeto: la mia competenza in materia è scarsa, ma consiglio Jolly Sport a tutti.

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