Se non fai arrabbiare qualcuno, probabilmente non stai facendo qualcosa di importante

In maniera perversa, il raggiungimento di obiettivi più importanti sembra infastidire maggiormente il mondo che ci circonda.

Stai perdendo peso? “Dovresti essere felice così come sei!”
Stai salvando i bambini in Africa? “Dovresti preoccuparti prima di quelli di casa tua”
Stai cercando una cura contro il cancro? “Perché ci vuole così tanto tempo?”

Qualsiasi cosa facciamo, irriteremo qualcuno. Ma infastidire qualcuno può anche essere una cosa buona. Vediamo come essere occasionalmente uno stronzo possa essere una virtù.

Regola numero 1: Ci sono cose più importanti che i sentimenti di qualcun altro

Uno dei motivi per cui le persone di successo vengono viste come degli stronzi, è che hanno imparato come ci siano cose molto più importanti al mondo, rispetto a come si sentono gli altri. E’ una verità scomoda: siamo stati educati con l’idea di dover essere carini e gentili verso gli atri, e con una ragione: la gentilezza è sicurezza. Va benissimo per mantenere lo status quo. Le persone gentili sono perfettamente consce delle cose che infastidiscono gli altri ed evitano accuratamente queste cose. Però questa gentilezza è un ostacolo quando vogliamo fare qualcosa di veramente significativo. Se la vostra missione è di capeggiare qualche movimento, creare qualcosa o comunque migliorare il mondo, arrendersi alle emozioni provocate da quello che potrebbero pensare gli altri, vi paralizzerà e vi farà stare male. Un leader che non può prendere decisioni importanti e difficili, non può comandare. Un artista che non voglia mai offendere nessuno, non potrà mai deliziare tutti (o, quanto meno, ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà qualcosa). Non sto dicendo che essere uno stronzo sempre e comunque vi renderà una persona di successo; però evitare di esserlo occasionalmente, porta di sicuro sulla strada del fallimento.

Regola numero 2: Essere temuti o odiati è l’altra faccia dell’essere influenti

Più persone vengono influenzate dalle nostre azioni, meno persone capiranno cosa vogliamo veramente dire.
Immaginiamo questa conversazione, sul posto di lavoro, in cui un manager dice a un collaboratore (parlando di una terza persona): “Devo parlare con Marcella: stando a questi grafici, sta avendo un brutto periodo”. Man mano che passa di persona in persona, il messaggio può diventare: “Marcella è nei guai”, poi “A lui, Marcella non è mai andata a genio” e infine “Oddio, Marcella sta per essere licenziata!”
Lo stesso processo succede non solo quando un messaggio passa oralmente da una persona all’altra, ma anche quando il messaggio viene letto: è una cosa che avviene nella nostra testa.
L’unica cosa necessaria ad un processo del genere è che ci siano abbastanza persone: se state comunicando (o “influenzando” come va di moda dire oggi) con abbastanza persone in qualsiasi maniera, il vostro pensiero sarà tragicamente travisato in un battito di ciglia. Potete evitare tutto ciò non facendo assolutamente nulla di importante. Se la decisione più grande che volete prendere nella vita è quale sfondo mettere al vostro desktop, no problem. Ma se volete scrivere un bestseller o porre fine alla povertà o cambiare il mondo in un qualsiasi modo, scommettiamo che incontrerete persone infastidite o arrabbiate a causa di quello che state facendo?

Regola numero 3: Solo perché qualcuno è offeso, non significa che abbia ragione

Pensate all’ultima volta in cui siete stati veramente arrabbiati, per esempio quando, mentre stavate andando a un incontro importante, vi siete trovati bloccati nel traffico: quanto intelligenti eravate in quel frangente?
La rabbia è una risposta emozionale ed è incredibilmente stupida come risposta. Non è praticamente mai proporzionata alla causa scatenante e, a dire il vero, non è mai anche solo necessaria. E’ un impulso fugace, come pensare che un estraneo sia carino o scegliere un colore piuttosto che un altro. Come qualsiasi impulso di questo tipo, la provocazione usuale per la rabbia è il confronto (non inteso come dialogo, ma come paragone tra due cose). Alcune persone odiano Apple, altre Microsoft (o Google). Alcune persone sono di sinistra, altre di destra. Dite qualcosa di carino su un gruppo di questi e attiverete (e vi attirerete) la rabbia dell’altro gruppo.
Tutto questo discorso ci porta ad una conclusione cruciale: conformarci alla rabbia delle altre persone significa cedere alla parte più stupida della loro natura. Detto in parole meno eleganti significa che, a volte, è giusto fare gli stronzi nei confronti di altri, ehm, stronzi.
Come ho già detto, l’unico modo per evitare di infastidire gli altri è quello di non fare niente di importante. Il che ci porta ad una scelta, che ci piaccia o meno: siete disposti ad accettare tutto ciò?
Molti di noi hanno paura di turbare le emozioni altrui: quando turbiamo le persone, siamo costretti a giustificare noi stessi. Desideriamo vincere i nostri detrattori, cerchiamo l’approvazione di tutti. Ed anche una sola critica in mezzo a centinaia di complimenti ci scava come un tarlo. A dire il vero, questo è un buon segno: significa che non siamo veramente degli stronzi. Dobbiamo solo non aver paura di comportarci come gli altri sulle cose importanti.

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